Cosa è il Soul Voice® ?

Il Soul Voice® è un metodo che ti permette di trovare e liberare la tua voce attraverso i TUOI suoni e grazie al tuo specifico ed unico modo di esprimerti. E’ un processo per risvegliare l’essenza di chi sei realmente.

Un po’ di storia

Nelle culture dell’antichità musica e medicina erano una cosa sola e il sacerdote/guaritore/sciamano conosceva bene il potere del suono per procurare benessere e per ripristinare l’equilibrio perduto.

Oggi fortunatamente queste conoscenze stanno tornando e ci aiutano a riappropriarci e usare la nostra voce per ritrovare quello che avevamo dimenticato, ma che la nostra anima ricorda.

 La nostra storia personale

Da bambini eravamo in stretto contatto con le nostre emozioni; pensieri e sentimenti erano ancora uniti. Sapevamo intuitivamente di cosa avevamo bisogno e lo esprimevamo liberamente. Abbiamo urlato quando qualcosa ci faceva male, abbiamo cantato e gridato di gioia quando eravamo felici.

Ma presto le restrizioni e limitazioni da parte dei nostri genitori, scuola, religione ecc. hanno cominciato a indirizzare la nostra crescita verso un modello consone alla società che non dà valore all’intuizione e all’individualità. Abbiamo smesso di seguire la nostra immaginazione e di ascoltare la nostra voce interiore. Invece di sviluppare il nostro indole e i nostri talenti innati, abbiamo cercato di imitare il modello che ci è stato presentato come giusto. Così ci siamo paralizzati in un modo di vivere lontano dall’ascolto della nostra voce interiore con conseguenti squilibri nel nostro sistema che portano a disturbi e malessere fisici e psichici.

 Ascoltare il richiamo

Ma c’è un richiamo profondo nei nostri cuori che continua a voler essere liberato e ascoltato; una voce che ci nutre e ci sostiene guidandoci oltre le illusioni che abbiamo costruito nella nostra vita. E’ la voce della nostra anima. Ci vuole un po’ di coraggio per cominciare a lasciar andare il controllo della mente, a sospirare, ridere, piangere, lamentarsi…spontaneamente, ma una volta sperimentati la gioia e il benessere dell’espressione, il senso di libertà è immenso.

Vuoi provare?

Comincia a liberare la tua voce con questo semplice esercizio:

Fai un respiro ampio, lento e profondo che ti riempie pancia, addome e petto. Espirando dài suono a un sospiro sentendo che “sì, ora posso rilassarmi”. Senti come tutto il tuo corpo risuona con le vibrazioni della tua voce. Continua così per qualche minuto.

Poi senti dentro di te che cos’altro vorresti esprimere: una sensazione, un pensiero, un’emozione…

Semplicemente esprimi con i tuoi suoni ciò che senti, senza analizzare, o giudicare. I tuoi suoni potrebbero essere strani, non proprio “graziosi”, ma ti daranno un senso di liberazione, di lasciar andare, e forse anche il piacere di giocare e sperimentare con la tua voce.

Questo è l’inizio

Aprendo ed espandendo la tua cassa toracica, dai letteralmente spazio al tuo respiro, al tuo suono, alla tua consapevolezza, al tuo spazio interiore più vero e vulnerabile. Espirando lascia andare il controllo inutile della mente, immagina il flusso della tua voce come se fosse un fiume che ti porta dentro di te.

 “La voce è la nostra naturale sorgente di potere e saggezza che desidera ardentemente di essere esplorata e conosciuta con fiducia, amore per sé stessi e pazienza.” – Karina Schelde.

NOTA: SOUL VOICE®, come tutte le tecniche energetiche, non intende trattare, diagnosticare, prevenire o curare nessuna malattia e non è perciò da considerarsi un sostituto delle cure mediche. Se credi di essere in una condizione che richiede cure mediche, per favore rivolgiti ad uno specialista o terapista autorizzato. 

Genitore: come ti senti quando non sei ascoltato?

Hasya Genitori si Diventa Bologna

Cosa ti piaceva fare da bambino? E ora come genitore?

Molte delle situazioni che viviamo da bambini restano nella nostra memoria per il ricordo delle emozioni che abbiamo provato.

Vieni per accorgerti come parole, emozioni e comportamenti condizionano i nostri approcci agli stereotipi in famiglia e non solo. Per chiarimenti e domande in occasione del corso di una giornata clicca qui  “Genitori si diventa”.

Eravamo troppo piccoli

Rammento la dinamica di un partecipante ad un corso che riferiva come da piccolo non gli piacesse andare all’oratorio per giocare. Andava per stare in compagnia poiché le parrocchie erano e sono una occasione di aggregazione sociale. Il campo era sempre occupato da ragazzi più grandi che non lo facevano giocare perché “non era ancora alla loro altezza”

Ha comunque continuato a frequentare l’oratorio su insistenza dei  genitori e crescendo, quando è arrivato il suo turno, racconta di aver applicato lo stesso “pessimo” comportamento di chi lo aveva preceduto: “Verrà il vostro turno”dicevamo ai piccolini .

È strano il comportamento umano, tendiamo spesso a replicare con gli altri ciò che abbiamo vissuto, nel bene e nel male, spesso inconsapevolmente.

Gli studi di psicologia dei gruppi e la sociologia ci arricchiscono di elementi storici e sociali, oltre che di teorie, aiutandoci a renderci conto  di come il meccanismo della psiche umana porti a tutto ciò.

Questo avviene in ogni tipo di comunicazione e relazione, in particolare, anche nel modello educativo con i figli.

I nostri genitori ci facevano le ramanzine, lunghi sermoni su ciò che si doveva e non si doveva fare, monologhi con lezioni di vita che in gran parte abbiamo subito con distacco.

 

Hasya Genitori si Diventa Bologna

 

Ci annoiavano, ci infastidivano, suscitavano desiderio di fuga e voglia di fare il contrario di ciò che ci veniva detto.

Sei diventato grande, sei cresciuto, sei diventato genitore e… “Ora tocca a me il ruolo da protagonista“ ed ecco l’inizio dei tuoi monologhi, dei tuoi sermoni e delle tue ramanzine.  Ti piace questa immagine? o una vocina ti dice “perché lo stai facendo anche tu?” ” A me questo non capiterà mai!” Cosa ti dice il tuo bambino interiore? “Mi avevi promesso di essere diverso!”

Come genitore ti lamenti dei figli?

Come genitori ci lamentiamo della scarsa comunicazione con i nostri figli, ed infatti questo non è comunicare.

Nella comunicazione c’è principalmente l’ascolto; ascolto attento e incoraggiato, cioè curioso, senza interrompere e senza dare sentenze.

I figli, specie adolescenti, non comunicano con noi perché sono abituati a sentirsi giudicarti per ciò che dicono e fanno.

Ascoltare in silenzio non è semplice.

L’ascolto non è solo sinonimo di educazione.  In altre culture o tempi non si iniziava parlare se l’altro non aveva terminato di esporre il proprio pensiero. Ultimamente, invece. capita sempre più spesso che ci si accavalla: mentre uno parla l’altro contemporaneamente afferma “sì, so cosa stai per dire. A me è successo che…“ e la comunicazione è di tipo frastagliato. Non è rispettosa dell’altro e ci si mette immediatamente al centro della comunicazione senza aver realmente inteso quanto l’altro vuole trasmetterci.

Quante volte capita che i nostri figli vogliano parlarci nei momenti “meno opportuni”: stai parlando al telefono, stai scrivendo una mail di lavoro, ti stai rilassando qualche minuto o stai guardando l’unico programma che segui in televisione e improvvisamente… “Devo dirti una cosa…”, “Ho bisogno adesso…”, “Oggi la prof a scuola ha detto…”.

