Come cambia dal 2020 il counseling

Hasya Accademia Scuola Counseling Bologna Bolzano Bari

Federcounseling ha stabilito che, a partire dall’anno formativo 2020, il titolo di studio minimo per l’accesso alla formazione in counseling sarà il diploma di laurea triennale.

Grande soddisfazione espressa dal Presidente Tommaso Valleri: «Si tratta di una piccola rivoluzione in quanto era dai primi anni novanta che non veniva modificato il titolo di accesso alla formazione in counseling».

«Questa importante modifica» prosegue Valleri «avvicina ancor di più il counseling italiano agli standard internazionali e pone fine a una polemica che andava avanti ormai da troppo tempo».

L’anno formativo 2019 sarà l’ultimo anno in cui gli enti di formazione che seguono i training standard di Federcounseling, potranno iscrivere allievi in possesso del solo diploma di scuola media superiore quinquennale.

Tutti coloro che, privi di una laurea triennale, hanno già conseguito il diploma in counseling, avranno tempo per iscriversi a un’associazione professionale di categoria aderente a Federcounseling fino al 31 dicembre 2023.

 

Hasya Accademia Scuola Counseling Bologna Bolzano Bari

Dal 2020 obbligo di laurea per accesso alla formazione triennale in counseling

Tutti coloro che, privi di una laurea triennale, sono attualmente iscritti a un’associazione professionale di categoria, non vedranno modificato il proprio status di socio.

La Federazione sosterrà questa posizione in tutti i tavoli istituzionali in cui è presente.

Obbligo di laurea per i counselor

Federcounseling, con questa delibera del gennaio 2018, ha stabilito che dal 2020 occorrerà la laurea triennale per iscriversi a un corso di counseling e questo indigna qualcuno che considerano tutto ciò una restrizione inutile.

Come responsabile didattico della Accademia di Counseling Olistico “Il Volo” promossa da Hasya concordo (pur con riserve di carattere personale e professionale su tutto ciò.

I motivi delle riserve

1) Tutto ciò risponde sicuramente ad una esigenza minima condivisibile: assicurare all’utenza che il professionista cui ci si rivolge abbia una cultura di base universalmente accettata come sufficiente e soddisfacente. E il mondo della formazione formale quale è il mondo accademico è l’ente di formazione a tutto ciò, per ora.

Almeno la delibera di Federcounseling non fa distinzione tra tipi di laurea non interpretando la laurea come propedeutica alla formazione bensì come semplice “livello culturale minimo di accesso”. Altrimenti gli ingegneri che volessero intraprendere altre strade si troverebbero ingessati e come loro molte delle persone con studi tecnici.

2) Possiamo dire che comunque quanto deliberato è ben congegnato nella sua tempistica. Nessuno degli attuali operatori né degli attuali studenti si troverà impedito nelle sue aspirazioni professionali. I tempi di attuazione della delibera sono tali per cui chiunque oggi faccia parte di questo mondo, come professionista o come studente, nulla ha da temere indipendentemente dai titoli che possiede. Per i futuro certo però che le persone che, pur avendo acquisito cultura e conoscenza sul campo si troveranno davanti un fermo.

3) All’interno del dibattito inter-professionale in corso (penso alla Consensus Conference, alla imminente udienza del Consiglio di Stato, al tavolo UNI) la decisione assunta da Federcounseling rafforza e conferisce autorevolezza all’intero mondo del counseling.

4) Viene solo in aiuto la delibera europea in cui viene dichiarato che tutta la formazione informale cresciuta con l’esperienza potrà essere riconosciuta con opportune pratiche. Tutto ciò però vale per titoli scolastici di grado inferiore alla laurea e si riferisce principalmente alle persone che hanno una professione consolidata da tempo.

A oggi queste strade però sono utilizzate per conferire qualifiche professionali come quella del cuoco, del pizzaiolo   o di un progettista. Che possa essere gestita anche la qualifica professionale del counselor? Confido che ci siano sempre finestre a perte per chi desidera prendere “il Volo”prima che la regolamentazione entri in vigore – questo il link alla proposta di Accademia di Counseling di Hasya.

Riflessioni

Così forse occorrerebbe, a mio avviso, e non so se sia stato fatto ma non mi pare, lasciare una strada aperta nei confronti delle possibili eccezioni, dei possibili casi particolari. Mancherebbe insomma una norma “plastica” o, per dirla in termini giuridici, “in bianco”.

