Cosa è il Soul Voice® ?

Il Soul Voice® è un metodo che ti permette di trovare e liberare la tua voce attraverso i TUOI suoni e grazie al tuo specifico ed unico modo di esprimerti. E’ un processo per risvegliare l’essenza di chi sei realmente.

Un po’ di storia

Nelle culture dell’antichità musica e medicina erano una cosa sola e il sacerdote/guaritore/sciamano conosceva bene il potere del suono per procurare benessere e per ripristinare l’equilibrio perduto.

Oggi fortunatamente queste conoscenze stanno tornando e ci aiutano a riappropriarci e usare la nostra voce per ritrovare quello che avevamo dimenticato, ma che la nostra anima ricorda.

 La nostra storia personale

Da bambini eravamo in stretto contatto con le nostre emozioni; pensieri e sentimenti erano ancora uniti. Sapevamo intuitivamente di cosa avevamo bisogno e lo esprimevamo liberamente. Abbiamo urlato quando qualcosa ci faceva male, abbiamo cantato e gridato di gioia quando eravamo felici.

Ma presto le restrizioni e limitazioni da parte dei nostri genitori, scuola, religione ecc. hanno cominciato a indirizzare la nostra crescita verso un modello consone alla società che non dà valore all’intuizione e all’individualità. Abbiamo smesso di seguire la nostra immaginazione e di ascoltare la nostra voce interiore. Invece di sviluppare il nostro indole e i nostri talenti innati, abbiamo cercato di imitare il modello che ci è stato presentato come giusto. Così ci siamo paralizzati in un modo di vivere lontano dall’ascolto della nostra voce interiore con conseguenti squilibri nel nostro sistema che portano a disturbi e malessere fisici e psichici.

 Ascoltare il richiamo

Ma c’è un richiamo profondo nei nostri cuori che continua a voler essere liberato e ascoltato; una voce che ci nutre e ci sostiene guidandoci oltre le illusioni che abbiamo costruito nella nostra vita. E’ la voce della nostra anima. Ci vuole un po’ di coraggio per cominciare a lasciar andare il controllo della mente, a sospirare, ridere, piangere, lamentarsi…spontaneamente, ma una volta sperimentati la gioia e il benessere dell’espressione, il senso di libertà è immenso.

Vuoi provare?

Comincia a liberare la tua voce con questo semplice esercizio:

Fai un respiro ampio, lento e profondo che ti riempie pancia, addome e petto. Espirando dài suono a un sospiro sentendo che “sì, ora posso rilassarmi”. Senti come tutto il tuo corpo risuona con le vibrazioni della tua voce. Continua così per qualche minuto.

Poi senti dentro di te che cos’altro vorresti esprimere: una sensazione, un pensiero, un’emozione…

Semplicemente esprimi con i tuoi suoni ciò che senti, senza analizzare, o giudicare. I tuoi suoni potrebbero essere strani, non proprio “graziosi”, ma ti daranno un senso di liberazione, di lasciar andare, e forse anche il piacere di giocare e sperimentare con la tua voce.

Questo è l’inizio

Aprendo ed espandendo la tua cassa toracica, dai letteralmente spazio al tuo respiro, al tuo suono, alla tua consapevolezza, al tuo spazio interiore più vero e vulnerabile. Espirando lascia andare il controllo inutile della mente, immagina il flusso della tua voce come se fosse un fiume che ti porta dentro di te.

 “La voce è la nostra naturale sorgente di potere e saggezza che desidera ardentemente di essere esplorata e conosciuta con fiducia, amore per sé stessi e pazienza.” – Karina Schelde.

NOTA: SOUL VOICE®, come tutte le tecniche energetiche, non intende trattare, diagnosticare, prevenire o curare nessuna malattia e non è perciò da considerarsi un sostituto delle cure mediche. Se credi di essere in una condizione che richiede cure mediche, per favore rivolgiti ad uno specialista o terapista autorizzato. 

Come far emergere il talento

Talento in azienda Hasya Scuola Counseling Bologna

La sorpresa e la scoperta è insita nel luogo comune stesso per il quale il talento è nascosto, va trovato anzi scovato.

Va portato alla luce dei riflettori ed è spesso elevato al ruolo di innovatore. Fuoco di trasformazione e generazione di nuovi risultati alla luce di una stasi che rallenta e blocca.