Però quando siamo noi a rivolgerci a loro, pretendiamo che, anche se sono occupati, alzino gli occhi verso di noi smettendo di seguire il cartone animato, di chattare con gli amici, di seguire il video su YouTube, per ascoltarci con attenzione.

Come genitore stai forse giudicando il valore del loro essere occupati? O dei nostri argomenti rispetto ai loro?

L’ascolto è sinonimo di leadership

Anche l’ascolto, come esempio di leadership, fa parte degli argomenti  che tratteremo nella  giornata di  “Genitori si diventa”.

Se vuoi ottenere risultati diversi nel tuo rapporto con i tuoi figli o se desideri dare nuovo impulso al tuo rapporto di coppia, partecipa a questa esperienza per accorgerti come parole, emozioni e comportamenti condizionino i nostri approcci in famiglia e non solo.

Saremo disponibili per chiarimenti e domande in occasione del corso di una giornata “Genitori si diventa” Se invece hai già deciso? Allora sei dei nostri Puoi Iscriverti qui.

 

Come cambia dal 2020 il counseling

Hasya Accademia Scuola Counseling Bologna Bolzano Bari

Federcounseling ha stabilito che, a partire dall’anno formativo 2020, il titolo di studio minimo per l’accesso alla formazione in counseling sarà il diploma di laurea triennale.

Grande soddisfazione espressa dal Presidente Tommaso Valleri: «Si tratta di una piccola rivoluzione in quanto era dai primi anni novanta che non veniva modificato il titolo di accesso alla formazione in counseling».

«Questa importante modifica» prosegue Valleri «avvicina ancor di più il counseling italiano agli standard internazionali e pone fine a una polemica che andava avanti ormai da troppo tempo».

L’anno formativo 2019 sarà l’ultimo anno in cui gli enti di formazione che seguono i training standard di Federcounseling, potranno iscrivere allievi in possesso del solo diploma di scuola media superiore quinquennale.

Tutti coloro che, privi di una laurea triennale, hanno già conseguito il diploma in counseling, avranno tempo per iscriversi a un’associazione professionale di categoria aderente a Federcounseling fino al 31 dicembre 2023.

 

Hasya Accademia Scuola Counseling Bologna Bolzano Bari

Dal 2020 obbligo di laurea per accesso alla formazione triennale in counseling

Tutti coloro che, privi di una laurea triennale, sono attualmente iscritti a un’associazione professionale di categoria, non vedranno modificato il proprio status di socio.

La Federazione sosterrà questa posizione in tutti i tavoli istituzionali in cui è presente.

Obbligo di laurea per i counselor

Federcounseling, con questa delibera del gennaio 2018, ha stabilito che dal 2020 occorrerà la laurea triennale per iscriversi a un corso di counseling e questo indigna qualcuno che considerano tutto ciò una restrizione inutile.

Come responsabile didattico della Accademia di Counseling Olistico “Il Volo” promossa da Hasya concordo (pur con riserve di carattere personale e professionale su tutto ciò.

I motivi delle riserve

1) Tutto ciò risponde sicuramente ad una esigenza minima condivisibile: assicurare all’utenza che il professionista cui ci si rivolge abbia una cultura di base universalmente accettata come sufficiente e soddisfacente. E il mondo della formazione formale quale è il mondo accademico è l’ente di formazione a tutto ciò, per ora.

Almeno la delibera di Federcounseling non fa distinzione tra tipi di laurea non interpretando la laurea come propedeutica alla formazione bensì come semplice “livello culturale minimo di accesso”. Altrimenti gli ingegneri che volessero intraprendere altre strade si troverebbero ingessati e come loro molte delle persone con studi tecnici.

2) Possiamo dire che comunque quanto deliberato è ben congegnato nella sua tempistica. Nessuno degli attuali operatori né degli attuali studenti si troverà impedito nelle sue aspirazioni professionali. I tempi di attuazione della delibera sono tali per cui chiunque oggi faccia parte di questo mondo, come professionista o come studente, nulla ha da temere indipendentemente dai titoli che possiede. Per i futuro certo però che le persone che, pur avendo acquisito cultura e conoscenza sul campo si troveranno davanti un fermo.

3) All’interno del dibattito inter-professionale in corso (penso alla Consensus Conference, alla imminente udienza del Consiglio di Stato, al tavolo UNI) la decisione assunta da Federcounseling rafforza e conferisce autorevolezza all’intero mondo del counseling.

4) Viene solo in aiuto la delibera europea in cui viene dichiarato che tutta la formazione informale cresciuta con l’esperienza potrà essere riconosciuta con opportune pratiche. Tutto ciò però vale per titoli scolastici di grado inferiore alla laurea e si riferisce principalmente alle persone che hanno una professione consolidata da tempo.

A oggi queste strade però sono utilizzate per conferire qualifiche professionali come quella del cuoco, del pizzaiolo   o di un progettista. Che possa essere gestita anche la qualifica professionale del counselor? Confido che ci siano sempre finestre a perte per chi desidera prendere “il Volo”prima che la regolamentazione entri in vigore – questo il link alla proposta di Accademia di Counseling di Hasya.

Riflessioni

Così forse occorrerebbe, a mio avviso, e non so se sia stato fatto ma non mi pare, lasciare una strada aperta nei confronti delle possibili eccezioni, dei possibili casi particolari. Mancherebbe insomma una norma “plastica” o, per dirla in termini giuridici, “in bianco”.

Certo un buon counselor ha cultura, certo ha una formazione specifica, ma assai spesso è la sua storia, il suo percorso personale e di vita, ciò che davvero fa la differenza nell’approccio con l’Altro. A questi aspetti, sostanzialmente radicati nell’esperienza, avrei lasciato uno spiraglio.

Mi spiego meglio: indipendentemente dai titoli posseduti se un professionista mi dimostra di aver lavorato anni in contesti di aiuto, e se mi dimostra che tale lavoro è stato utile ed apprezzato non vedo perché, in ossequio ad un astratto criterio accademico, dovrei negargli il riconoscimento.

Sicuramente la scelta di Federcounseling adeguata e coraggiosa per gestire sopratutto le diatribe con le professioni legate ad albi accademici come quello degli psicologi.

Il counselor formato con Hasya

Il Counselor è un professionista accreditato dalla legge 04/2013. Non cura le malattie,  aiuta le persone in modo globale, fa consulenza  per migliorare la qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Agevolare la consapevolezza delle risorse della persona è l’intento, agevolare la persona ad usarle pienamente. Fa parte di un’associazione senza Ordine, il lavoro è libero, per legge si fonda ‘sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnico, nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, della responsabilità del professionista. Il counselor si forma rispettando un regolamento europeo che lo vincola ad una esperienza di formazione triennale con minimo 1500 ore di lavoro di gruppo, tirocinio, esami annuali e sessioni simulate anche in plenaria, tesi parziali e tesi conclusiva. La formazione offerta da Hasya è di tipo olistico, detta anche di tipo umanistico. Possono esserci anche altri approcci diversificati quali quello comportamentistico, ghestaltico, integrato, ecc. Vari sono gli approcci e approfondirli prima di affidarsi ad un counselor  è importante.”

Claudia Poppi

Come uscire dalle lotte di potere dell’adolescenza

Hasya Scuola Counseling corso genitori modena bologna

Poco fa ho assistito ad una discussione tra un padre e sua figlia, in pieno tempo dell’adolescenza. Dopo pochi istanti, il loro non era più un rapporto in cui si percepisse amore.

