Come sviluppare l’autonomia a ogni età

Hasya Genitori corso Bologna

E’ fondamentale stimolare l’indipendenza del bambino fin da quando è molto piccolo. Ne raccoglierà i frutti quando andrà a scuola e quando dovrà affrontare gli ostacoli della vita. Certo però che l’autonomia non è il caso di fare azioni perché così poi quando sarà grande allora si troverà avvantaggiato. Il senso è molto più amplio quello che risiede nella domanda “Come sviluppare l’autonomia a ogni età”

Un bambino autonomo non è solo frutto della generica buona educazione fornita dai suoi genitori, benSì di consapevolezze educative sviluppate nel tempo, sin da quando è piccolo, e cresciute con lui insieme ai genitori.

I genitori spesso pensano che il bambino ha bisogno di tutto e per questo intervengono continuamente sostituendosi a lui in ogni situazione che potrebbe far fare esperienza di capacità di autonomia.

Sin da quando è piccolo un bambino ha bisogno di cure quanto di modelli di persone che se la sappiano cavare nelle svariate situazioni della vita. A volte però ci sono figure educative che  letteralmente pretendono che il loro figlio sia protagonista delle sue azioni e “sia del gruppo”, ovvero capace di cavarsela come gli altri membri della famiglia. Mmmmm…ciò è in realtà poco sano.

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Cosa è l’autonomia?

Capacità e possibilità di regolarsi secondo proprie leggi o norme, senza ingerenza altrui, nei limiti della propria attività. Una libertà di agire, di pensare che sappia tenere conto del contesto, delle possibilità reali di fattibilità senza limitare desideri e bisogni di scoprire i propri limiti. Agevolare l’autonomia, di se stessi e dell’altro, in questo caso del figlio, permette sopratutto di incamminarsi lungo la strada della conoscenza di se.

Questo è un valore. Conoscere se stessi ha come più elevato significato quello di essere se stessi. E cosa possiamo auspicare per i nostri figli se non quello di essere se stessi ogni giorno di più. Conoscere il proprio modo di pensare, agire, parlare in modo da arricchirsi sempre si più di esperienze per essere sempre più la miglior versione di noi stessi.

Come agevolare l’autonomia?

Abituarlo, sostenendolo, pian piano a reggere il suo biberon ad esempio.

Anche che senta che può reggere il cucchiaio per mangiare da solo è  importante, forse lo meno che ciò avvenga il prima possibile, è importante ascoltare il bambino, sentirlo nel suo desiderio di sperimentare.

Togliere il passeggino quando ormai cammina evitando di portarlo ancora alla scuola materna senza usare le sue gambe.

Sono solo alcune azioni che, come sapienti genitori, possiamo intraprendere per evitare di scivolare nell’abitudine di sostituirci ai nostri figli. Il messaggio che si deve dare sin da piccoli può essere chiaro: mi fido di te, puoi farcela, sfida il mondo diventando grande! 

I genitori invece spesso sono comodi nel sostituirsi al proprio figlio perché non c’è tempo, si correHasya autonomia genitori si diventa bologna sempre! Il tempo è tiranno anche per i nostri figli i quali, per sviluppare abilità di pensiero efficaci ed autonome, hanno bisogno da subito di sentirsi in grado di occuparsi della propria persona, senza supporti inutili. In questo modo si svilupperanno in futuro abilità di sopravvivenza e di problem-solving, capacità di trovare le più diverse alternative per gestire e non subire le situazioni. 

Le azioni mirate sull’autonomia del bambino dentro la casa (che una volta i nostri genitori e nonni intraprendevano senza tanta filosofia perché non c’erano tanti aiuti come oggi) sono il primo passo per generare menti attive ed autonome a scuola e non solo.

Chi sa cavarsela da sempre non ha motivo di chiedere costantemente aiuto nel fare i compiti.

Autonomia? Una marcia in più per chi ha problemi di apprendimento

E anche chi ha problemi di apprendimento ha una marcia in più con dietro genitori che hanno investito  nell’autonomia del proprio figlio da sempre. Il tema dei biSogni e dell’autonomia quanto della responsAbilità è parte della proposta di Anna Caliri e Claudia Poppi che prende il nome di  “Genitori si diventa”

I figli hanno messo ulteriormente noi genitori in una ricerca continua di opportunità quotidiane perché tutti fossero autonomi e collaboranti dentro una famiglia nella quale si doveva investire il triplo perché uno dei membri colmasse le sue notevoli fragilità nel raggiungere un’autonomia di vita.

Oggi Davide mi sfida, tornando a casa all’una di notte dopo aver passato la serata con gli amici. Se lo chiamo al cellulare a volte appositamente non mi risponde, mi dice che è una questione di principio: “Mamma, non mi devi stare addosso!!! Non ti rispondo perché non mi devi controllare, so io quando torno e cosa devo fare”.

Le piccole quanto grandi conquiste d’indipendenza, da scegliere i vestiti a lavarsi i denti da solo, sono fondamentali per una crescita armoniosa.

«Un bambino autonomo è felice perché si sente sicuro e capace» dice Roberto Albani, pediatra. «Quindi prima lo diventa, meglio è». Sì, ma come e, soprattutto, quando si può iniziare a proporgli questi slanci di libertà? Ecco il parere dei nostri esperti.

Azioni pratiche nelle quali sperimentare spazi di autonomia?