Questo accade sia negli ambiti culturali e dello spettacolo quanto in ambiti personali ed aziendali.

L’associazione Hasya si occupa di educazione permanente e formazione continua ed è in quest’ottica che ci domandiamo se si possano formare i talenti, se si possano  educare le persone al talento.

Osvaldo Danzi ha fatto una provocazione su Linkedin qualche tempo fa: “Possiamo reggere un’azienda esclusivamente sul talento?” e ancora “in azienda serve (e poi lo si sa gestire?) talento o competenza?”

Le risposte sembrano essere molto facili e aprono ad una discussione ben più ampia.

 

Talento in azienda Hasya Scuola Counseling Bologna

Concetto di talento.

Etimologia della parola: talento deriva da talènto, per evoluzione semantica dovuta alla nota «parabola dei talenti» (Matteo 25), nella quale i talenti affidati dal signore ai suoi servi sono simbolo dei doni dati da Dio all’uomo.– 1.letter.  Volontà, voglia, desiderio, Dintorno mi guardò, come talento. Avesse di veder s’altri era meco (Dante) 2. Ingegno, predisposizione, capacità e doti intellettuali rilevanti, spec. in quanto naturali e intese a particolari attività. 

Già in questa breve sintesi dei significati si può evincere come la parola abbia al suo interno due anime: qualcosa che attiene alla parte emozionale e a quella razionale; voglia, desiderio da una parte e ingegno, capacità dall’altra. Questo però apre ad un’altra domanda: quando abbiamo in mente la parola talento non ci sembra di stereotipare qualcosa che è molto di più? 

La risposta è assolutamente affermativa ma potrebbe essere il mix e lo sviluppo degli ingredienti più importanti (passione ed ingegno) che può determinare la tipologia di talento. Questo ci riporta al primo quesito di Danzi: possiamo reggere un’azienda esclusivamente sul talento? Basta il mix di questi due ingredienti per lo sviluppo e il futuro di un’azienda? Oppure a questi due ingredienti ne dobbiamo aggiungere altri quali il lavoro, la formazione continua e l’esperienza di vita? Hanno sicuramente uno spazio.

“l’artista è nulla senza il talento, ma il talento è nulla senza il lavoro”

Cit. E. Zolà

Gli ingredienti della ricetta

Certamente i principali ingredienti  sono qualcosa di innato in un talento. E’ poi il lavoro su di sè, la curiosità e l’apprendimento attraverso il proprio vissuto, che non solo fa di quella persona un Talento ma un Driven Talent, capace di leggere nell’anima dell’Azienda e di riuscire ad accompagnarla e guidarla verso nuovi obiettivi e successi. Affinché tutto ciò si realizzi Hasya promuove progetti sui Talenti in Tandem con Erasmus+ Scopri di Più QUI

Le aziende in questo momento sono alla ricerca di talenti che possano supportarle nel cambiamento o che possano indicarlo per la sua futura evoluzione, ma hanno bisogno anche di persone che abbiano conoscenze (tecniche, relazionali, amministrative) e che applichino i cambiamenti. 

E’ su questo punto che possiamo affermare che in un’Azienda c’è bisogno di persone che osservino e guidino il futuro ed altre che lo sostengano. Il talento in quanto tale ed unico va gestito, motivato e supportato affinché rimanga in Azienda e la aiuti a crescere, cambiare. E’ per questo motivo che le politiche di talent acquisition debbono essere anche affiancate da altre di talent management, che includa formazione continua, benefit, sistemi di incentivazione, coaching in modo da incanalare il talento nell’Azienda e perché no farlo evolvere e instillare anche una concorrenzialità cooperativa tra tutti i lavoratori, favorendo la contestualizzazione delle nuove competenze e l’evoluzione di quelle detenute.

In un’organizzazione quello che è importante è che la visione, la missione, la strategia vengano assorbite all’interno attraverso la comunicazione organizzativa e che i lavoratori possano accoglierle e farle proprie. 

 

Talento in azienda Hasya Scuola Counseling Bologna

Aziende e Talento

In definitiva le Aziende in questo momento si trovano davanti sfide future incerte e in questo momento di liquidità e di indeterminatezza, hanno bisogno non solo di talenti ma della miglior squadra possibile, composta da persone con competenze specialistico-operative, tecniche, gestionali, sociali e di talento. 