L’amore viene messo in secondo piano, accantonato, sostituito dalla lotta per il potere. La figlia, per ottenere potere scorda il rispetto, ed il padre, per ottenere potere scorda l’accoglienza.

Vieni al corso: “Genitori si diventa”  per esplorare queste nuove possibilità.

Non è un caso isolato.

Molte madri provano a ottenere il potere attraverso il ricatto emotivo: “Se fai così mi fai star male”.
Molti padri tendono ad essere più autoritari che autorevoli: “Qui si fa come dico io”, “Finché dormi e mangi sotto questo tetto, ascolti. Chiaro?”
Ma tutto questo imporre regole, è del tutto privo di affettività. Una adolescenza che proprio non augureremmo a nessuno.
Si innesca un clima di guerriglia dove nessuno vuole cedere, perché cedere significa perdere.

Per l’adolescente significa perdere libertà, perdere l’ingresso alla vita adulta con regole proprie.
Per l’adulto significa perdere il ruolo di punto di riferimento e, perdere il figlio, che attraverso la sua autonomia, si allontana lasciando un vuoto.

Se il padre incrementa il suo potere, schiaccia i figli che si sentono impotenti, incapaci di agire, e saranno adulti remissivi. Senza contare le dinamiche che si instaurano tra genitori o comunque figure educative ove uno spesso è il carnefice e l’altro il permissivo per portarsi a casa più amore del figlio.

Come vedi la tua situazione personale?

Hasya Scuola Counseling corso genitori modena bologna

Al primo posto ci sono le regole.

Solo quando salvaguardano l’incolumità dei figli attraverso le regole crediamo di poter essere salvi noi e loro? Al primo posto ci sono loro, l’amore, l’accoglienza ed il non giudizio. Vi proponiamo questo per uscire vivi dall’adolescenza e sopratutto far uscire loro da un momento della vita che perchè mai deve essere una esperienza terribile come la si continua a descrivere. Forse è così perchè a catena continuiamo lotte di potere vecchie di schemi educativi ormai obsoleti?

Se rientra un’ora più tardi, è veramente una tragedia o la tua reazione è dovuta al fatto che lo vivi come mancanza di considerazione e rispetto nei tuoi confronti?

Negoziare e gestire le necessità pratiche.

Tutto va negoziato, senza eccessi, ottenendo e concedendo, instaurando un clima di duplice collaborazione.
Ricorda che sta compiendo il percorso che lo condurrà verso l’autonomia totale, quindi per ogni cm di legame che saprai tirarlo/a verso di te, dovrai concedergli/le di allontanarsi di un metro.

Per avere i migliori strumenti che ti consentiranno di aiutare al meglio la crescita dei tuoi figli, vieni al corso: “Genitori si diventa”  e ne sentirei di belle e sopratutto utili.

Una giornata di assaggio dedicata al miglioramento personale e familiare.

Ti trovi a vivere situazioni di questo tipo con i figli o assisti a dinamiche di questo tipo? Allora l’esperienza che proponiamo è per te e per altri adulti come te. Potreste trarne beneficio, cosa ne pensi?

Rispondi a questa articolo con una azione decisa per realizzare tutta un’altra adolescenza con i ragazzi: ISCRIVITI qui.

 

Cosa vuoi da una scuola Yoga?

Scuola Yoga Bologna Hasya counseling

Come persona che ha praticato e continua a praticare la disciplina dello yoga mi è venuto spontaneo creare un approccio a questa disciplina che senta e risenta della mia trasformazione personale quindi la Scuola Yoga di Hasya apre i battenti…

Lo yoga abbiamo tutti nell’immaginario cosa sia?…come si pratica?…cosa serve? le origini?….:-)

Lo yoga è movimento rispettoso del corpo e della mente così come dell’anima.

Iniziamo dall’inizio

…Alfa e Omega…:-)…A come?…A come Asana e come Autoguarigione.

Si perchè….la capacità dell’uomo di essere il miglior medico di se stesso è un riconoscimento a cui ogni essere umano dovrebbe e può giungere….Molti sono gli strumenti della medicina originaria , principalmente di origine indiana – dell’India – e le sue evoluzioni nella medicina Indiana degli Indiani d’America e dell’America Latina e Siberiana, che sono giunti a noi. Questi metodi di guarigione, più che strumenti, hanno le loro radici nella consapevolezza del corpo e dell’ascolto del corpo stesso.

Lo Yoga, con tutte le sue Asana, è, prima di tutto, un metodo di prevenzione, sentito più che “inventato”, quando ancora non esisteva il concetto di prevenzione perchè non esisteva…semplicemente si viveva!

Invece oggi come oggi sempre più spesso si parla di prevenzione e guarigione che possiamo applicare nella nostra vita quotidiana. Lo Yoga però spesso è visto come una occasione di fitness e null’altro…:-(

Lo Yoga dell’Istanteè un potente connubio di metodi di autoguarigione che ho sistematicamente integrato tra loro per arrivare a esprimere così: Yoga dell’Istante esperienza co-creativa di autoguarigione nell’integrazione di corpo, mente e anima ove il maschile e il femminile di ognuno di noi finalmente si completano.

Istant Yoga lo definisco in quanto coglie l’essenza dell’Istante…Istante di una emozione, Istante di una risata, Istante di un sentire fisico e Istante di un pensiero che va per lasciarci liberi si vivere …l’Istante.

In questa continua cerca della mia vita ho dedicato molta energia a questo incontro di forza e accoglienza, creatività e focus….da questa cerca è anche arrivato un disegno…un movimento…ecco il logo dello Yoga dell’Istante. Spero vi piaccia…:-) Foto migliorabile…:-)))

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Volete provare!….volete avvicinarvi all’essenza del movimento ponendo l’attenzione sul fluire che c’è nello stare fermi e sentendo tutta la flessibilità che c’è nella disciplina?…ed esprimere il tutto nel fragore di una splendida risata. Si perchè lo yoga della risata è parte integrante di questa esperienza!

Yoga dell’Istante…perchè lo yoga mette in movimento tanta energia. Approfondisci il valore del movimento iscrivendoti alla Scuola Yoga che Hasya ha strutturato per i prossimi mesi. L’esperienza sotto forma di workshop mensili che ti porterà a conoscere sempre di più te stesso e se vorrai, potrai anceh trasformare in una pratica professionale. La scuola è infatti accreditata presso CSEN come scuola Yoga ed è anche affiliata Yoga Alliance. Meglio di cosi!!

Nel dubbio ora  procediamo  passo a passo nell’avvicinarci alla conoscenza della pratica Yoga da un punto di vista teorico.

cosa è lo yoga?

Lo yoga è un’antica disciplina, un’arte millenaria per armonico  sviluppo di corpo,  mente e  spirito di  ogni essere umano.

Yoga dell’istante: esperienza yoga per la crescita personale.

cosa significa la parola “yoga”?

Letteralmente, vuole dire “unione”e deriva dalla radice Sanscrita “yuj” indica l’unione fisica e spirituale di entità opposte che io amo definire complementari piuttosto che opposte…definirei separate piuttosto, e che grazie all’esperienza della pratica YOGA possono essere così unite in modo indissolubile.

cosa serve?

A portare presenza, consapevolezza ed armonia dentro e fuori la persona.

Corpo e mente, immobilità e movimento, maschile e femminile, sole e luna, sono questi alcuni degli elementi che la pratica dello Yoga è in grado di riunire. Portare, armonizzare, equilibrio tra essi è l’intento dato che da che mondo e mondo l’essere mano ha sempre percepito la propria propensione ad andare in una direzione o nell’altra. Ogni essere umano, praticando lo Yoga, contribuisce all’ equilibrio cosmico grazie al raggiungimento di un proprio stato armonico con l’ambiente circostante e un conseguente senso di pace e benessere interiore. Scuola Yoga Bologna Hasya counseling

come si pratica?