Eccone 10 che siamo abituati a sentire e leggere sui libri educativi …sempre fare con un focus che siamo sicuri che sia per loro e non per noi? Quante volte stimoliamo azioni finalizzare alla vera e profonda autonomia che rispecchia il piacere di vivere le azioni quotidiane?

 

Osservate questi spunti che mediamente si trovano o che ci siamo sentiti raccomandare sempre per il fare

1) Mentre il bambino fa qualcosa da solo, voi “fate la telecronaca”, così imparerà a parlare bene

Per sviluppare l’intelligenza linguistica non basta parlare molto al bambino (che comunque serve), ma ancora più utile è un genitore che accompagna con le parole quello che il bambino sta facendo, in questo modo si ha l’opportunità di legare ai pensieri del bambino, ancora astratti, il lessico (le parole) e la sintassi (come si costruisce una frase) della lingua italiana. Senza attaccamenti alla perfezione linguistica naturalmente bensì il piacere di raccontare e stare insieme.

Ad esempio si lascia che un piccolo apra da solo il rubinetto dell’acqua e mentre lo fa il genitore gli dice (scegliendo bene le parole, in modo che sia chiaro il rapporto tra l’azione e il nome dell’oggetto) “alzi la leva del rubinetto…esce l’acqua calda… ora lavi le mani con un po’ di sapone…”. E l’azione va accompagnata “tutte” le volte che il bambino si deve lavare le mani, così potrà memorizzare bene la sequenza delle parole.

2) Abituatelo a mangiare in modo autonomo

Una prima autonomia che va sostenuta in un bambino è quella di mangiare da solo. Si parte durante lo svezzamento mettendogli piccoli pezzi di cibo nel piattino, in modo che se li porti da solo alla bocca, (mentre compie queste azioni non dimenticatevi la “telecronaca” per aiutarlo nello sviluppo linguistico).

Tutto ciò è anche sano per agevolare una consapevolezza ed educazione all’ascolto del proprio bisogno di nutrimento. Evitate di spingere perchè mangi tutto tutto tutto. Al massimo lo butterete via quell’ultimo francobollo di frittata. Agevolate le migliori condizioni di ascolto di se proprio da questi momenti. Se è sazio perchè insistere? Approfittate piuttosto per prendere voi consapevolezza del vostro modo di alimentarvi. Tutto ciò potrebbe fare miracoli anche sulla vostra salute e linea…della bilancia!

Appena più grandicello si passa all’uso del cucchiaino e della forchetta, fino al coltello per tagliare i cibi più morbidi come patate, banane e per spalmare marmellate o formaggini. In parallelo bisogna insegnargli a portare il bicchiere alla bocca e a pulirsi da solo con il tovagliolo. E’ anche buono e interessante coinvolgere i piccoli nella preparazione di torte e biscotti.

Tutte queste attività sviluppano la manualità e l’imparare a maneggiare le posate, come gli adulti, fa crescere l’immagine di sé e l’autostima.

3) Fargli apparecchiare la tavola e imparerà a contare

Il momento dei pasti condivisi è anche ottimo per insegnare attività pratiche che saranno utili per quando andrà a scuola. Senza pensare troppo ai fini dell’apprendimento però, ad esempio chiedergli di mettere in tavola un piatto per la mamma, uno per il papà, uno per il fratellino, sviluppa la capacitò di contare: ‘siamo in quattro, servono quattro piatti’.

Svuotare la lavapiatti e riporre le posate nei cassetti forchette con forchette, cucchiai con cucchiai... rappresenta una prima attività di classificazione.

Inoltre saper apparecchiare richiede di saper allineare i piatti sul bordo del tavolo, con accanto coltello e forchetta, in questo modo il bambino si esercita in un’attività di prescrittura: è come tracciare su un foglio tondi (piatti), bastoni (posate) e puntini (bicchieri).

4) Abituatelo a mettere in ordine i giochi e sarà facilitato nello studio

I genitori possono agevolare fin da subito il concetto di ordine, NON maniacale però, mostrandogli con l’esempio e  fargli rimettere a posto i giochi e in generale a tenere in ordine e ad aver cura delle sue cose. “L’abitudine all’ordine pratico” dice l’esperta “sarà utile quando il bimbo andrà a scuola, infatti è il prerequisito dell’ordine logico, cioè la capacità di mettere ordine fra le conoscenze.”

Se si vorrà facilitare la capacità di studiare con ordine logico, sarà quindi sano e funzionale abituare all’ordine pratico.

5) Per prepararlo alla scrittura abbandonate le matite e dategli una scopa o un rastrello

Per imparare a scrivere bene è molto importante esercitare il bambino all’uso di tutto il braccio. Quindi è meglio evitare, almeno fino ai tre anni, di far impugnare pennarelli e matite, che esercitano solo le punte della dita, ma dargli in mano strumenti più grossolani come scopa o rastrello che coinvolgono tutta la muscolatura del braccio.

Spolverare, spazzare una stanza, rastrellare le foglie in giardino… sono attività che esercitano il piccolo positivamente in compiti di prescrittura pratica e aiutano a prevenire, una volta a scuola, problemi di grafia illeggibile o disgrafia.