Come riflessione ci sentiamo di esprimere il nostro parere, allineato con quello di Osvaldo Danzi, chela corsa hai talenti è frutto di una paura : la paura di non farcela.
Non serve probabilmente talento nuovo in azienda – o meglio – che non serva cercarlo e non serva avere dei Talent Acquisition Manager quanto piuttosto sarebbe importante attivare sensibilità e apertura verso tutto quel capitale umano tanto sbandierate nei ultimi decenni,  per far emergere tutto il talento nascosto, accantonato e mal gestito. Si perchè se l’azienda saprà gestire le sue Persone, i talenti verranno fuori da soli. Altrimenti il rischio è di cercare talento, essere abbagliati dalla “novità” e non saperlo gestire.

Ed è da qui che possiamo iniziare il nostro percorso alla scoperta di una  formAzione per i talenti o per esprimere finalmente con talento il talento (volere è potere ?).

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L’iniziativa è allineata ai Goal n° 4 – 5 – 8 – 9

Hasya Sostenibilità Erasmus+

Come prendere nuovamente il volo per affrontare i cambiamenti

Cambiamenti Hasya Scuola Counseling Bologna

Il volo dell’aquila è la leggenda indiana che ci insegna come affrontare i cambiamenti e le difficoltà della vita.

Una leggenda che ci educa ad affrontare la sofferenza del cambiamento come momento ineluttabile della vita. Una sofferenza a cui possiamo attaccarci fino all’ultimo e generare sofferenza su sofferenza…oppure…

Usare la paura del cambiamento per attraversare il dolore e prendere “il Volo”

Questa è una straordinaria leggenda indiana che ha molte attinenze con quelle che sono le difficoltà che quotidianamente tutti noi siamo costretti ad affrontare così come le difficoltà che si vivono nel mezzo del cammino di nostra vita.

Gli inevitabili cambiamenti necessari per reggere ai crolli emotivi, alle separazioni, ai lutti, alle gioie che abbiamo difficoltà ad accettare, e si persino queste a volte sono troppo. Come rinforzare il nostro spirito, la nostra capacità di adattamento, per affrontare gli ostacoli con coraggio e mai rassegnazione.

Si racconta che l’aquila viva fino a 70 anni, ma perché ciò accada, intorno ai 40 anni, deve prendere una decisione seria e difficile.

Il tuo becco come sta?

A questa età i suoi artigli sono lunghi e flessibili, e non riescono più ad afferrare le prede di cui si nutre. Il suo becco, allungato ed appuntito, si incurva e perde di efficacia.

E le ali come cambiano?

Le ali, invecchiate ed appesantite dalle penne assai ingrossate, puntano contro il petto. Appesantiscono il volo quanto l’anima forse. Sciupate e ormai inadeguate.

Sdrucite e consunte. Volare è ormai difficile? Anche per te in questo momento della vita?

Hasya Scuola Counseling Bologna
L’aquila ha solo due alternative: o si lascia morire, o affronta un doloroso processo di rinnovamento, lungo ben 150 giorni. Non tutte ce la fanno ma non lo sapremo mai. Se vuoi uscire dalla ruota del criceto è importante trovare un tempo per prendere le distanze come fa l’aquila.

Un luogo per la distanza

E’ importante trovare degli spazi in cui possiamo prendere le distanze e digiunare da tutto. Il vuoto allo stomaco amplifica le emozioni e le emozioni agevolano la percezione di se e dei propri vuoti. L’aquila volerà allora in cima ad una montagna, si ritira su un nido inaccessibile, addossato ad una parete rocciosa, un luogo protetto.

Trovato questo luogo, l’aquila comincerà a sbattere il becco sulla parete fino a staccarlo, affrontando con coraggio ove potrà incontrare se stessa e il suo dolore. Poi, passate alcune settimane, le ricrescerà un nuovo becco e con questo, strapperà uno ad uno, incurante del dolore, i vecchi artigli. Quando ricresceranno i nuovi artigli, con questi e con il becco, strapperà dal suo corpo tutte le penne, una ad una. Quando rinasceranno le nuove penne essa, nuova aquila rinata, si lancerà sicura nel volo di rinnovamento e ricomincerà a vivere per altri trent’anni. 