Certo un buon counselor ha cultura, certo ha una formazione specifica, ma assai spesso è la sua storia, il suo percorso personale e di vita, ciò che davvero fa la differenza nell’approccio con l’Altro. A questi aspetti, sostanzialmente radicati nell’esperienza, avrei lasciato uno spiraglio.

Mi spiego meglio: indipendentemente dai titoli posseduti se un professionista mi dimostra di aver lavorato anni in contesti di aiuto, e se mi dimostra che tale lavoro è stato utile ed apprezzato non vedo perché, in ossequio ad un astratto criterio accademico, dovrei negargli il riconoscimento.

Sicuramente la scelta di Federcounseling adeguata e coraggiosa per gestire sopratutto le diatribe con le professioni legate ad albi accademici come quello degli psicologi.

Il counselor formato con Hasya

Il Counselor è un professionista accreditato dalla legge 04/2013. Non cura le malattie,  aiuta le persone in modo globale, fa consulenza  per migliorare la qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Agevolare la consapevolezza delle risorse della persona è l’intento, agevolare la persona ad usarle pienamente. Fa parte di un’associazione senza Ordine, il lavoro è libero, per legge si fonda ‘sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnico, nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, della responsabilità del professionista. Il counselor si forma rispettando un regolamento europeo che lo vincola ad una esperienza di formazione triennale con minimo 1500 ore di lavoro di gruppo, tirocinio, esami annuali e sessioni simulate anche in plenaria, tesi parziali e tesi conclusiva. La formazione offerta da Hasya è di tipo olistico, detta anche di tipo umanistico. Possono esserci anche altri approcci diversificati quali quello comportamentistico, ghestaltico, integrato, ecc. Vari sono gli approcci e approfondirli prima di affidarsi ad un counselor  è importante.”

Claudia Poppi

come vivere in armonia con se stessi e con gli altri secondo Lise Bourbeau

L’armonia è importante quando si parla di musica, ma lo è ancor di più per noi uomini, se vogliamo vivere una vita di elevata qualità. Come le note di un accordo, anche noi dobbiamo trovare la strada per creare armonia attorno a noi, nella società in cui viviamo, ma anche con noi stessi, per essere in equilibrio, perchè le “note” che abbiamo dentro sono forse ancor più importanti di quelle che stanno fuori di noi.

Una guida per chi vuole approfondire la conoscenza di sé e migliorare le relazioni con il prossimo. Un insegnamento che mira a far vedere il mondo con occhi nuovi, richiamandosi alla ricchezza, alla varietà e alla profondità della natura umana trovando le origini dei nostri approcci relazionali nelle nostre matrici genitoriali.

Il segreto per star bene con se stessi sta nel trovare un equilibrio interiore in tutti gli aspetti di Sé, portando armonia nel corpo, nella mente e nello spirito.

Tutto in noi è collegato, per cui l’equilibrio sul piano psicologico ed emotivo, ad esempio, ha ripercussioni anche sul corpo e su tutto il nostro essere. Infatti quando manca unequilibrio interiore viviamo momenti di disagio, difficoltà e dolore. Viceversa, se riusciamo a ristabilire l’equilibrio tra corpo, mente e spirito, riusciamo a vivere un ben-essere interiore e la nostra vita lo riflette.

Bisogna prendersi cura di sé, fisicamente, mentalmente e interiormente per ristabilire un equilibrio.
Ora voglio parlarti di alcuni aspetti sui quali puoi lavorare per stare meglio con te stesso.

Questi temi ci sono proposti da varie figure di riferimento del mondo spirituale e non solo. Tra queste figure Lise Bourbeau.

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Il segreto per star bene con se stessi sta nel trovare un equilibrio interiore in tutti gli aspetti di Sé, portando armonia nel corpo, nella mente e nello spirito.

Tutto in noi è collegato, per cui l’equilibrio sul piano psicologico ed emotivo, ad esempio, ha ripercussioni anche sul corpo e su tutto il nostro essere. Infatti quando manca unequilibrio interiore viviamo momenti di disagio, difficoltà e dolore. Viceversa, se riusciamo a ristabilire l’equilibrio tra corpo, mente e spirito, riusciamo a vivere un ben-essere interiore e la nostra vita lo riflette.