6) Saltare la corda, far rimbalzare la palla contro un muro… sono giochi che sviluppano l’intelligenza musicale

L’intelligenza musicale trova le sue radici più profonde in tutte le attività ritmiche. I tipici giochi che si facevano una volta in cortile sono scanditi da ritmi che sviluppano l’intelligenza musicale: Il gioco della campane, in cui si passa saltando con un piede da una casella all’altra, il gioco di far rimbalzare contro un muro, il salto della corda, spesso associato a canzoncine e filastrocche, l’abitudine alle conte.

Sollecitare i bambini a fare questi giochi “di una volta” e svilupperete la sua intelligenza musicale.

7) Imparare a leggere e scrivere: fate dei libretti con le etichette dei suoi alimenti preferiti

La relazione fra orale e scritto può essere precocemente messa in evidenza a partire dalle iscrizioni che i bambini vedono sulle confezioni dei loro alimenti preferiti: i succhi, il latte, i biscotti. Un esercizio utile è quello di staccare le etichette più conosciute dal piccolo e attaccarle sui cartoncini e farne dei libretti da sfogliare insieme.

Inoltre per avviare una buona relazione con la lingua scritta è importante che i genitori si dedichino a leggere libri.

“In genere” dice l’esperta “è opportuno proporre sempre lo stesso libro in modo che il bambino abbia l’opportunità di far proprio il linguaggio elaborato. E ogni tanto collegare l’orale con lo scritto: seguendo col dito il rigo e le parole che vengono lette, indicando i nomi dei personaggi principali, chiedendo al bambino di indicare le parole che inizia a riconoscere o anche solo qualche lettera.

8) Abituatelo a fare i compiti da solo

Se si fanno sempre compiti col proprio figlio invece di aiutarlo si corre il rischio di impigrirlo, inoltre il bambino finisce di convincersi di essere incapace di lavorare da solo, diminuisce così la sua autostima.

La responsabilità di eseguire da solo i compiti fa parte dell’autonomia logica, cioè l’autonomia nell’apprendimento scolastico. Certo i genitori non si devono disinteressare dei compiti, possono mettersi a disposizione del piccolo ma solo per aiuti occasionali.

Questo non significa anche evitare che nasca però l’equazione compiti=solitudine o isolamento. Quindi semplicemente ove lui preferisce inizialmente e poi dedicando spazi adeguati invitarlo semplicemente a prendere il materiale e applicarsi.

9) Le attività extrascolastiche vanno perseguite con impegno senza morirne però!

“Coltivare la perseveranza in attività pratiche è un prerequisito all’impegno costante verso futuri compiti intellettuali” spiega l’esperta. “Ad esempio si osservano bambini che scelgono a fini ludici attività extrascolastiche, sportive o musicali, e le abbandonano alla prima frustrazione o alla richiesta di una più intensa partecipazione.

E i genitori in nome della libertà di scelta del piccolo accondiscendono a queste rinunce, contribuendo ad accrescere l’insicurezza e la mancanza di fiducia del figlio.” I genitori dovrebbero lavorare per favorire e indirizzare i propri figli nel mantenere gli impegni presi in compiti pratici extrascolastici.

10) Aiutatelo a verbalizzare i sentimenti e imparerà la gestione delle emozioni.

Un’altra educazione importante è quella all’intelligenza emotiva. Significa che il genitore è importante che educhi il bambino ad esprimere a parole le proprie emozioni: gioia, entusiasmo, ma soprattutto paura, collera e tristezza. Soprattutto verbalizzando le emozioni negative il bambino saprà contenere i comportamenti violenti e impulsivi.

E questo si fa con l’esempio…voi genitori come ve la cavate con la consapevolezza emotiva? O aggiriamo alle urla la rabbia senza null’altra modalità di relazione?

Per insegnare a dare un nome alle emozioni negative il genitore deve cogliere il momento giusto: vicino all’esplosione di rabbia, ma non in contemporanea.

Quindi bisogna aspettare che il piccolo si sia calmato, e subito affrontare il dialogo con parole come: “Come ti senti? Ti sei proprio arrabbiato…”o  Ti senti triste…” e lanciargli il messaggio che è normale provare quei sentimenti e che anche a voi capita. Gli esempi forniti dai genitori sono molto utili per abituarlo all’autocontrollo.

Alla base della filosofia montessoriana vi è un principio semplice e chiaro: il bambino va educato e sostenuto a fare da solo.

L’autonomia del bambino è un percorso al quale il piccolo arriva con l’esperienza imparando a risolvere da solo problemi quotidiani, ovvero affrontando le difficoltà che si presentano nella vita di ogni giorno.

Maria Montessori diceva: “Insegnare ad un bambino a mangiare, a lavarsi e a vestirsi, è un lavoro ben più lungo, difficile e paziente che imboccarlo, lavarlo e vestirlo”.

(tratto da “Educare alla libertà” di Maria Montessori)

COME SI RAGGIUNGE L’AUTONOMIA DEL BAMBINO?

Affinché un bambino acquisisca competenze autonome è indispensabile che abbia a disposizione gli strumenti giusti per realizzare la sua indipendenza. L’ambiente (e quindi anche la casa) deve essere arredata in modo da garantirgli di praticare attivamente e costantemente la sua autonomia.

Un ambiente montessoriano favorisce certamente l’autonomia del bambino e tra le mura domestiche è facile da realizzare. Innanzitutto poniamoci alla loro altezza, guardiamo l’ambiente che ci circonda con i loro occhi.