Con umiltà.Umiltà come significato originario…Humus…di consapevolezza di trasformazione.

Chi si cimenta nella pratica dello yoga, “principiante o esperto” che sia, si mette a confronto con tutti gli aspetti che coinvolgono la propria persona. Attraverso i diversi elementi di tale disciplina, ogni singolo individuo evolve verso la consapevolezza del se in ogni sua parte. L’approccio più corretto potrebbe essere quello dato soprattutto dalla comprensione del significato delle azioni volte al fine del miglioramento della propria qualità di vita materiale, emotiva e mentale. Con l’intento di migliorarsi. Ovvero, non bisogna preoccuparsi di raggiungere una performance ottimale,  si dovrebbe perseguire l’obiettivo senza avere timore del fallimento, di impegnarsi, per vivere meglio il proprio corpo mente e anima.

le origini?

Lo yoga, nato in oriente, India del Nord, un numero di millenni indietro che lo fanno risalire a popoli evoluti delle ere lontane di Atlantide, come pratica meditativa per l’espansione delle coscienze, viene utilizzato a tutt’oggi, nei paesi occdentali soprattutto per raggiungere uno stato di benessere e di focus.

Che esercizi proponiamo con la scuola yoga? 

Gli esercizi dello Yoga dell’Istante, modello che proponiamo alla scuola yoga di Hasya, sono costituiti sostanzialmente da posizioni che possono essere mantenute per un tempo variabile a seconda dell’esperienza, della familiarità con lo yoga e delle capacità fisiche di ciascuno. Queste posizioni sono raggiunte in modo dinamico del rispetto del corpo della persona e il passaggio tra una “posizione” e l’altra è un’istante che scorre in modo fluido così come fluisce il corpo. Questo succedersi di Istanti genera l’approccio con il quale vorrei proporvi la mia esperienza di Yoga negli anni.

Le posizioni generano le migliori condizioni affinché il corpo possa uscire dalla tensione, vivere la distensione per creare spazio per esplorare l’espansione.

Lo Yoga dell’Istante è lo yoga che nasce dall’incontro del Metodo ANUKALANA con la mia personale esperienza che ha le sue radici nel mio primo e unico Maestro di Yoga e Karate , Roberto Baccaro – Taiji Kase Modena, e vado indietro di 25 anni…:-), fino a quando la vita mi ha fatto incontrare Jacopo Ceccarelli della Scuola Samadhi – Firenze che posso considerare il mio secondo Maestro di Yoga.

Bene.  L’esperienza corporea con l’approccio di Yoga integrale completo che amo proporre lo integreremo sicuramente anche con lo Yoga della Risata per giornate leggere e piene di gioia!

I Mudra saranno un tema interessante sul quale mi soffermerò …le mani sono veramente delle antenne potenti…ne parlo qui se  vuoi scuriosare e il primo articolo sull’esperienza armoniosa dello Yoga dell’Istante?…qui nel lontano 2013.

Chi può praticarlo?

Lo yoga è una pratica adatta a tuttiperché può essere eseguita in modo adeguato alle proprie capacità fisiche, purché svolta sotto la guida di un maestro esperto a maggior ragione lo yoga che vi propongo è per tutti perchè è un approccio fluido nella ricerca di una armonia rotonda e globale della esperienza corporea.

Dopo avere conosciuto le caratteristiche e le eventuali complessità di ciascun praticante,  proporrò posizioni con un grado di trasformazione adeguato per la persona, indicare tempi e modi della loro esecuzione, agevolare posizioni e sconsigliare altre  che potrebbero nuocere in quel momento alla persona. Infatti la proposta yoga che faccio tiene conto della millenaria tradizione terapeutica che lo yoga ha. Lo yoga come terapia globale e ogni asana come occasione mirata di azione terapeutica. Ricordiamoci che possiamo Guarire il nostro corpo!…con parole, nutrimento, pensieri e movimenti funzionali alla tipologia di persona che siamo.

quanti tipi di yoga?….molti moltissimi….io faccio un gran casino con tutti i nomi in sanscrito…mi spiace!

io cosa propongo?…yoga dell’Istante…:-) Ascolta il tuo corpo ad ogni istante!

un approccio morbido di risveglio del corpo fatto di accudimento e amorevolezza ove l’attenzione all’attimo, all’ascolto del corpo sarà la chiave dell’esperienza. Tutto basato su esercizi/asana semplici quanto efficaci.

Anukalana in sanscrito significa Integrazione… si tratta di un approccio alla disciplina dello Yoga che ti permette di scoprire il modo più naturale e completo di affrontare le pratiche anche più complesse e avanzate di questa disciplina nel totale rispetto della tua costituzione personale.

Momenti dinamici e spazi di mindfullnes per dare spazio alle diverse giornate che si srotoleranno lungo l’anno e che condivideremo insieme. Yoga integrale appunto…completo…:-)…comprensivo di Yoga della Risata…:-))

lo yoga funziona?

Eccome se funziona. Agisce a vari livelli e principalmente:

  • Fisico: agevolando l’allungamento dei muscoli che si compie nel corso della pratica, abbinato alla respirazione, favorisce l’ossigenazione del corpo, facilitando l’eliminazione delle tossine….e noi …mi faccio l’idea che ne apprezzeremo i benefici…spesso rattrappiti sotto le scrivanie…:-)
  • Mentale: attraverso l’attenzione, la presenza che sperimenteremo applicandola alla pratica delle posizioni. Lo yoga permette di aumentare la concentrazione e, sempre grazie al respiro , agevola la presa di consapevolezza, elemento che  mitiga, gli effetti del fantomatico stress/bornout.
  • Energetico: attraverso il fluire si ristabilisce una profonda connessione con se stessi e il proprio potenziale umano generando, con la pratica costante, un nuovo campo di coerenza globale nel quale l’essere persona permette di sentirsi parte del tutto e ricomponendo il proprio puzzle interiore

Sono tanti i valori di questa esperienza e li scoprirai avvicinandoti a Scuola Yoga – Hasya

Claudia Poppi Yoga Teacher

 

come vivere lo yoga: ginnastica yoga per la salute

Accademia d counseling Bologna

Lo yoga è una disciplina millenaria, che aiuta a trovare e mantenere il giusto equilibrio tra mente-corpo-spirito. Nei decenni, a seguito dei tanti viaggi in india e delle ripetute contaminazioni culturali degli ultimi secoli, abbiamo ricevuto in dono da quei luoghi e culture la pratica dello Yoga. Ginnastica yoga per la salute.