Bisogna prendersi cura di sé, fisicamente, mentalmente e interiormente per ristabilire un equilibrio.
Ora voglio parlarti di alcuni aspetti sui quali puoi lavorare per stare meglio con te stesso.

1. Non dipendere dagli altri

Dobbiamo imparare a stare bene anche da soli e non dipendere emotivamente dagli altri. E’ importante essere in armonia con se stessi. La libertà individuale è importante, anche nelle relazioni di coppia. Infatti, stare bene con se stessi è la condizione per stare bene anche con gli altri, in qualsiasi tipo di rapporto. Non dipendere dagli altri significa amare in modo incondizionato, cioè amare senza aspettarsi nulla in cambio. E’ facile a dirsi, ma per riuscirci penso ci vuole tutta una vita, o forse più!

2. Lascia andare ciò che non ti serve

Le persone che attrai nella tua vita sono quelle che “vibrano” alla tua stessa frequenza, con le quali entri in risonanza e di cui “hai bisogno” in quel momento. Però nulla è per sempre, così anche le persone che entrano ed escono dalla nostra vita. Quando succede, puoi lasciare andare le persone o le situazioni che non possono più far parte della tua vita, senza sensi di colpa o sofferenze.

Quando tu cambi, anche le persone e le situazioni intorno a te cambiano. Lascia che sia così, non ti attaccare a nulla, né alle cose né alle persone. Va bene così, accettalo, fluisci. E’ importante essere in armonia con se stessi.

3. Abbandona il senso di colpa

Quante volte ci auto-accusiamo o ci sentiamo giudicati dagli altri? Bisogna liberarsi dal senso di colpa che emerge quando cadiamo nei tranelli della mente. Anche se pensi di avere una colpa, puoi riuscire a perdonarti e sviluppare più amor proprio e una maggiore autostima, cercando di trascendere l’ego.

Stimarsi e riuscire a comprendere che tutto è perfetto così com’è, è un grande salto in avanti per riuscire a star bene con se stessi.

Ciò che pensano gli altri non deve interessarti, l’importante è quello che tu pensi di te stesso. Non sentirti giudicato, piuttosto comprendi che vai bene così come sei!

4. Abbandona il giudizio

Abbandonare il giudizio sugli altri e su se stessi è fondamentale, giudicando non fai altro che lamentarti di qualcosa che, per te, non va bene. Prova ad accettare le cose che non puoi cambiare e concentrati sul tuo cambiamento interiore.

Leggi anche:  I 101 desideri: un esercizio per scoprire cosa vuoi dalla vita

Se una situazione non ti piace e non puoi cambiarla, non starti a dannare l’anima ostinandoti e accanendoti contro, ma cerca di capire perché quella situazione è entrata nella tua vita e lavora su ciò che accade interiormente.

Ricorda che quando punti un dito ne hai altri tre puntati verso di te!

5. Sviluppa la gratitudine

La gratitudine è uno dei modi migliori per accedere alla gioia e all’abbondanza nella nostra vita. Spesso siamo distratti da ciò che non ci piace nella nostra vita e non mettiamo attenzione sulle piccole (o grandi) cose per cui essere grati ogni giorno.

Quando sviluppiamo un senso di gratitudine profondo, la vita non fa nient’altro che proporci occasioni per cui essere ancor più grati. Prova a sperimentarlo nella tua vita. Quello che dai ti ritorna!

E ricorda che SEI VIVO!

Domanda: Quante volte hai ringraziato oggi? ?

6. Scopri chi sei veramente

Riconnetterti con te stesso è un passo fondamentale per riprenderti il tuo potere, ma prima devi scoprire chi sei veramente e assumerti la responsabilità della tua vita.

Cerca di meditare per scoprire interiormente le parti più profonde di te, tutto ciò che cerchi sta dentro di te. Scopri la tua missione nella vita, quello scopo che ti fa sentire realizzato, felice, pieno di entusiasmo, in contatto profondo con la vita.

Stare bene con se stessi forse è proprio questo: riuscire a essere la migliore espressione di sé.

Riusciamo a dare il meglio di noi quando siamo ispirati, quando abbiamo questo fuocodentro che ci spinge in avanti.
Ma che cos’è questa forza che ci spinge? Non nasce forse dalla nostra parte più profonda, dalla nostra anima?