STIMOLARE L’AUTONOMIA DEL BAMBINO IN RELAZIONE ALL’IGIENE PERSONALE:

Il bambino impara a lavarsi da solo più facilmente e con più soddisfazione se accede liberamente al lavandino. Per un bimbo ha valore di stimolo prendere lo spazzolino, gestire il dentifricio, arrivare alla saponetta o recuperare da solo l’asciugamano, avere a disposizione il pettine.

Gran parte dei progressi del bambino si ottengono per emulazione dell’adulto: guardo – imito – apprendo, e il corso di questo processo di apprendimento è possibile solo se il bimbo può liberamente fare esperienza.

Una autonomia dell’essere come la agevoliamo se siamo sempre nell’idea che l’autonomia sia nel fare?

L’essere passa per il fare o è il fare che costruisce l’essere?

La disponibilità degli oggetti di uso comune, la loro gestione  e fruizione aiuta il bambino a diventare autonomo. Questa è una regola base che dovrebbe ispirare la vita quotidiana della famiglia e le scelte comuni, volte, appunto, a sostenere e potenziare la crescita dei figli, ciò vale anche rispetto all’organizzazione della casa.

I figli sono frecce nell’arco della vita e, probabilmente , molti genitori desiderano che i propri figli brillino nel firmamento per creatività, capacità di fare impresa essere innovativi e cc ecc….certo è che una coincidenza potrebbessere che molte delle figure di spicco del mondo imprenditoria innovativo ha svilpullato la propria formazione del primo decennio di vita con percorsi e metodi didattici fuori dai metodi tradizionali.

L’intelligenza, dunque, non è innata ma si costruisce lungo l’arco della vita, prevalentemente sulla base delle esperienze che viviamo. L’intelligenza, secondo Feuerstein, è la propensione dell’organismo a modificarsi nella sua struttura cognitiva, in risposta al bisogno di adattarsi a nuovi stimoli, di origine interna o esterna che siano.

Vi sono altri due presupposti su cui il metodo si fonda: l’approccio olistico alla persona, che deve essere considerata nel suo insieme e non come una sommatoria di funzioni cognitive ed emotive e l’efficacia dell’apprendimento mediato, ovvero quella forma di relazione d’apprendimento in cui il soggetto è “guidato” verso l’apprendimento da un altro soggetto.

Vieni a Conoscere la nostra proposta. Anna Caliri e Claudia Poppi saranno a disponibili per chiarimenti e domande in occasione del corso “Genitori si diventa”

Se invece ai già deciso? Allora sei dei nostri Per preIscriverti prosegui qui.

Come uscire dalle lotte di potere dell’adolescenza

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Poco fa ho assistito ad una discussione tra un padre e sua figlia, in pieno tempo dell’adolescenza. Dopo pochi istanti, il loro non era più un rapporto in cui si percepisse amore.

L’amore viene messo in secondo piano, accantonato, sostituito dalla lotta per il potere. La figlia, per ottenere potere scorda il rispetto, ed il padre, per ottenere potere scorda l’accoglienza.

Vieni al corso: “Genitori si diventa”  per esplorare queste nuove possibilità.

Non è un caso isolato.

Molte madri provano a ottenere il potere attraverso il ricatto emotivo: “Se fai così mi fai star male”.
Molti padri tendono ad essere più autoritari che autorevoli: “Qui si fa come dico io”, “Finché dormi e mangi sotto questo tetto, ascolti. Chiaro?”
Ma tutto questo imporre regole, è del tutto privo di affettività. Una adolescenza che proprio non augureremmo a nessuno.
Si innesca un clima di guerriglia dove nessuno vuole cedere, perché cedere significa perdere.

Per l’adolescente significa perdere libertà, perdere l’ingresso alla vita adulta con regole proprie.
Per l’adulto significa perdere il ruolo di punto di riferimento e, perdere il figlio, che attraverso la sua autonomia, si allontana lasciando un vuoto.

Se il padre incrementa il suo potere, schiaccia i figli che si sentono impotenti, incapaci di agire, e saranno adulti remissivi. Senza contare le dinamiche che si instaurano tra genitori o comunque figure educative ove uno spesso è il carnefice e l’altro il permissivo per portarsi a casa più amore del figlio.

Come vedi la tua situazione personale?

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Al primo posto ci sono le regole.

Solo quando salvaguardano l’incolumità dei figli attraverso le regole crediamo di poter essere salvi noi e loro? Al primo posto ci sono loro, l’amore, l’accoglienza ed il non giudizio. Vi proponiamo questo per uscire vivi dall’adolescenza e sopratutto far uscire loro da un momento della vita che perchè mai deve essere una esperienza terribile come la si continua a descrivere. Forse è così perchè a catena continuiamo lotte di potere vecchie di schemi educativi ormai obsoleti?

Se rientra un’ora più tardi, è veramente una tragedia o la tua reazione è dovuta al fatto che lo vivi come mancanza di considerazione e rispetto nei tuoi confronti?

Negoziare e gestire le necessità pratiche.

Tutto va negoziato, senza eccessi, ottenendo e concedendo, instaurando un clima di duplice collaborazione.
Ricorda che sta compiendo il percorso che lo condurrà verso l’autonomia totale, quindi per ogni cm di legame che saprai tirarlo/a verso di te, dovrai concedergli/le di allontanarsi di un metro.