Fare esperienza di digiuno attraverso dei momenti di silenzio, in un luogo protetto, questo è.  A volte complesso a volte poi sembra impossibile.

A quali cambiamenti ci educa l’aquila?

Questa straordinaria leggenda ci esorta a non soccombere educandoci a dare il meglio di noi in ogni situazione. Ci insegna a non arrenderci anche quando tutto sembra perduto, o spento, privo di senso e di valore.

Ci educa a guardare avanti.

Ci insegna a non temere i cambiamenti, benSì a trasformarli in una formidabile occasione di crescita, di rinnovamento, di rinnovata giovinezza. Ci insegna che mai nessuno sforzo, nessun sacrificio è vano quando la voglia di volare è più forte del lasciarsi morire …

Questa leggenda ha ispirato la creazione del percorso di counseling MetaDimensionale “il Volo” promosso da Hasya. Un percorso che ha le sue radici nelle giornate che ho passato a battere il mio becco contro i muri della sofferenza, anche la testa devo dire,  per ascoltare il mio dolore più profondo. Da questo dolore profondo sono passata per lasciar andare le ferite che continuavo a portarmi appresso da una vita. Così una ad una ho strappato le penne, una ad una, riconoscendo le mie responsAbilità ed errori.

Ho creato un percorso di silenzi e condivisioni, ascolti e consapevolezza proprio per agevolare anche te a trovare la condizione migliore affinché tu ti senta protetto in un momento così delicato come è il momento di trasformAmarSi. ( Leggi tra le lettere perchè questo non è un gioco di maiuscole benSì una battaglia da condurre con coraggio )

Volare è fantastico, prendere il volo di più.

Saprò esservi accanto mentre batterete il becco e strapperete le piume. E starò ad ammirarvi mentre prenderete nuovamente il volo.

Claudia Poppi

Direttore didattico di Hasya – Body meets Soul

come la risata è importante nei percorsi di auto guarigione?

Ridere fa male… se smetti

Accorgersi di quale è l’ultima occasione in cui vi siete lasciati andare alla risata…è importante! E’ molto importante la risata nei percorsi di guarigione e presto ti renderai conto del perchè.

La risata ha un potere di guarigione che è insito nella risata stessa.

Le sue vibrazioni sonore, il movimento interiore che genera muovendo emozioni mentre muove tutto te stesso…muscoli, pancia e cervello.

Tutto trema …tutto si muove e nel movimento è insito il cambiamento che sta avvenendo.
La possibilità di poterne ridere così della vita lo rafforza nelle sue iniziative  il dott. Michele Galvani psicologo e psicoterapeuta nonché psichicomico, come viene definito. Ve lo faremo conoscere meglio in futuro.

Nella scia di questo approccio infatti è importante che vi rammentiate di ridere e ridere ancora…ridere!
Il ridere è una “cartina tornasole” dello stato di salute psico-fisica di una persona. Quando il riso aumenta in quantità e qualità, la vita migliora. La complessità arriva quando è assente per molto tempo e la qualità della vita ne risente in modo sempre più evidente.
Ridere aiuta a guarire le ferite emotive e a stare meglio in quello che si fa e con quello che si è.

Nonostante ciò molte persone ridono poco, spesso prevalgono risolini, risate isteriche, sorrisi forzati, ma si presentano raramente quelle belle risate “di pancia”. L’educazione ricevuta, i condizionamenti e le credenze limitanti non mancano…amen. Tutto ciò non possiamo cambiarlo perché è storia, e cultura e …passato.
Ridere fa così bene, perché è l’atto finale di un percorso, anche molto breve, che ci ha visti in qualche modo protagonisti meravigliati e interessati al mondo, rinnovati nelle possibilità di viverlo.

Ridere fa bene

Perché provoca iniezione di energia e di movimento in corpi o in relazioni fino a poco prima statici.

Ridere avvicina alla parte più profonda e vera di sé stessi, migliora la qualità delle relazioni, avvicina le persone, le rende più disponibili verso gli altri e allontana o addirittura sconfigge il dolore e la sofferenza. Infine, ridere stimola la creatività, ovvero la capacità di utilizzare ciò di cui si dispone per farci cose nuove, più belle e utili.