Trovare il sogno della propria anima e perseguirlo ci rende incredibilmente felici proprio perché stiamo facendo ciò che desideriamo davvero profondamente.

Ti sei mai chiesto perché sei qui dove sei e cosa sei venuto a fare?

8. Sviluppa un atteggiamento positivo

Di questo argomento si parla tanto ma mai come oggi la scienza ci ha dimostrato come i pensieri interagiscono con la materia.
I nostri pensieri influenzano noi stessi e la realtà che ci circonda e questo legame è molto stretto, per cui potrai comprendere quanto sia importante riuscire a sviluppare un atteggiamento interiore positivo per influenzare positivamente la nostra vita.

Controllare la propria mente, invece di esserne schiavi, è importante. Come primo passo, dovresti comprendere che l’energia va dove metti l’attenzione, imparare a “spostare” l’attenzione da un pensiero ad un altro è il primo passo.

I pensieri positivi verranno da se man mano che lavorerai interiormente. Meno spazio darai alle tue paure, più ti abituerai a controllare la tua mente e a creare pensieri consapevoli, di una frequenza più elevata.
Sviluppa un modello di pensiero superiore, ma per farlo dovrai riconnetterti alla parte più autentica di te.

9. Abbandona le convinzioni limitanti

La mente, molto spesso, ci rende davvero schiavi e succubi di schemi e convinzioni dalle quali sarebbe bene liberarsi.
Riappropriarti del tuo potere ti permetterà di controllare la tua  mente e di agire con maggiore consapevolezza.

Leggi anche:  La psicologia come studio dell’anima

La mente è uno strumento molto potente e molto complesso e spesso siamo condizionati da credenze limitanti che sono radicate nel nostro subconscio. Puoi trasformarle aiutandoti anche con tecniche con il ThetaHealing e diventare co-creatore della tua realtà.

Trasformando interiormente queste parti di te così profonde che ti bloccano, vedrai accadere una meravigliosa trasformazione nella tua vita.

10. Fai ciò che ti rende felice

Cerca cosa ti rende davvero felice ed elimina le convinzioni che ti allontanano dal realizzare i tuoi sogni.
Spesso ciò che ci rende più felici è seguire le nostre passioni ed è ciò che viene dal profondo di noi ma potresti essere tu stesso a bloccarlo.

Trova un modo per esprimere i tuoi talenti e realizzare il sogno della tua anima. Ma ricorda una cosa importante: puoi essere felice ora, qui, in questo preciso istante.

La felicità c’è sempre, siamo noi che dobbiamo ri-sintonizzarci sulla giusta frequenza!

11. Apriti al cambiamento

Tutto è in continuo cambiamento e fluire in questo costante avvenire della nostra vita, ci permette di vivere più sereni e di stare bene con noi stessi.

Se la mente fa resistenza, o sei “rinchiuso” in schemi e abitudini dalle quali vuoi liberarti, sviluppa una maggiore forza di volontà.
Inizia con piccoli passi. Attuare anche piccoli cambiamenti nella tua vita ti porterà grandi risultati.

Se tira il vento del cambiamento non costruire un muro, ma piuttosto un mulino a vento! – Proverbio Cinese

12. Prenditi cura di te

Tutti gli aspetti di noi sono importanti, prendersi cura di sé significa farlo in tutti i sensi.
Cerca di trattare il tuo corpo nel migliore dei modi, partendo da un’alimentazione sana. Io personalmente, ti consiglio quella vegetariana o vegana e comunque l’uso di prodotti naturali e biologici per la tua alimentazione.

Se puoi pratica un po’ di movimento regolarmente e attività come lo Yoga che hanno beneficio sia sul corpo che sulla mente.
Oggi puoi praticare molte discipline olistiche e tecniche energetiche vibrazionali, che ti permettono di lavorare a livello più sottile per ristabilire l’equilibrio interiore.

Sicuramente potrai trovare molto utile anche la meditazione che è uno degli strumenti più semplici, ma allo stesso tempo più efficaci, per ritrovare te stesso e ottenere un equilibrio tra corpo, mente e spirito.

Come “ultimo” consiglio, ti direi che è sempre fondamentale l’Amore. Quindi amati e ama! …e  ricordati di passare del tempo con le persone a cui vuoi bene!