Per avere i migliori strumenti che ti consentiranno di aiutare al meglio la crescita dei tuoi figli, vieni al corso: “Genitori si diventa”  e ne sentirei di belle e sopratutto utili.

Una giornata di assaggio dedicata al miglioramento personale e familiare.

Ti trovi a vivere situazioni di questo tipo con i figli o assisti a dinamiche di questo tipo? Allora l’esperienza che proponiamo è per te e per altri adulti come te. Potreste trarne beneficio, cosa ne pensi?

Rispondi a questa articolo con una azione decisa per realizzare tutta un’altra adolescenza con i ragazzi: ISCRIVITI qui.

 

Come Momo cambia le alleanze educative

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Ti svegli una mattina d’estate, pronta per lavorare a tanti progetti nuovi ed entusiasmanti e …ti imbatti in articoli che ti fanno rabbrividire e ti riportano a vecchie emozioni che pensavi di non dover più provare.

“Attenzione agli adolescenti: Momo, il nuovo gioco suicida, si sta diffondendo tramite WhatsApp
Solo un anno fa si era diffuso il gioco della Blue Whale, che ha rappresentato un problema per quanto riguarda la sicurezza dei ragazzi e degli adolescenti. Quest’anno si sta diffondendo un gioco ancora più crudo, chiamato Momo. Quest’ultimo è diventato una sfida virale che chiede alle persone di aggiungere un contatto sull’app WhatsApp e, successivamente, le incoraggia a commettere atti di autolesionismo o suicidio. Il “gioco” si è diffuso in alcuni paesi esteri.

Secondo quanto riportato da Fox News, la polizia in Messico afferma che “Momo” sia iniziato in un gruppo su Facebook, dove le persone sono state incoraggiate ad avere contatti con un numero di telefono sconosciuto.

Adolescenti in pericolo a causa di Momo. Quali sono i pericoli di oggi per gli adolescenti?

L’unità contro i reati web dello Stato messicano di Tabasco avverte che il gioco è una “nuova sfida” rivolta ai bambini e ai giovani. “Evita di parlare con estranei“, ha twittato di recente. Momo è raffigurato come una donna terrificante con gli occhi sporgenti e un sorriso inquietante. Hasya momo genitori si diventa

Quando interagiscono con i bambini e gli adolescenti tramite WhatsApp, i malintenzionati minacciano di comparire di notte o di infliggere una maledizione agli utenti se non rispondono. L’immagine della donna è stata presa da un account Instagram che è diventato virale in pochissimo tempo. “Momo” invierà ai contatti delle immagini violente e avanzerà richieste e minacce se alcune azioni non verranno completate.

Alcuni utenti, addirittura, hanno visto pubblicare in rete i propri dati personali. Al momento, il gioco è partito dall’altra parte dell’Atlantico, per arrivare fino ai paesi europei, come la Francia e la Germania. Momo ha origini giapponesi, e l’immagine deriva dalla scultura della donna-uccello esposta nel 2016 in una galleria d’arte presso un quartiere di lusso a Tokyo. 

Ovviamente, qui entra in gioco il ruolo dei genitori. Oggi, più che mai, è di vitale importanza controllare le attività social dei propri figli, soprattutto se minorenni. (Fidelity news)”

Mi continuo a domandare come siano cambiate con gli anni quelle che amo chiamare Alleanze Educative…

Una volta si era sicuri di mandare i bambini a giocare in piazza non tanto perché era più sicura la vita, ma piuttosto perché si aveva fiducia nell’intervento di altri adulti sconosciuti che sarebbero corsi in soccorso dei nostri ragazzi qualora ce ne fosse stato bisogno e nel modo più opportuno per la situazione.

Sembra che ultimamente molti ripetano la frase “Vabbé, tanto non è figlio mio…” e si girano dall’altro lato timorosi che un loro intervento possa scatenare ulteriori liti o denunce.

Siamo fiduciosi che in ognuno di noi c’è ancora quel seme di collaborazione ed alleanza che ci fa vedere l’altro come parte della nostra vita, dobbiamo solo ricominciare a credere che solo facendo la nostra parte come cittadini del mondo, delle città, delle singole piazze, possiamo far rinascere la Civilta’ dell’Alleanza.

Abbiamo la fortuna di poter avere a nostra disposizione tanti mezzi che permettono di far conoscere in tempi brevissimi informazioni importanti come questa, notizie e avvertenze a tante persone anche molto lontane da noi. E così questa mattina dopo aver letto l’articolo e averne verificato l’autenticità, si e’ ritenuto di fare una cosa buona per la vita di ogni genitore ed educatore nel diffonderlo a chi ha a che fare con i ragazzini.

Agire o reagire?

Non l’ho fatto per aver detto “Brava”, ma solo per potermi guardare allo specchio ed essere coerente con la mia missione di Educatore … per essere Me Stessa.

Quante volte abbiamo queste occasioni in varie situazioni ( al parco, in spiaggia, per strada) e ce le lasciamo sfuggire, per poi esser pronti a giudicare le distrazioni o non curanze di altri genitori…

Facciamo la nostra parte nel gioco della vita e se qualcuno si avvicina a nostro figlio per far notare che sta armeggiando con qualcosa di pericoloso, in un momento di nostra distrazione, non aggrediamolo, ma ringraziamo e facciamo capire ai nostri ragazzi che le alleanze fra adulti non sono “SPIE” ma angeli che li accompagnano nel loro percorso per diventare veri adulti della società di domani.