Ridere ha tutti questi benefici e molti altri, rinunciarvi conviene?

Può fare davvero molto male rinunciare a se stessi. Chi lo fa è costretto a farlo da qualcosa che lo distrae fortemente, che lo costringe ad avere altre priorità, o perché è stato educato a rinunciare a tutto ciò che può condurre al riso, come il gioco.

E il gioco è una cosa seria, rammentatelo. E’ una esperienza meditativa e di elevata ricaduta di benEssere per te e per gli altri.
Un percorso di formazione può dunque essere di aiuto per recuperare questa parte della propria esistenza, allenarla, trovando il personale modo di giocare, guardare il mondo da diversi punti di vista e, mentre ci si lascia stupire, provare a notarne i lati più insoliti, imprevisti, intriganti.

Il principale obiettivo del perCorso SouLaugh è proprio questo: agevolare ed aiutare i partecipanti a scoprire e riscoprire il personale rapporto con la voglia e capacità di stupirsi, di giocare con le cose che si hanno a disposizione, e di lasciarsi pervadere da quell’energia così importante e vitale che si sprigiona ogni volta che un imprevisto non pericoloso e ricco di nuove conoscenze fa cambiare punto di vista.

I partecipanti saranno aiutati a coniugare gli aspetti della risata che più  riguardano la propria vita quotidiana, affinchè la risata, ma in particolar modo il percorso che conduce ad essa, possa essere applicato, tradotto e reinventato in ogni circostanza lo si desideri o nella quale la si ritenga utile. Ridere fa bene alle relazioni, con sé stessi e con gli altri, pertanto non vi è ambito nel quale non o si possa fare o non vi sia addirittura una estrema necessità di coltivarlo.

Gli approfondimenti scientifici vengono da vari ambiti.

La risata per gli scienziati

Oggi vi vogliamo evidenziare come al risata impatti sul sistema limbico.


Il sistema libico é come un cuore pulsante di emozioni nella parte centrale del nostro cervello. Il sistema limbico è coinvolto in tutte le emozioni compreso il riso.
Essendo un sistema abbiamo i suoi componenti che sono l’amigdala  che gioca un ruolo importante nella mediazione e nella gestione delle principali attività umane come l’amicizia, l’amore e l’affetto, e l’umore.
E l’ipotalamo?
In particolare la sua parte mediana, dà un importante contributo alla risata forte e incontrollabile.
 si collega all’ippocampo e al nucleo dorsale mediale del talamo.
Queste sono le due strutture limbiche che giocano il maggior ruolo, direi fondamentale, nella vita di relazione con noi stessi e con gli altri. Anche perchè le emozioni si manifestano. Prova ad immaginare la vostra faccia tesa e aspra nella quotidianità e di come si trasforma dopo una risata.
A quale delle due verrebbe più voglia di proporre di andare al cinema o a fare una passeggiata?
A quale delle due
Quando questo sistema viene compromesso , principalmente da una cristallizzazione emotiva, ansia, depressione, stress, Cosa accade? Cosa può accadere?
  • Problemi con l’ippocampo si traducono in malattie mentali, tra cui Alzheimer, la schizofrenia e la depressione grave.
  • Disfunzioni nella regione dell’amigdala cerebrale sono state collegate a disturbi come la depressione, il morbo di Parkinson e la “Fragile-X syndrome”, un disturbo spesso caratterizzato da sintomi simili al disturbo da deficit di attenzione e all’autismo.
  • Una ricerca pubblicata il 4 dicembre 2003 su Neuron ha mostrato che la risata attiva una zona del cervello chiamata Nucleo Accumbens, o NACC. Il NACC è coinvolto nelle sensazioni piacevoli che sono consequenziali al guadagnare soldi o all’uso di alcune sostanze stupefacenti. Più l’evento è divertente, più afflusso di flusso di sangue arriva al NACC, come è stato misurato, confermando il suo ruolo nell’apprezzamento dell’umorismo.
  • La Risata riduce la tensione mentale e aumenta l’energia, consentendo di rimanere concentrati e ottenere maggiori risultati. Entrambi i lati del cervello vengono stimolati durante la risata favorendo la chiarezza, l’umorismo e la creatività e una migliore capacità di problem solving.