 

link libri lise?

Come educare con amore

La linea tra educare e porre limiti è molto sottile, e spesso noi  adulti la superiamo. Pensiamo di dover insegnare tutto ai bambini e in generale agli altri. È vero che i bambini hanno molto da imparare, ma non possiamo cadere nell’errore di pensare che il nostro modo di fare le cose o di vedere il mondo sia migliore o peggiore, che sia l’unico corretto.
Genitori e insegnanti dovrebbero avere come mission quella di trasmettere il maggior numero di strumenti e permettere cosi ai bambini di scegliere come sviluppare a pieno il proprio potenziale. Educare è sinonimo di arricchire, non di limitare. Educare riprendendo il significato etimologico origina da educere e cioè far emergere…il meglio e a pieno il potenziale.

Ci sono molti modi per educare…

Ogni volta che sgridiamo un bambino

  • perché non segue le nostre direttive nell’eseguire un compito, stiamo in effetti limitando la sua creatività, generando in lui la paura del fallimento e minando le basi di una sana autostima
  • perché ha commesso un errore, generiamo in lui la paura del fallimento e gettiamo le basi di un’autostima negativa.
  • etichettiamo un bambino gli togliamo un pezzettino della sua personalità, limitandola alle aspettative degli altri, rinchiudendola in una scatola sempre più piccola.
  • pretendendo che un bambino segua i nostri passi,  gli strappiamo la possibilità di sognare e di perseguire i propri obiettivi.
  • perché cerca di esprimere se stesso e lo umiliamo con le parole o i gesti, pensando che sia stupido in realtà siamo noi ad avere un comportamento stupido.

Il video dal titolo “A cloudy lesson” si trasforma in una ottima lezione per gli adulti.

I bambini apprendono per imitazione e noi tutti siamo coinvolti con i nostri neuroni a specchio in un percorso di apprendimento basato sull’imitazione. Imitare comportamenti è prima di tutto una assunzione di responsabilità per chi per primo li mette in atto.  Buona visione di questo video che è stato realizzato nel 2010.

Il regista Yezi Xue ne è l’autore e dura appena due minuti. Possiamo farcela?

Una storia semplice quanto straordinaria ispirata al rapporto di relazione educativa.

C’è un solo modo per amare …

ed è con il cuore.

Mettendosi in relazione profonda con se stessi principalmente e accorgendosi e domandandosi se quella cosa la stiamo dicendo, facendo, pensando,  per noi stessi e a noi stessi o per l’Altro.

Altro che è nostro figlio!

In questo approccio educativo e generativo che troviamo la mission della proposta per essere genitori oggi.  Un parents approach che parte dalla vita pratica quotidiana, tocca le corde del cuore e gestisce le situazioni con la consapevolezza che ascolto e comunicazione sana permettono di sostenere i figli nella crescita senza confondere ruoli ed emozioni.

Cosa vogliamo per i nostri figli? Che riempiano i nostri vuoti o si riempiano di consapevolezza di loro stessi? Riprendendo il video: vogliamo che quella bolla di nuvole sia fatta a immagine e somiglianza delle nuvole fatte da noi o l’essenziale è che siano fatte delle nuvole…belle…che arricchiscano il cielo di tutti di valore e bellezza?

Tre importanti lezioni che tutti possiamo imparare

1. Non esiste un modo giusto di fare le cose.

Fare esperimenti allarga gli orizzonti. Tesla, Einstein e la Curie hanno tenuto duro ma quanti dei nostri ragazzi si trovano tarpate el ali? Il confine tra educazione con amore e le esigenze pratiche di vita sono da tenere conto fintanto che non decidiamo di accorgersi che è il grado di responsabilità che decidiamo di poter sostenere rispetto all’educazione che sposta il confine.

Possiamo proporre i colori, come coloreranno il foglio sta a  loro.

Esiste il modo più saggio con cui possiamo realizzare le cose e questo è un viaggio.

2. Consapevolezza che dagli errori possono nascere grandi cose.

Le sperimentazioni destabilizzano perchè a qualche livello ci chiedono di cambiare.

E questo atterrisce molti dei grandi. Siamo stati educati alla paura dell’imperfezione. Educati al valore del giudizio che cala dall’alto.

Paura di perdere l’amore? Ci è piaciuto vivere con questa emozione di paura dentro? Non credo…quindi perchè infliggerla ad altri?