Cosa vuoi da una scuola Yoga?

Scuola Yoga Bologna Hasya counseling

Come persona che ha praticato e continua a praticare la disciplina dello yoga mi è venuto spontaneo creare un approccio a questa disciplina che senta e risenta della mia trasformazione personale quindi la Scuola Yoga di Hasya apre i battenti…

Lo yoga abbiamo tutti nell’immaginario cosa sia?…come si pratica?…cosa serve? le origini?….:-)

Lo yoga è movimento rispettoso del corpo e della mente così come dell’anima.

Iniziamo dall’inizio

…Alfa e Omega…:-)…A come?…A come Asana e come Autoguarigione.

Si perchè….la capacità dell’uomo di essere il miglior medico di se stesso è un riconoscimento a cui ogni essere umano dovrebbe e può giungere….Molti sono gli strumenti della medicina originaria , principalmente di origine indiana – dell’India – e le sue evoluzioni nella medicina Indiana degli Indiani d’America e dell’America Latina e Siberiana, che sono giunti a noi. Questi metodi di guarigione, più che strumenti, hanno le loro radici nella consapevolezza del corpo e dell’ascolto del corpo stesso.

Lo Yoga, con tutte le sue Asana, è, prima di tutto, un metodo di prevenzione, sentito più che “inventato”, quando ancora non esisteva il concetto di prevenzione perchè non esisteva…semplicemente si viveva!

Invece oggi come oggi sempre più spesso si parla di prevenzione e guarigione che possiamo applicare nella nostra vita quotidiana. Lo Yoga però spesso è visto come una occasione di fitness e null’altro…:-(

Lo Yoga dell’Istanteè un potente connubio di metodi di autoguarigione che ho sistematicamente integrato tra loro per arrivare a esprimere così: Yoga dell’Istante esperienza co-creativa di autoguarigione nell’integrazione di corpo, mente e anima ove il maschile e il femminile di ognuno di noi finalmente si completano.

Istant Yoga lo definisco in quanto coglie l’essenza dell’Istante…Istante di una emozione, Istante di una risata, Istante di un sentire fisico e Istante di un pensiero che va per lasciarci liberi si vivere …l’Istante.

In questa continua cerca della mia vita ho dedicato molta energia a questo incontro di forza e accoglienza, creatività e focus….da questa cerca è anche arrivato un disegno…un movimento…ecco il logo dello Yoga dell’Istante. Spero vi piaccia…:-) Foto migliorabile…:-)))

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Volete provare!….volete avvicinarvi all’essenza del movimento ponendo l’attenzione sul fluire che c’è nello stare fermi e sentendo tutta la flessibilità che c’è nella disciplina?…ed esprimere il tutto nel fragore di una splendida risata. Si perchè lo yoga della risata è parte integrante di questa esperienza!

Yoga dell’Istante…perchè lo yoga mette in movimento tanta energia. Approfondisci il valore del movimento iscrivendoti alla Scuola Yoga che Hasya ha strutturato per i prossimi mesi. L’esperienza sotto forma di workshop mensili che ti porterà a conoscere sempre di più te stesso e se vorrai, potrai anceh trasformare in una pratica professionale. La scuola è infatti accreditata presso CSEN come scuola Yoga ed è anche affiliata Yoga Alliance. Meglio di cosi!!

Nel dubbio ora  procediamo  passo a passo nell’avvicinarci alla conoscenza della pratica Yoga da un punto di vista teorico.

cosa è lo yoga?

Lo yoga è un’antica disciplina, un’arte millenaria per armonico  sviluppo di corpo,  mente e  spirito di  ogni essere umano.

Yoga dell’istante: esperienza yoga per la crescita personale.

cosa significa la parola “yoga”?

Letteralmente, vuole dire “unione”e deriva dalla radice Sanscrita “yuj” indica l’unione fisica e spirituale di entità opposte che io amo definire complementari piuttosto che opposte…definirei separate piuttosto, e che grazie all’esperienza della pratica YOGA possono essere così unite in modo indissolubile.

cosa serve?

A portare presenza, consapevolezza ed armonia dentro e fuori la persona.

Corpo e mente, immobilità e movimento, maschile e femminile, sole e luna, sono questi alcuni degli elementi che la pratica dello Yoga è in grado di riunire. Portare, armonizzare, equilibrio tra essi è l’intento dato che da che mondo e mondo l’essere mano ha sempre percepito la propria propensione ad andare in una direzione o nell’altra. Ogni essere umano, praticando lo Yoga, contribuisce all’ equilibrio cosmico grazie al raggiungimento di un proprio stato armonico con l’ambiente circostante e un conseguente senso di pace e benessere interiore. Scuola Yoga Bologna Hasya counseling

come si pratica?

Con umiltà.Umiltà come significato originario…Humus…di consapevolezza di trasformazione.

Chi si cimenta nella pratica dello yoga, “principiante o esperto” che sia, si mette a confronto con tutti gli aspetti che coinvolgono la propria persona. Attraverso i diversi elementi di tale disciplina, ogni singolo individuo evolve verso la consapevolezza del se in ogni sua parte. L’approccio più corretto potrebbe essere quello dato soprattutto dalla comprensione del significato delle azioni volte al fine del miglioramento della propria qualità di vita materiale, emotiva e mentale. Con l’intento di migliorarsi. Ovvero, non bisogna preoccuparsi di raggiungere una performance ottimale,  si dovrebbe perseguire l’obiettivo senza avere timore del fallimento, di impegnarsi, per vivere meglio il proprio corpo mente e anima.

le origini?