Il tuo corpo non può guarire senza gioco. La vostra mente non può guarire senza ridere. La tua anima non può guarire senza gioia.
– Catherine Rippenger Fenwick

Eccovi alcuni buoni motivi per ridere e per fare vostro l’esperienza della risata per guarire dentro e fuori. Perché di stress si perisce mentre di risata si guarisce.

 

 

A risata libera

guarire con la risata

Osho è uno dei miei grandi ispiratori e non lo sapevo fino a quando il libro dei discorsi tenuti da Osho “Una risata vi risveglierà” si trovò sul mio cammino.

Ci sono poche attività di valore immenso: la risata è una di queste.
Non devi impararla, non ne hai bisogno; è un dono naturale. […]

Vorrei che tu accettassi una sola preghiera, quella è la risata,
perchè quando sei totale nella risata, tu sei nel presente.
Non puoi ridere nel futuro, nè puoi farlo nel passato.

Solo nella risata sei davvero te stesso”.

Osho

Le sue posizioni sulla risata e sul pianto hanno aperto cuori e menti a molti e io ci sono arrivata un passo alla volta anzi una risata alla volta. La Risata ti libera.
Qui sotto un’anteprima sui tanti temi seri di cui faremo esperienza nel perCorso dedicato al   buonUmore di Hasya.     

Qui le date e le modalità di partecipazione.

  1. La risata è salute spirituale. La risata possiamo dire che è un bel modo per sentire leggerezza nella vita. Mentre si ride, semplicemente accade di mettere da parte la mente. 

    Per un uomo che non può ridere le porte del Buddha sono chiuse.

    La risata è uno dei più grandi valori. Nessuna religione ci ha mai pensato o meglio devono aver pensato al rischio che la risata rappresenta quindi…hanno sempre insistito sulla serietà e il  mondo intero ora possiamo dire che è psicologicamente malato? Come sarebbe stato se…?

    D’altra parte la religione è scritta dalle persone per gestire altre persone che si lasciano, consapevolmente o inconsapevolmente, gestire.

  2. Tutti abbiamo esperienza che una risata, una buona risata, una risata di pancia, ci si sente rinvigoriti con un livello di pace e  silenzio interiore che possiamo considerare una ricchezza liberatoria. Ciò accade anche per il pianto, anche se veramente poche persone conoscono il segreto per piangere, perché il pianto è ancor più represso, culturalmente parlando, della risate. Figuriamoci le lacrime di gioia!!

  3. La risata è un esercizio così salutare. Se qualcuno sta ridendo – ecco un perfetto esercizio, unisciti a lui. Se qualcuno sta giocando – e hai tempo, unisciti a lui.

  4. Milioni di persone hanno provato la meditazione e abbandonato, perché l’avevano presa molto sul serio. La religione è stata concepita come un affare molto serio – non lo è. Uno deve capire – almeno quelli che la pensano come me – che la religione è una gioco, risata. Prendi le cose con leggerezza; sbocceranno senza alcuna tensione. Se non prendi le cose con leggerezze non fai che renderle pesanti. 

  5. La vita ama ridere. Avrete forse notato che che l’uomo è l’unico animale in tutto il creato che è capace di ridere. La risata è l’unico segno distintivo che non sei un bufalo, non sei un asino; sei un essere umano. La risata definisce la tua umanità e la tua evoluzione. E la più grande risata è quella che rivolgi alle cose ridicole che fai. 

  6. Vorrei accettare una sola preghiera, ed è la risata, perché quando si è nel pieno della risata si è nel presente. Non si può ridere in futuro e non si può ridere in passato. Tutte quelle persone che hanno creato questa umanità slittata nel tempo hanno portato via tutto il succo, tutte le risate, tutti i sorrisi, e trascinato tutti in una dimensione di inautenticità. E se sei inautentico, insincero, non potrai mai far crescere il seme che ti è stato dato da questo grande universo compassionevole.

  7. Voglio che la mia gente capisca che perché solo l’uomo è capace di ridere, questo significa che la risata è il punto più alto di coscienza, il punto più alto di comprensione, il punto più alto dell’evoluzione. La risata è “il tempio della preghiera.” 

    La risata è un canto e un inno alla vita! E come dice San’Agostino “chi canta prega due volte”.