Dovremmo incoraggiare i bambini a imparare dalle loro esperienze, ad essere abili osservatori dei loro passi.

Esistono esperimenti e occasioni di osservazione per poi scegliere e questa è consapevolezza

3. Il sostegno è fondamentale.

 Se il nonno del video avesse rimproverato suo nipote e non lo avesse motivato a fare nuove nubi, il bambino avrebbe vissuto questa esperienza come un fallimento che, probabilmente, avrebbe segnato la sua vita per sempre, generandogli il senso di colpa. Tuttavia, l’appoggio, la fiducia e l’amore cambiano tutto.

Esistono relazioni e occasioni di scambio umano a qualsiasi età purché si sia nella condizione di apertura.

E questo è un perCorso. Un percorso di creasti personale per lasciar andare credenze che ormai fanno la muffa in cantina, convinzioni limitanti che hanno sopra la polvere dei nostri avi.

Un perCorso di crescita personale di Hasya è allineato a tutto quanto sopra. Ci teniamo ad accompagnare la crescita personale delle persone perchè crediamo che insieme si possa fare al differenza nel mondo.

Per questo  educare con amore è l’ intenzione di Hasya perchè l’amore rende liberi.

Come educare nell’amore esprimendo una genitorialità consapevole ne parliamo in questo perCorso Genitori si Diventa dove tutto ciò è uno dei temi centranti del corso. Il corso sarà tenuto da Anna Caliri e Claudia Poppi –  clicca qui per approfondire e programmare la tua adesione.

Come sarebbe se tutto ciò che avete letto e che spontaneamente si è portati a rivolgere all’educazione del bambino lo calassimo anche nella realtà del nostro bambino interiore?

Quanto bisogno di amore ha il nostro bambino interiore? L e esperienze di Hasya sono per tutti i bambini e di ogni età che desiderano prendere il volo ed educare prima di tutto se stessi con amore. Il perCorso Genitori si Diventa  è per te, il tuo bambino interiore e i tuoi figli. 

Vieni a Conoscere la nostra proposta. Anna Caliri e Claudia Poppi saranno a disponibili per chiarimenti e domande in occasione del corso “Genitori si diventa”

Se invece ai già deciso? Allora sei dei nostri Per preIscriverti prosegui qui.

Hasya Scuola Counseling Bologna Genitori si Diventa

Come si svolge una seduta di counseling metadimensionale

seduta di counseling domande

La seduta di counseling è una occasione, sempre proseguendo, ove le domande permettono di esplorare ciò che c’è, ciò che ha bisogno di evolvere e trasformarsi. Domande? Certo che la differenza è proprio l’evolvere delle domande e delle modalità con le quali le domande emergono.

Il counselor rappresenta quella guida che con esperienza, agevola , l’emergere dell’obbiettivo principale della seduta: facilitare l’ autoesplorazione e la comunicazione. E questo può accadere proprio con domande e una stretta correlazione con il sentire.

 

Il counselor fa domande perchè è curioso e vuole conoscere i fatti tuoi??!!

No. Tutt’altro. Vuole portarti a conoscere una parte di te che altrimenti risulterebbe ancora occultata dalla ripetività delle  tue domande. Perché ripetitive? Perchè tendiamo  a farci sempre le stesse domande. È per questo che per uscire da situazioni ripetitive può essere cosa buona un incontro, o più incontri, di counseling. Perchè attraverso l’esperienza altrui possano emergere nuove visioni delle situazioni che si vivono per aprirsi a nuove soluzioni e quindi nuove comprensioni e conoscenze di noi stessi.

Come accade tutto ciò?

Attraverso l’esperienza del domandare.

Da qualche parte si inizia, quindi abbiamo domande che facilitano l’inizio del colloquio.

Non si tratta di convenevoli educati bensì di domande che intendono agevolare il cliente e sentire, capire e poi scegliere quali sono le priorità da esplorare. Esempi?

Eccone alcune che puoi rivolgere a te stesso ora e con carta e penna e scegliere già di esplorare qualcosa per te.

  • Da dove cominciamo oggi? oppure, cosa porti oggi?
  • Come ti senti oggi? Vuoi parlarne?

E già qui si apre un mondo di possibilità che possiamo ascoltare, rimandare, accogliere o negare o molto altro.