Lo yoga, nato in oriente, India del Nord, un numero di millenni indietro che lo fanno risalire a popoli evoluti delle ere lontane di Atlantide, come pratica meditativa per l’espansione delle coscienze, viene utilizzato a tutt’oggi, nei paesi occdentali soprattutto per raggiungere uno stato di benessere e di focus.

Che esercizi proponiamo con la scuola yoga? 

Gli esercizi dello Yoga dell’Istante, modello che proponiamo alla scuola yoga di Hasya, sono costituiti sostanzialmente da posizioni che possono essere mantenute per un tempo variabile a seconda dell’esperienza, della familiarità con lo yoga e delle capacità fisiche di ciascuno. Queste posizioni sono raggiunte in modo dinamico del rispetto del corpo della persona e il passaggio tra una “posizione” e l’altra è un’istante che scorre in modo fluido così come fluisce il corpo. Questo succedersi di Istanti genera l’approccio con il quale vorrei proporvi la mia esperienza di Yoga negli anni.

Le posizioni generano le migliori condizioni affinché il corpo possa uscire dalla tensione, vivere la distensione per creare spazio per esplorare l’espansione.

Lo Yoga dell’Istante è lo yoga che nasce dall’incontro del Metodo ANUKALANA con la mia personale esperienza che ha le sue radici nel mio primo e unico Maestro di Yoga e Karate , Roberto Baccaro – Taiji Kase Modena, e vado indietro di 25 anni…:-), fino a quando la vita mi ha fatto incontrare Jacopo Ceccarelli della Scuola Samadhi – Firenze che posso considerare il mio secondo Maestro di Yoga.

Bene.  L’esperienza corporea con l’approccio di Yoga integrale completo che amo proporre lo integreremo sicuramente anche con lo Yoga della Risata per giornate leggere e piene di gioia!

I Mudra saranno un tema interessante sul quale mi soffermerò …le mani sono veramente delle antenne potenti…ne parlo qui se  vuoi scuriosare e il primo articolo sull’esperienza armoniosa dello Yoga dell’Istante?…qui nel lontano 2013.

Chi può praticarlo?

Lo yoga è una pratica adatta a tuttiperché può essere eseguita in modo adeguato alle proprie capacità fisiche, purché svolta sotto la guida di un maestro esperto a maggior ragione lo yoga che vi propongo è per tutti perchè è un approccio fluido nella ricerca di una armonia rotonda e globale della esperienza corporea.

Dopo avere conosciuto le caratteristiche e le eventuali complessità di ciascun praticante,  proporrò posizioni con un grado di trasformazione adeguato per la persona, indicare tempi e modi della loro esecuzione, agevolare posizioni e sconsigliare altre  che potrebbero nuocere in quel momento alla persona. Infatti la proposta yoga che faccio tiene conto della millenaria tradizione terapeutica che lo yoga ha. Lo yoga come terapia globale e ogni asana come occasione mirata di azione terapeutica. Ricordiamoci che possiamo Guarire il nostro corpo!…con parole, nutrimento, pensieri e movimenti funzionali alla tipologia di persona che siamo.

quanti tipi di yoga?….molti moltissimi….io faccio un gran casino con tutti i nomi in sanscrito…mi spiace!

io cosa propongo?…yoga dell’Istante…:-) Ascolta il tuo corpo ad ogni istante!

un approccio morbido di risveglio del corpo fatto di accudimento e amorevolezza ove l’attenzione all’attimo, all’ascolto del corpo sarà la chiave dell’esperienza. Tutto basato su esercizi/asana semplici quanto efficaci.

Anukalana in sanscrito significa Integrazione… si tratta di un approccio alla disciplina dello Yoga che ti permette di scoprire il modo più naturale e completo di affrontare le pratiche anche più complesse e avanzate di questa disciplina nel totale rispetto della tua costituzione personale.

Momenti dinamici e spazi di mindfullnes per dare spazio alle diverse giornate che si srotoleranno lungo l’anno e che condivideremo insieme. Yoga integrale appunto…completo…:-)…comprensivo di Yoga della Risata…:-))

lo yoga funziona?

Eccome se funziona. Agisce a vari livelli e principalmente:

  • Fisico: agevolando l’allungamento dei muscoli che si compie nel corso della pratica, abbinato alla respirazione, favorisce l’ossigenazione del corpo, facilitando l’eliminazione delle tossine….e noi …mi faccio l’idea che ne apprezzeremo i benefici…spesso rattrappiti sotto le scrivanie…:-)
  • Mentale: attraverso l’attenzione, la presenza che sperimenteremo applicandola alla pratica delle posizioni. Lo yoga permette di aumentare la concentrazione e, sempre grazie al respiro , agevola la presa di consapevolezza, elemento che  mitiga, gli effetti del fantomatico stress/bornout.
  • Energetico: attraverso il fluire si ristabilisce una profonda connessione con se stessi e il proprio potenziale umano generando, con la pratica costante, un nuovo campo di coerenza globale nel quale l’essere persona permette di sentirsi parte del tutto e ricomponendo il proprio puzzle interiore

Sono tanti i valori di questa esperienza e li scoprirai avvicinandoti a Scuola Yoga – Hasya

Claudia Poppi Yoga Teacher

 

come vivere lo yoga: ginnastica yoga per la salute

Accademia d counseling Bologna

Lo yoga è una disciplina millenaria, che aiuta a trovare e mantenere il giusto equilibrio tra mente-corpo-spirito. Nei decenni, a seguito dei tanti viaggi in india e delle ripetute contaminazioni culturali degli ultimi secoli, abbiamo ricevuto in dono da quei luoghi e culture la pratica dello Yoga. Ginnastica yoga per la salute.