E’ una pratica semplice quanto importante che è in grado di  piccoli fastidi, favorisce il sonno e riduce stress ed ansia. E’ un reale strumento oltre che una disciplina, è uno stile di vita, che ci accompagna in tutte le fasi della vita se ci lasciamo andare all’ascolto dei suoi benefici. meditazione kundalini

Negli ultimi anni varie sono state varie diatribe sul tema “Yoga” e definirlo ginnastica è veramente un insulto a questa pratica millenaria che promuove armonia e bellezza. D’altra parte il bisogno occidentale di rendere le esperienze come categorie per poterle catalogare si che a oggi lo Yoga meditativo rimane tale e lo yoga con movimento è definito “ginnastica per la salute e il benessere” con buona pace di delle definizioni del C.O.N.I. Sono aspetti che a oggi sono così e a noi interessa pratica più che definire …quindi?…

Per fare esperienza, per vivere al meglio e  migliorare i propri stili di vita un perCorso Yoga  è sicuramente una buona strategia per il tuo benEssere. Noi di Hasya proponiamo la Scuola Yoga “Yoga dell’Istante” Vieni a conoscere la proposta QUI

Per iniziare da piccolissimi: in gravidanza, i massimi benefici antistress
La pratica dello yoga nei 9 mesi può portare importanti benefici alla futura mamma, riducendo i livelli di stress ed ansia, e migliorando la qualità del sonno. Non solo. Con un lavoro mirato alle aree direttamente interessate, è possibile alleviare dolori e fastidi tipici dell’attesa, come mal di schiena, gonfiore e dolore pelvico, e migliorare forza e flessibilità muscolare in vista del momento del parto.
Per avere i massimi benefici, gli esperti suggeriscono, a fronte di un gravidanza fisiologica, di praticare lo yoga per un’ora al giorno, a partire dalla 18/20° settimana di gestazione fino alla nascita del bambino, in una combinazione di esercizio fisico, meditazione e rilassamento.
Occorre, però, avere sempre il via libera del medico curante e definire con l’insegnante di yoga un programma su misura e sicuro.

Primi mesi con il bambino, armonia per due
Un’attività sana, delicata e divertente che la neomamma e il bebè possono svolgere insieme. Si chiama baby yoga: mentre la mamma esegue alcune posture adattate di yoga, accarezza, massaggia e muove dolcemente il piccolo. Una modo speciale per entrare in contatto con il neonato e favorire uno sviluppo armonico di tutti i livelli dell’essere: fisico, psichico, mentale e spirituale. E, al tempo stesso, recuperare tonicità, elasticità e mobilità articolare.

Infanzia, per imparare a entrare in contatto con se stessi
I bimbi di oggi hanno ritmi molto serrati e spesso patiscono l’effetto dello stress quotidiano e degli stimoli eccessivi a cui sono sottoposti. Lo yoga può aiutarli a rallentare, a capire quando hanno bisogno di rilassarsi e come farlo, per affrontare con un atteggiamento positivo le situazioni della vita.
Lo yoga insegna ai bambini ad accettarsi e amarsi per come sono, ma insegna anche la tolleranza verso gli altri, il rispetto e la fiducia verso sé stessi e gli altri, l’accettazione delle diversità, l’empatia e il non giudizio.
Aiuta anche a trovare equilibrio e stabilità, concentrazione. Imparano a conoscere il proprio corpo e, nel tempo, anche mente e spirito, a farli lavorare tutti insieme per diventare adulti responsabili, fisicamente attivi e in salute.

Adolescenza, per affrontare con serenità i cambiamenti
È tra le fasi della vita più delicate, caratterizzata da cambiamenti fisici molto rapidi, relazioni e interessi nuovi, conflitti interiori. È essenziale che i ragazzi, maschi e femmine che siano, imparino ad accettarsi senza sentirsi giudicati, rispettando il proprio corpo e il proprio modo di essere.
Lo yoga può aiutare i giovani attraverso il raggiungimento di una buona postura, per un corpo forte e flessibile, ma è utile anche per regolarizzare i cambiamenti ormonali ed è un anti stress naturale.

Per fare esperienza, per vivere al meglio e  migliorare i propri stili di vita un perCorso Yoga  è sicuramente una buona strategia per il tuo benEssere. Noi di Hasya proponiamo la Scuola Yoga “Yoga dell’Istante” Vieni a conoscere la proposta QUI per ridurre i disagi tipici dell’avanzare degli anni. Siamo fatti per invecchiare, NON per degenerare. La pratica dello Yoga è perfetto!
Ad Esempio nella donna l’interruzione del ciclo mestruale e dell’ovulazione, il corpo inizia a produrre minori quantità di ormoni e la maggior parte delle donne avverte cambiamenti sia a livello fisico, sia psicologico. A volte avvengono gradualmente, a volte all’improvviso. È una fase della vita delicata, talvolta difficile, caratterizzata da vampate di calore, secchezza vaginale e problemi alle vie urinarie, sbalzi d’umore, disturbi del sonno, palpitazioni e dolori alla schiena. Lo yoga può aiutare a ridurne i disagi, grazie anche alla possibilità di scegliere (in accordo con il proprio insegnante) posture, tecniche di respirazione o meditazione. Lo yoga non solo può aiutare a ridurre i sintomi tipici della menopausa, ma è un valido strumento per imparare a riconoscere e accettare la nuova condizione per poter ritrovare l’equilibrio.

Un nuovo equilibrio in un istante!

Parola di Hasya – Scuola Yoga “Yoga dell’Istante” 

come praticare lo yoga al mattino

Scuola Yoga Hasya Bologna

Praticare yoga al mattino è un buon metodo per creare le migliori condizioni di benessere per te e il tuo corpo. Il punto di partenza potrebbe essere l’esperienza “saluto al Sole” Una combinazione rituale di posizioni per riattivar l’energia individuale.

Il mio saluto al sole in occasione delle sessioni di Yoga dell’Istante spesso muove sorrisi e ilarità e questo mi piace!

Credo importante muovere i primi passi della giornata con il sorriso sulle labbra per questo giocosamente il mio saluto al sole è proprio un saluto… Ciaoooooo!

Breve video del mio saluto al sole lo troverete qui!!

Ora la parte seria dell’esperienza…:-))…cosa è il saluto al sole ?…una pratica…una serie di esperienze corpore che potremmo dire essere in grado di muovere ed attivare molti dei meridiani energetici del nostro corpo e i i nostri chakra conseguentemente. Portiamo cosi luce ed energia al nostro corpo riattivando quella luce e quell’energia che è già presente in noi…:-). Lo yoga al mattino potenzia tutto ciò.

 

saluto_al_sole

 

A volte il freddo  lo abbiamo dentro, a prescindere dalla stagione.

Un lutto, una ferita che riteniamo ci sia stata inferta… una separazione e  ci sentiamo abbandonati, soli, a disagio insomma con la vita.
La tristezza, l’introspezione, il raccoglimento …il corpo si raccoglie… Occasione di consapevolezza che permette di vedere e sentire le cose inutili che la nostra mente ha accumulato, per aprire, spalancare le porte al nuovo, al cambiamento, al prossimo ciclo che ricomincia.
Lo fa per preparare la rinascita che verrà….il nuovo ciclo della vita che si manifesta nell’apertura….nello spazio che creiamo spalancando le braccia al sole.

Il saluto AL SOLE

Il saluto al sole, o surya namaskara, é una pratica yogica molto antica ed è una sequenza dinamica.

12 dodici posizioniate che fluiscono come una danza per sostenere il nostro sole interiore images-1
Un benvenuto al giorno che sta nascendo, alla vita che scorre dentro di noi.

L’intento? di iniziarlo concentrati e consapevoli, in forza e in gratitudine.
Il gesto di questo saluto possiamo vederlo come un omaggio all’aspetto più elevato di noi stessi: lo spirito, intendendo il corpo come “luce solare condensata”….come espressione materiale della luce che siamo.

E’  un rituale alchemico magico che riprende e riflette tutta la potenza e l’energia del sole che nelle civiltà antiche veniva adorato e venerato come Dio. Il sole, il disco solare, in tutte le culture è sempre stato tenuto in importante considerazione per la sua energia manifesta cosi come la Luna per la sua complementarietà ed essenza introspettiva.

Se “leggiamo” il saluto al sole dal punto di vista simbolico, ogni gesto è pura poesia….noi siamo poesia.
Il movimento delle braccia come apertura, offerta, accoglienza…
Il piegamento in avanti verso il basso, accompagnato da un’espirazione, é un gesto di umiltà verso Madre Terra.
Un movimento verso l’alto e all’indietro é come una benedizione del cielo, baciati dal sole e dalla luce.