A te ora, ovunque tu sia osservare se vi è un certo ambito della tua vita che vuoi esplorare.

E poi? Poi nell’esplorare è necessario aprirsi al ciò che accade, nel bene e nel male, così  domande centrate sul processo in atto permettono nuove consapevolezze. Un processo che avviene attraverso tutti i nostri canali

Il nostro canale uditivo – cosa sentiamo a tal proposito?

Il nostro canale visivo – cosa vediamo, immaginiamo, nell’esplorare il tal ambito di vita?

Il nostro canale di percezione sensoriale – come percepisco le emozioni di queste esperienze?

Il nostro canale di pensiero – che pensieri mi arrivano rispetto a questo che sto esplorando?

Lasciar andare le zavorre con il counseling psicosomatico è possibile!

 

Rispettando tutto il globale sentire rispetto a tutti i nostri canali è importante esplorare attraverso queste domande fondamentali il processo di consapevolezza momento per momento. Esempi buoni anche ora mentre leggi questo articolo e stai esplorando un tema attuale della tua vita possono essere?

  • Come ti senti al riguardo? Come ti senti rispetto a questo? In che modo?
  • Cosa provi in questo momento? Mentre mi dici questo cosa succede? Cosa provi?
  • Cosa sta succedendo ora?
  • Cosa succede nel corpo? Senti qualcosa? Dove?
  • A questo punto come stai? Di che cosa pensi/senti di aver bisogno per andare avanti ora/per fermarti qui
  • Puoi stare con questo che vedi, senti, provi, e pensi ?

Ti va di …. ?

Sono domande anch’esse che istruiscono al processo cioè invitano la persona a fare qualcosa , ad es. “ti va di fermarti un attimo e stare semplicemente in contatto con il respiro, il corpo e quello che c’è…?

E’ un buon modo per dare indicazioni e invitare a portare consapevolezza oppure a cambiare qualcosa. La responsabilità è tua, nel senso che puoi dire si oppure no, non è qualcosa di imposto: in questo modo si sostiene il senso di responsabilità, il ruolo adulto e le risorse della presenza e della scelta.

Certo il counselor ha necessità anche di chiarimenti, perchè potrebbe effettivamente non aver compreso bene, quindi domande per chiarirsi possono essere importanti e così:

  • Cosa intendi dire? Puoi spiegarmi meglio?
  • Quando dici così cosa intendi? In che modo…?

Domande che facilitano l’autoesplorazione  dei diversi livelli dell’esperienza sono importanti per agevolare al presa di coscienza così abbiamo domande così:

  • Com’è la sensazione?
  • Com’è fatta? Com’è questa sensazione?
  • come è fatta? la puoi descrivere? si trasforma? se si come??

Saper esplorare a diversi livelli l’esperienza  o sistemi rappresentazionali permette una presa di coscienza che ci porta oltre il vivere per traghettarci nell’esistere. Così immagini, pensieri, suoni o dialogo interno, vanno tutti benissimo per esplorare. E allora eccovi altre tracce per esplorare:

  • com’è fatta questa sensazione?
  • può essere una immagine? come la vedi? come la immagini?
  • Ha forse un suono?
  • Mentre mi parli di questo, emerge altro? immagini?
  • Cosa senti? Cosa succede nel corpo?
  • Cosa ti dici?

Pronti ora per scendere ancora? Può esserci un significato che va oltre ? Ci sono domande che possiamo porci che portano a prendere contatto con livelli significativi sui valori e sull’identità? Domande che esplorano il significato profondo:

  • Ha senso/significato tutto ciò per ?
  • Cosa è importante per te, qui ed ora?
  • Cosa  percepisci essere significativo in questo che stai vivendo/percependo/vedendo?
  • In che modo tutto ciò è importante per te?
  • In che modo tutto ciò ha a che fare con te?

Ora che siamo immersi e coinvolti come è questo coinvolgimento ? Come lo sentiamo questo coinvolgimento? Ce lo possiamo permettere questo coinvolgimento? Come ci sentiamo?

Potrebbe essere il caso di guardare a tutto ciò che sta accadendo da osservatore, in modo da permettere anche altre consapevolezze? Ci sono domande che divengono fondamentali, a momento opportuno, per aiutare la persona a osservarsi. Essere testimone della propria esperienza è un passo intenso e forte. Si diventa grandi così.