    Quindi la spiritualità è oltre ogni religione.

    guarire con la risata

  8. Vorrei che le persone potessero ridere con la potenza di un ruggito di leone. Così la risata diventa una esperienza straordinaria, perché è l’intelligenza al suo apice e attiva una intelligenza erotica in grado di muovere il potenziale creativo dell’individuo.

  9. Voglio essere preso in modo giocoso, non serioso – non con un britannico muso lungo, ma con una bella risata. La tua risata, la tua giocosità è il riconoscimento che mi hai capito. La tua serietà mostra che hai frainteso, hai perso il punto essenziale – perché la serietà non è altro che malattia. E’ un altro nome per chiamare la tristezza; è l’ombra della morte. E io sono tutto a favore della vita. Se rifiutarmi è necessario per la tua risata, per la tua danza, allora rifiutami pure – ma non rifiutare la danza e il canto e la vita, perché questo è il mio insegnamento.

  10. La risata è a suo modo unica; quando si ride, si è completamente immersi. Una risata che non sia totale sarà falsa, una pretesa, nient’altro che una performance. Così, quando si ride veramente, si ride in modo totale. Questo è uno dei pochi atti che si compie totalmente – è così che capisci che la risata è totale. Se mi vedi ridere, è una naturale conclusione che si tratta di un atto totale, perché corrisponde con la tua esperienza. Non si può ridere in parte. Prova, e vedrai che non funziona. Si può solo ridere totalmente. Questa è una qualità unica della risata. Ecco perché Osho ne ha fatto una meditazione – a causa della sua qualità unica: in una risata sei totale. Nessuno potrà mai ordinarti “Sii totale”.

  11. La risata è certamente molto speciale. Tutto il tuo corpo ride. Ogni atomo ed elettrone, ogni cellula del tuo corpo ride, partecipaTutta l’acqua del tuo corpo vibra profondamente generando una vibrazione con una capacità di diffondere per giorni il suo potenziale. Come si può essere a favore della serietà? Il corpo ritengo che sappia essere se stesso senza per questo essere serio. Semplicemente è. La serietà non può mai essere totale. E’ sempre parziale, è l’opposto della risata. La cosa dannoso e che la serietà diviene via via più angusta. Più serio sei, più limitato diventi. Il tuo corpo soffre, non vibra più. Non canta più. Quanto più vai verso il riso, più ampio e più aperto, più vulnerabile, più totale, diventi. 

  12. E per chi si fosse perso il pensiero di un noto economista Tarun TejpalNella vita due cose sono importanti: amare e ridere. Se ne hai una sei fortunato. Se le hai entrambe sei invincibile.”

    La Risata ha qualcosa di spirituale. La serietà è malata e sopratutto ammala. Questo ho imparato dalla vita, parola di Claudia!

    Il Buddha è un alchimista. Ti mostra la via per trasformare le tue energie, mutandoti dal vile metallo in oro. E’ uno scienziato della dimensione interiore; il suo approccio è assolutamente scientifico, per nulla filosofico.” Osho

    Il decalogo (+ 1) è tratto dalla rielaborazione commentata e personale di Claudia Poppi dal sito www.laughteruniversityonline.com di Sebastien Gendry e rappresenta una delle tracce esperienziali da cui rielaboreremo esperienze in occasione del perCorso del BuonUmore che promuovo con Hasya che, appunto, significa risata in sanscrito.

    Claudia e Hasya vi aspettano perchè La Risata ti libera

 

BuonUmore nella vita di tutti i giorni

L’umorismo viene definito un “modo intelligente, sottile e ingegnoso di vedere, interpretare e presentare la realtà, ponendone in risalto gli aspetti o lati insoliti, bizzarrie divertenti” (Vocabolario ‘lo Zingarelli’, Zanichelli 1990).

Sempre perchè i vocabolari permettono di partire da ciò che viene definito dalla cultura e diffuso come sapere.

L’umorismo diviene così quell’energia dissacrante e irriverente con cui ogni problematica dell’esistenza umana trova la sua valvola di sfogo. Rivitalizza e attiva risorse che potremmo definire alla base di un buon enpowermant individuale e sociale.