Il saluto al sole é considerato uno dei metodi più efficaci per conseguire una salute perfetta e per un risveglio energetico e spirituale….:-)

man standing in field

E il numero dodici?

… non é certamente casuale. La filosofia yogica era estremamente attenta alla scienza dei numeri.
Il dodici rappresenta la trinità in un’ottava maggiore e indica un grande livello di comprensione e saggezza.
Molti sistemi numerici antichi erano basati sul dodici: dodici sono le costellazioni, dodici i mesi dell’anno, dodici le ore in cui é suddiviso l’orologio, ecc…

I maestri yoga sostengono che il saluto al sole abbia un impatto psicologico profondo e importanti implicazioni spirituali perché stimola le energie sottili che conducono ad uno stato di consapevolezza superiore.
Dal punto di vista fisico, tramite questi movimenti morbidi e fluidi, tutte le articolazioni vengono sciolte e attivate in modo dolce. Il primo scopo evidente é quello di sostenere la consapevolezza del corpo e mantenerlo agile e flessibile.
I muscoli, i tendini e i legamenti del lato anteriore e posteriore del corpo vengono alternativamente mossi in una danza che vuole andare oltre la semplice distensione e contrazione e allungamento; respirazione, circolazione, sistema nervoso e ghiandole endocrine …una fluida stimolazione…

Tengo molto a questa esperienza fluida e consapevole ove l’intenzione è di evitare ogni sforzo e di godersi il movimento, il corpo e le emozioni che manifestano inuma fluire morbido di questa espressione di coerenza che offriamo alla vita stessa.

 

Claudia Poppi – Insegnante Yoga Certificato RYT 200 (RYT = Registered Yoga Teacher Insegnante Yoga Registrato, o meglio certificato).

Yoga dell’Istante

Come gestire le vacanze fra genitori e figli

Hasya scuola counseling Bologna genitori vacanze

Come ogni anno, con la fine del percorso scolastico e l’arrivo dell’estate, si ripropone una danza fra genitori e figli per ciò che riguarda le vacanze. A volte sembra semplice riproporre un modello già vissuto l’anno precedente: noi adulti restiamo in una zona di confort programmando qualcosa che ci sembra sicuro e già sperimentato.

…e i figli?

Come genitori facciamo del nostro meglio, con le migliori intenzioni, per i nostri figli e per la nostra famiglia, ma spesso aggiungiamo le nostre suggestioni personali e un pizzico di stress. Potrebbe esserci sfuggito il domandarci proprio quale è il reale bisogno rispetto alle vacanze di noi adulti, per i figli, la famiglia e…il partner….?

Qual è il bisogno di vacanza per un genitore e per un figlio?

Quante volte ci fermiamo ad osservare i cambiamenti reali dei ragazzi? Proponiamo loro una vacanza che serva alla loro crescita o diamo spazio alla leggerezza di una sana vacanza che serva a staccare?

Non c’è una regola fissa su come o dove i figli debbano trascorrere le vacanze estive, eppure, spesso, osserviamo un riproporsi di schemi familiari anche in famiglie molto differenti fra loro. Le vacanze con i nonni lontani che non si frequentano durante l’anno, le vacanze con la famiglia di amici che hanno la stessa età dei nostri figli (così hai un amico con cui giocare in vacanza…), la settimana scout o con un’associazione per riportare, in soli pochi giorni, il contatto con la natura e uno stacco dalla tecnologia, il primo viaggio all’estero (cosi imparerai a parlare inglese stando in Inghilterra … magari per 15 giorni)…vi riconoscete?

Hasya scuola counseling Bologna genitori vacanze

Genitori significa essere preposti all’organizzazione e pianificazione della vita dei figli 24 ore su 24, 365 giorni all’anno?

Perché? Cosa ci pre-occupa? Quali sono le abitudini e le aspettative sulle vacanze dei nostri figli? Quante volte ci chiediamo cosa significhi per noi “vacanza”? Di cosa un genitore ha bisogno in quei 15 giorni di ferie? 

Questi temi saranno trattati da Anna Caliri e Claudia Poppi in occasione del corso “Genitori si Diventa”-  clicca qui per approfondire e programmare la tua adesione.

Come riesci a trasmettere ad un figlio questo bisogno lasciando al figlio stesso il tempo per ascoltarsi e sperimentare quel periodo di stacco e riflessione su sé stesso, quel momento nel quale scoprire la noia o la follia, la musica fino a tarda notte o la lettura di libri scelti e non “consigliati” dall’insegnante, la serenità di lunghe chiacchierate con persone conosciute in spiaggia o le risate di un’avventura lungo sentieri di un fresco bosco di collina.

“Finalmente è finita la scuola”

Frase generalmente pronunciata da chi già non va a scuola da diversi anni, e poi, verso la fine di agosto… “Speriamo che ricominci presto la scuola così tutto torna al suo posto” …quante volte vi siete imbattuti in queste due affermazioni? La routine sta sempre più diventando la nostra zona di confort, ma quando ci rivolgiamo ai nostri figli vogliamo per loro novità e avventura (… siamo coerenti ai loro occhi?)

Se chiudiamo gli occhi e immaginiamo di tornare ragazzi, cosa avremmo voluto vivere? Come avremmo voluto trascorrere le nostre vacanze? Cosa ci è mancato che non abbiamo saputo chiedere?… E siamo certi che oggi non siamo qui a proporre ai nostri figli proprio quel completamento, quel “non avuto” della nostra infanzia?

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Impariamo ad ascoltarci e insegniamo loro a fare altrettanto nell’imitazione dei nostri comportamenti, così che possano esprimere i loro bisogni e confrontarli con quelli dei genitori, rendendo più vera e armonica anche una semplice scelta della gestione delle vacanze.

Portare consapevolezza a questi temi affinché si possano vivere meglio momenti ed aspettative è intenzione del corso  “Genitori si Diventa”-  clicca qui per approfondire e programmare la tua adesione.  Anna Caliri e Claudia Poppi . Hai già deciso? Allora sei dei nostri Per preIscriverti prosegui qui.

 

Hasya Scuola Counseling Bologna Genitori si Diventa

 

come vivere in armonia con se stessi e con gli altri secondo Lise Bourbeau

L’armonia è importante quando si parla di musica, ma lo è ancor di più per noi uomini, se vogliamo vivere una vita di elevata qualità. Come le note di un accordo, anche noi dobbiamo trovare la strada per creare armonia attorno a noi, nella società in cui viviamo, ma anche con noi stessi, per essere in equilibrio, perchè le “note” che abbiamo dentro sono forse ancor più importanti di quelle che stanno fuori di noi.

Una guida per chi vuole approfondire la conoscenza di sé e migliorare le relazioni con il prossimo. Un insegnamento che mira a far vedere il mondo con occhi nuovi, richiamandosi alla ricchezza, alla varietà e alla profondità della natura umana trovando le origini dei nostri approcci relazionali nelle nostre matrici genitoriali.

Il segreto per star bene con se stessi sta nel trovare un equilibrio interiore in tutti gli aspetti di Sé, portando armonia nel corpo, nella mente e nello spirito.

Tutto in noi è collegato, per cui l’equilibrio sul piano psicologico ed emotivo, ad esempio, ha ripercussioni anche sul corpo e su tutto il nostro essere. Infatti quando manca unequilibrio interiore viviamo momenti di disagio, difficoltà e dolore. Viceversa, se riusciamo a ristabilire l’equilibrio tra corpo, mente e spirito, riusciamo a vivere un ben-essere interiore e la nostra vita lo riflette.