Allenare un atteggiamento di presenza contemplativa è un passo evolutivo che ognuno di noi può realizzare. In pratica? In pratica propongo di mettersi in posizione meta, oltre, come se fossimo degli spettatori di una rappresentazione teatrale. Prendendo così la giusta distanza dalle emozioni e dai pensieri possiamo osservare.

Si chiamano domande che facilitano la disidentificazione. Sperimenta queste domande ora:

  • Puoi osservare questa sensazione?
  • Puoi essere presente all’esperienza che stai vivendo?
  • Ti va di prendere contatto con questo e osservare cosa stai provando…?
  • Che sensazione hai di questa sensazione, emozione, vissuto?
  • Com’è per te? Com’è per te provare questa sensazione, emozione, vissuto?

Molto importanti possono essere domande che esplorano i nostri confini. Siamo così abituati che il flusso dei nostri pensieri vada in una direzione che poi procediamo solo in quella direzione negli anni e giorni. questo crea delle convinzioni  ed emozioni limitanti. Allora giochiamo con queste frasi:

Che cosa succederebbe se…?

Esempio: Cliente: “Non riesco ad andare a telefonare a Paola ”. Counselor: “Che cosa succederebbe se lo facessi?” “C’è un pericolo?” Temi qualcosa? Oggettivamente cosa immagini e cosa puoi permetterti di immaginare?

E in questo cammino si sono esplorate cose, fatti, emozioni, ecc e ora? Ora andiamo a estrarre il succo. Tiriamo le somme con domande che facilitano la conclusione :

  • Ci possiamo fermare qui? Infatti potrebbe accadere che durante una sessione possa arrivare dell’altro. Subito o concordato per la sessione successiva. Potrebbero infatti non esserci le energie emotive per affrontare ora un nuovo inizio oppure sentire che il tempo a disposizione è realmente concluso e si necessita di un rimando.
  • Sei d’accordo se ci fermiamo qui? La relazione d’aiuto presuppone proprio un accordo, un’alleanza e va esplorata proprio per il buon esito della sessione.
  • Puoi stare con quello che hai raggiunto finora? C’è forse qualcosa di cui hai hai bisogno per terminare l’incontro?

E così adesso andiamo verso la chiusura della seduta. Cosa ti serve per poter stare con questa emozione forte? Cosa ti serve per stare con questo vissuto? Metadimensionale perchè nel perCorso di Counseling denominato “Il volo” l’approccio è inteso amplio ma non generico, globale ma non per questo superficiale. Un approccio che esplora corpo, mente, anima, emozioni, sensazioni e comportamento.

 

Cosa ti porti a casa da questo articolo?

🙂

7 buoni propositi del counselor per il 2018

 

E anche i counselor hanno i loro buoni propositi per il 2018. Vogliamo trovarne alcuni?

  • partecipare ad una esperienza che se ascoltasse il buon senso starebbe a casa
  • leggere libri che non leggerebbe mai nemmeno se glielo consigliasse il suo counselor
  • prendere appuntamento da un counselor con diverso approccio dal proprio
  • dare spazio ad un cambiamento nel proprio studio, con un setting d’ascolto che sia sempre più in sintonia con il proprio momento evolutivo
  •  fare una esperienza già fatta e vedere cosa accade
  • contattare almeno altri 5 professionisti e proporre e promuovere un incontro di reciproca conoscenza per generare rete sul territorio
  • onorare e rispettare la propria professionalità nel proprio essere persona fallibile

Questi sono i nostri…. quelli che proponiamo per mantenere un livello “sveglio” di ogni counselor che si forma presso la nostra realtà formAttiva.

Counselor non è un punto di arrivo ne per se ne per rivolgersi agli altri. Per noi non esistono etichette di counselor, esistono persone che si mettono in cammino e questo cammino prosegue anche dopo la certificazione….quasi quasi…potrei dire, che è il dopo a formare il counselor, quando si confronta con se steesso, con le proprie realtà e paure, con i fantasmi che si appostano dietro ogni angolo che….il counselor trasForma se stesso.

ecco perchè i propositi sono tanta roba per ogni eprsona che intraprende un cammino di counseling

I tuoi quali sono?

Tipo…preiscriverti ai PerCorsi Hasya? O magari contattarci?

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