I soggetti dotati di senso dell’umorismo sono capaci di evocare sentimenti di divertimento e suscitare la risata. (Rif. F.Bariaud, 1985). Io dico, e non solo io, che non esistono soggetti dotati, esistono soggetti educati all’umorismo e alla modalità creativa dell’umorismo per affrontare la vita stessa.

Quindi se riceviamo questo tipo di educazione, che fa leva sicuramente su qualcosa che potenzialmente già esiste dentro di noi, siamo dotati di risorse aggiuntive. E vuole anche dire che possiamo educarci all’umorismo e quindi a al buonUmore.

Questa intelligenza complessa ha due dimensioni fondamentali: la capacità di apprezzare le performance umoristiche degli altri e quella di saperne creare delle proprie, che differiscono tra loro anche se strettamente correlate, in quanto l’apprezzamento umoristico si riferisce alla capacità di comprendere e trarre piacere da messaggi che comportano creatività umoristica o da situazioni incongrue, mentre la creatività si riferisce alla capacità di percepire delle relazioni tra persone, cose o idee in modo incongruo, sapendo poi comunicare questa percezione agli altri (V.Raskin, 1984).

Ogni soggetto ha potenzialmente la competenza del senso dell’umorismo; questa può essere posseduta in grado diverso (per una maggiore o minore disponibilità di script o diversa conoscenza delle tecniche umoristiche) o venire compromessa tramite disturbo di pensiero o di linguaggio e non deve essere confusa con l’ironia (scontata e alla portata di tutti, tende a esagerare gli aspetti della realtà creando caricature) e il sarcasmo (talvolta originato da sentimenti negativi e spesso causa di degenerazioni dell’ambiente sociale in cui si manifesta). Il principio fondamentale dell’umorismo è “ridere con” e non “ridere di” qualcuno, se non di se stessi (insightfull.net).

Buonumore nella vita di tutti i giorni

Definirla intelligenza umoristica?

Per fare eco all’Intelligenza Emotiva di D.Goleman infatti credo proprio che si possa e debba parlare di intelligenza del buonUmore ancora più che di Intelligenza Umoristica. In quanto la capacita individuale di attivare risorse per gestire l’umore nella modalità più funzionale alla qualità della vita, relazioni affettive e professionali, è qualcosa che va oltre l’attivazione di una battuta che potrebbe far leva, erroneamente su ironia e sarcasmo, che poggiano su comportamenti di persone. Se tutto ciò infatti accadesse scivoleremmo nella sofferenza di chi viene coinvolto dalla battuta.

Il buonUmore è uno stato interiore che non viene intaccato da ciò che accade fuori, potrà vacillare però senza cadere. L’esperienza del BuonUmore è una esperienza sacra in quanto, come la parola sacra ci indica, ci mette in contatto con la parte profonda di noi. Il BuonUmore ci collega e ci permette di conoscere sempre più noi stessi.

Osserviamo come distinte le due esperienze : l’Umorismo agevola il buonUmore sicuramente . Osserviamo però come il BuonUmore sia qualcosa di autonomo che non nessuna necessità fattori esterni come fattori determinanti ed è il buon approccio alla vita che mantiene la persona in uno stato di salute complessiva. (Salute come da ultima definizione dell’OMS Otawa 2012)

Nell’accomiatarmi a voi tutti propongo una chicca semplice e nutriente, secondo me, per arricchire di buonUmore la giornata. le esperienze di Hasya mirano a tutto ciò. Eventi e perCorsi come quello della scuola del BuonUmore vogliono proprio attivare e sostenere l’attivazione delle risorse individuali per generare buon umore.

Anche con questa semplice cosa. Buona lettura.

La preghiera del buonumore

“Dammi, o Signore, una buona digestione
e anche qualcosa da digerire.
Dammi la salute del corpo,
col buonumore necessario per mantenerla.
Dammi, o Signore, un’anima santa,
che faccia tesoro di quello che è buono e puro,
affinché non si spaventi del peccato,
ma trovi alla sua presenza
la via per mettere di nuovo le cose a posto.
Dammi un’anima che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri e i lamenti,
e non permettere che io mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo invadente
che si chiama IO.
Dammi, o Signore, il senso del ridicolo.
Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo,
affinché conosca nella vita un po’ di gioia
e possa farne parte anche ad altri.
Così sia.”

Thomas Moro