Bisogna prendersi cura di sé, fisicamente, mentalmente e interiormente per ristabilire un equilibrio.
Ora voglio parlarti di alcuni aspetti sui quali puoi lavorare per stare meglio con te stesso.

Questi temi ci sono proposti da varie figure di riferimento del mondo spirituale e non solo. Tra queste figure Lise Bourbeau.

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Il segreto per star bene con se stessi sta nel trovare un equilibrio interiore in tutti gli aspetti di Sé, portando armonia nel corpo, nella mente e nello spirito.

Tutto in noi è collegato, per cui l’equilibrio sul piano psicologico ed emotivo, ad esempio, ha ripercussioni anche sul corpo e su tutto il nostro essere. Infatti quando manca unequilibrio interiore viviamo momenti di disagio, difficoltà e dolore. Viceversa, se riusciamo a ristabilire l’equilibrio tra corpo, mente e spirito, riusciamo a vivere un ben-essere interiore e la nostra vita lo riflette.

Bisogna prendersi cura di sé, fisicamente, mentalmente e interiormente per ristabilire un equilibrio.
Ora voglio parlarti di alcuni aspetti sui quali puoi lavorare per stare meglio con te stesso.

1. Non dipendere dagli altri

Dobbiamo imparare a stare bene anche da soli e non dipendere emotivamente dagli altri. E’ importante essere in armonia con se stessi. La libertà individuale è importante, anche nelle relazioni di coppia. Infatti, stare bene con se stessi è la condizione per stare bene anche con gli altri, in qualsiasi tipo di rapporto. Non dipendere dagli altri significa amare in modo incondizionato, cioè amare senza aspettarsi nulla in cambio. E’ facile a dirsi, ma per riuscirci penso ci vuole tutta una vita, o forse più!

2. Lascia andare ciò che non ti serve

Le persone che attrai nella tua vita sono quelle che “vibrano” alla tua stessa frequenza, con le quali entri in risonanza e di cui “hai bisogno” in quel momento. Però nulla è per sempre, così anche le persone che entrano ed escono dalla nostra vita. Quando succede, puoi lasciare andare le persone o le situazioni che non possono più far parte della tua vita, senza sensi di colpa o sofferenze.

Quando tu cambi, anche le persone e le situazioni intorno a te cambiano. Lascia che sia così, non ti attaccare a nulla, né alle cose né alle persone. Va bene così, accettalo, fluisci. E’ importante essere in armonia con se stessi.

3. Abbandona il senso di colpa

Quante volte ci auto-accusiamo o ci sentiamo giudicati dagli altri? Bisogna liberarsi dal senso di colpa che emerge quando cadiamo nei tranelli della mente. Anche se pensi di avere una colpa, puoi riuscire a perdonarti e sviluppare più amor proprio e una maggiore autostima, cercando di trascendere l’ego.

Stimarsi e riuscire a comprendere che tutto è perfetto così com’è, è un grande salto in avanti per riuscire a star bene con se stessi.

Ciò che pensano gli altri non deve interessarti, l’importante è quello che tu pensi di te stesso. Non sentirti giudicato, piuttosto comprendi che vai bene così come sei!

4. Abbandona il giudizio

Abbandonare il giudizio sugli altri e su se stessi è fondamentale, giudicando non fai altro che lamentarti di qualcosa che, per te, non va bene. Prova ad accettare le cose che non puoi cambiare e concentrati sul tuo cambiamento interiore.

Leggi anche:  I 101 desideri: un esercizio per scoprire cosa vuoi dalla vita

Se una situazione non ti piace e non puoi cambiarla, non starti a dannare l’anima ostinandoti e accanendoti contro, ma cerca di capire perché quella situazione è entrata nella tua vita e lavora su ciò che accade interiormente.

Ricorda che quando punti un dito ne hai altri tre puntati verso di te!

5. Sviluppa la gratitudine

La gratitudine è uno dei modi migliori per accedere alla gioia e all’abbondanza nella nostra vita. Spesso siamo distratti da ciò che non ci piace nella nostra vita e non mettiamo attenzione sulle piccole (o grandi) cose per cui essere grati ogni giorno.

Quando sviluppiamo un senso di gratitudine profondo, la vita non fa nient’altro che proporci occasioni per cui essere ancor più grati. Prova a sperimentarlo nella tua vita. Quello che dai ti ritorna!

E ricorda che SEI VIVO!

Domanda: Quante volte hai ringraziato oggi? ?

6. Scopri chi sei veramente

Riconnetterti con te stesso è un passo fondamentale per riprenderti il tuo potere, ma prima devi scoprire chi sei veramente e assumerti la responsabilità della tua vita.

Cerca di meditare per scoprire interiormente le parti più profonde di te, tutto ciò che cerchi sta dentro di te. Scopri la tua missione nella vita, quello scopo che ti fa sentire realizzato, felice, pieno di entusiasmo, in contatto profondo con la vita.

Stare bene con se stessi forse è proprio questo: riuscire a essere la migliore espressione di sé.

Riusciamo a dare il meglio di noi quando siamo ispirati, quando abbiamo questo fuocodentro che ci spinge in avanti.
Ma che cos’è questa forza che ci spinge? Non nasce forse dalla nostra parte più profonda, dalla nostra anima?

Trovare il sogno della propria anima e perseguirlo ci rende incredibilmente felici proprio perché stiamo facendo ciò che desideriamo davvero profondamente.

Ti sei mai chiesto perché sei qui dove sei e cosa sei venuto a fare?

8. Sviluppa un atteggiamento positivo

Di questo argomento si parla tanto ma mai come oggi la scienza ci ha dimostrato come i pensieri interagiscono con la materia.
I nostri pensieri influenzano noi stessi e la realtà che ci circonda e questo legame è molto stretto, per cui potrai comprendere quanto sia importante riuscire a sviluppare un atteggiamento interiore positivo per influenzare positivamente la nostra vita.

Controllare la propria mente, invece di esserne schiavi, è importante. Come primo passo, dovresti comprendere che l’energia va dove metti l’attenzione, imparare a “spostare” l’attenzione da un pensiero ad un altro è il primo passo.

I pensieri positivi verranno da se man mano che lavorerai interiormente. Meno spazio darai alle tue paure, più ti abituerai a controllare la tua mente e a creare pensieri consapevoli, di una frequenza più elevata.
Sviluppa un modello di pensiero superiore, ma per farlo dovrai riconnetterti alla parte più autentica di te.

9. Abbandona le convinzioni limitanti

La mente, molto spesso, ci rende davvero schiavi e succubi di schemi e convinzioni dalle quali sarebbe bene liberarsi.
Riappropriarti del tuo potere ti permetterà di controllare la tua  mente e di agire con maggiore consapevolezza.

Leggi anche:  La psicologia come studio dell’anima

La mente è uno strumento molto potente e molto complesso e spesso siamo condizionati da credenze limitanti che sono radicate nel nostro subconscio. Puoi trasformarle aiutandoti anche con tecniche con il ThetaHealing e diventare co-creatore della tua realtà.

Trasformando interiormente queste parti di te così profonde che ti bloccano, vedrai accadere una meravigliosa trasformazione nella tua vita.

10. Fai ciò che ti rende felice

Cerca cosa ti rende davvero felice ed elimina le convinzioni che ti allontanano dal realizzare i tuoi sogni.
Spesso ciò che ci rende più felici è seguire le nostre passioni ed è ciò che viene dal profondo di noi ma potresti essere tu stesso a bloccarlo.

Trova un modo per esprimere i tuoi talenti e realizzare il sogno della tua anima. Ma ricorda una cosa importante: puoi essere felice ora, qui, in questo preciso istante.

La felicità c’è sempre, siamo noi che dobbiamo ri-sintonizzarci sulla giusta frequenza!

11. Apriti al cambiamento

Tutto è in continuo cambiamento e fluire in questo costante avvenire della nostra vita, ci permette di vivere più sereni e di stare bene con noi stessi.

Se la mente fa resistenza, o sei “rinchiuso” in schemi e abitudini dalle quali vuoi liberarti, sviluppa una maggiore forza di volontà.
Inizia con piccoli passi. Attuare anche piccoli cambiamenti nella tua vita ti porterà grandi risultati.

Se tira il vento del cambiamento non costruire un muro, ma piuttosto un mulino a vento! – Proverbio Cinese

12. Prenditi cura di te

Tutti gli aspetti di noi sono importanti, prendersi cura di sé significa farlo in tutti i sensi.
Cerca di trattare il tuo corpo nel migliore dei modi, partendo da un’alimentazione sana. Io personalmente, ti consiglio quella vegetariana o vegana e comunque l’uso di prodotti naturali e biologici per la tua alimentazione.

Se puoi pratica un po’ di movimento regolarmente e attività come lo Yoga che hanno beneficio sia sul corpo che sulla mente.
Oggi puoi praticare molte discipline olistiche e tecniche energetiche vibrazionali, che ti permettono di lavorare a livello più sottile per ristabilire l’equilibrio interiore.

Sicuramente potrai trovare molto utile anche la meditazione che è uno degli strumenti più semplici, ma allo stesso tempo più efficaci, per ritrovare te stesso e ottenere un equilibrio tra corpo, mente e spirito.

Come “ultimo” consiglio, ti direi che è sempre fondamentale l’Amore. Quindi amati e ama! …e  ricordati di passare del tempo con le persone a cui vuoi bene!

 

link libri lise?

Adolescenza: come vivi quella di tuo figlio?

genitorialità consapevole Bologna corso

Sempre più spesso sentiamo parlare di adolescenza come di un periodo della vita dei ragazzi che si deve attraversare come una prova di “sopravvivenza”. Certo, le differenze dalla stagione precedente, ricca di spensieratezza, risate, giochi sembrano molto marcate e lo sono anche quelle dalla stagione futura apparentemente lontana proprio da quell’avventura e follia, quasi incastrata in un forte senso di responsabilità e impegno.

Ma se è questo il quadro che viene dipinto agli occhi dei ragazzi dalle figure educative che si trovano nei loro ambienti quotidiani, se questa è la musica incalzante che sentono ogni giorno a scuola, a casa, nello sport dalle voci degli adulti, forse è chiaro che diventa poco facile volere attraversare fino in fondo questo periodo.

Cosa possiamo fare?

Come possiamo essere vicini agli adolescenti e accompagnarli serenamente? Il vero nodo della questione è proprio questo: non si tratta della nostra adolescenza, ma della loro. Quello che siamo chiamati a fare è prendere consapevolezza di come sia proprio il ruolo degli adulti che deve traghettare, affinché nel nostro cambiamento ragazzi si sentano liberi di vivere il loro.

Abbiamo passato tanti anni a dare la mano ai nostri bambini ogni qualvolta ci fossimo trovati ad attraversare una strada. Quel dar loro la mano non significava “tu non sai fare”, ma era un “poni attenzione”. Ed è proprio questa attenzione che loro hanno appreso giorno dopo giorno, è proprio questo insegnamento che nell’ adolescenza si trovano a voler testare, sperimentare, contrastare.

La storia e l’evoluzione dell’umanità si ripete anche in quel microcosmo che sono gli adolescenti: “Sarò in grado di riprendere e applicare ciò che ho visto fare?”, “Sono sicuro che sia l’unico modo per ottenere quel risultato?”…ma soprattutto 

“E’ veramente ciò che io voglio?”

Queste, come tante altre, sono le domande che i ragazzi si fanno e che, se chiudiamo gli occhi e andiamo indietro con la mente, ci siamo fatti anche noi.

A volte sembra quasi che con il voler gestire la vita degli adolescenti cerchiamo di correggere le nostre piccole mancanze o imperfezione di quegli anni. E se la frase dovesse essere corretta da “Come vivi l’Adolescenza di tuo figlio” a “Come vivi l’essere genitore mentre tuo figlio vive la sua adolescenza?”

genitorialità consapevole Bologna corso

Quanto ti senti impotente di fronte suoi silenzi, estraneo al suo mondo fatto di nuove frasi mai ascoltate, di musica, di risate lontane dal tuo essere adulto …Non è forse sano che il mondo vada avanti nel continuo cambiamento dell’evoluzione? E’ proprio la serenità e la tranquillità degli adulti che permetterà un approccio rassicurante, protettivo e al tempo stesso propositivo ed esplorativo.

Questi temi saranno trattati in occasione del corso “Genitori si Diventa”–  clicca qui per approfondire e programmare la tua adesione.

Come vivi l’Adolescenza di tuo figlio?

Quando i bambini hanno pochi mesi e iniziano a muovere i primi passi, siamo tutti propensi a far fare loro questa splendida esperienza del “perdere l’equilibrio” per trovarne uno nuovo. Possono cadere più e più volte e troveranno sempre la voce tranquilla di chi ripete “Trova il tuo equilibrio, so che ce la farai a camminare presto”.

I bambini imparano a camminare in modi differenti fra loro e spesso differenti da come abbiamo fatto noi, ma non per questo vengono condizionati e giudicati. Eppure, chissà perché, quando crescono sembra che gli adulti perdano quelle loro sicurezze del ruolo che hanno. A volte sembra che fare i genitori di un bambino sia più semplice dell’essere genitore di un adolescente….

genitorialità consapevole Bologna corso

E se fossimo noi quelli che fanno fatica ad attraversare questa fase?

Lasciamoci guidare dalla consapevolezza e dal confronto, lasciamoci guidare dall’ascolto continuo dei ragazzi dando loro un punto fermo, una guida, una fune a cui potersi riposare, un porto in cui sapere di poter rientrare senza essere giudicati o colpevolizzati o obbligati a restare. I conflitti con noi stessi diventano conflitti con loro e questo rischia di scatenare guerre senza né vincitori né vinti. Le navi attraversano le tempeste se ogni membro dell’equipaggio si preoccupa di mantenere il proprio ruolo e trasmettere agli altri proprio la tranquillità di quel ruolo, pur sapendo che la tempesta fa paura a tutti e che le incertezze di quel mare, di quel cielo burrascoso, sono tante. Quando parliamo di tranquillità non vogliamo nascondere la testa sottocoperta e far finta che ci sia sempre il sole, ma è la tranquillità di chi si fida del suo ruolo e del suo equipaggio, pronto e preparato ai vari imprevisti di ogni navigazione.

 

Molliamo gli ormeggi?

Durante la loro navigazione in mare aperto adeguiamo il nostro abbraccio affinché i giovani equipaggi che partono con piccole imbarcazioni possano sapere di avere un porto che li accoglie, sia che rientrino con una zattera o con una grande nave, come un abbraccio presente, ma non per questo imposto.

Impariamo ad amare in loro il non essere noi e in noi il non essere loro.

 

Di tutto ciò e di molto altro parleremo insieme in occasione dell’iniziativa “Genitori si diventa” organizzato e promossa dall’Ass. Hasya con il patrocinio della Città Metropolitana di Bologna e del Comune di Modena.

Vieni a Conoscere la nostra proposta, disponibili per chiarimenti e domande in occasione del corso “Genitori si diventa”

Se invece ai già deciso? Allora sei dei nostri Per preIscriverti prosegui qui.

 

Hasya Scuola Counseling Bologna Genitori si Diventa