E’ una pratica semplice quanto importante che è in grado di  piccoli fastidi, favorisce il sonno e riduce stress ed ansia. E’ un reale strumento oltre che una disciplina, è uno stile di vita, che ci accompagna in tutte le fasi della vita se ci lasciamo andare all’ascolto dei suoi benefici. meditazione kundalini

Negli ultimi anni varie sono state varie diatribe sul tema “Yoga” e definirlo ginnastica è veramente un insulto a questa pratica millenaria che promuove armonia e bellezza. D’altra parte il bisogno occidentale di rendere le esperienze come categorie per poterle catalogare si che a oggi lo Yoga meditativo rimane tale e lo yoga con movimento è definito “ginnastica per la salute e il benessere” con buona pace di delle definizioni del C.O.N.I. Sono aspetti che a oggi sono così e a noi interessa pratica più che definire …quindi?…

Per fare esperienza, per vivere al meglio e  migliorare i propri stili di vita un perCorso Yoga  è sicuramente una buona strategia per il tuo benEssere. Noi di Hasya proponiamo la Scuola Yoga “Yoga dell’Istante” Vieni a conoscere la proposta QUI

Per iniziare da piccolissimi: in gravidanza, i massimi benefici antistress
La pratica dello yoga nei 9 mesi può portare importanti benefici alla futura mamma, riducendo i livelli di stress ed ansia, e migliorando la qualità del sonno. Non solo. Con un lavoro mirato alle aree direttamente interessate, è possibile alleviare dolori e fastidi tipici dell’attesa, come mal di schiena, gonfiore e dolore pelvico, e migliorare forza e flessibilità muscolare in vista del momento del parto.
Per avere i massimi benefici, gli esperti suggeriscono, a fronte di un gravidanza fisiologica, di praticare lo yoga per un’ora al giorno, a partire dalla 18/20° settimana di gestazione fino alla nascita del bambino, in una combinazione di esercizio fisico, meditazione e rilassamento.
Occorre, però, avere sempre il via libera del medico curante e definire con l’insegnante di yoga un programma su misura e sicuro.

Primi mesi con il bambino, armonia per due
Un’attività sana, delicata e divertente che la neomamma e il bebè possono svolgere insieme. Si chiama baby yoga: mentre la mamma esegue alcune posture adattate di yoga, accarezza, massaggia e muove dolcemente il piccolo. Una modo speciale per entrare in contatto con il neonato e favorire uno sviluppo armonico di tutti i livelli dell’essere: fisico, psichico, mentale e spirituale. E, al tempo stesso, recuperare tonicità, elasticità e mobilità articolare.

Infanzia, per imparare a entrare in contatto con se stessi
I bimbi di oggi hanno ritmi molto serrati e spesso patiscono l’effetto dello stress quotidiano e degli stimoli eccessivi a cui sono sottoposti. Lo yoga può aiutarli a rallentare, a capire quando hanno bisogno di rilassarsi e come farlo, per affrontare con un atteggiamento positivo le situazioni della vita.
Lo yoga insegna ai bambini ad accettarsi e amarsi per come sono, ma insegna anche la tolleranza verso gli altri, il rispetto e la fiducia verso sé stessi e gli altri, l’accettazione delle diversità, l’empatia e il non giudizio.
Aiuta anche a trovare equilibrio e stabilità, concentrazione. Imparano a conoscere il proprio corpo e, nel tempo, anche mente e spirito, a farli lavorare tutti insieme per diventare adulti responsabili, fisicamente attivi e in salute.

Adolescenza, per affrontare con serenità i cambiamenti
È tra le fasi della vita più delicate, caratterizzata da cambiamenti fisici molto rapidi, relazioni e interessi nuovi, conflitti interiori. È essenziale che i ragazzi, maschi e femmine che siano, imparino ad accettarsi senza sentirsi giudicati, rispettando il proprio corpo e il proprio modo di essere.
Lo yoga può aiutare i giovani attraverso il raggiungimento di una buona postura, per un corpo forte e flessibile, ma è utile anche per regolarizzare i cambiamenti ormonali ed è un anti stress naturale.

Per fare esperienza, per vivere al meglio e  migliorare i propri stili di vita un perCorso Yoga  è sicuramente una buona strategia per il tuo benEssere. Noi di Hasya proponiamo la Scuola Yoga “Yoga dell’Istante” Vieni a conoscere la proposta QUI per ridurre i disagi tipici dell’avanzare degli anni. Siamo fatti per invecchiare, NON per degenerare. La pratica dello Yoga è perfetto!
Ad Esempio nella donna l’interruzione del ciclo mestruale e dell’ovulazione, il corpo inizia a produrre minori quantità di ormoni e la maggior parte delle donne avverte cambiamenti sia a livello fisico, sia psicologico. A volte avvengono gradualmente, a volte all’improvviso. È una fase della vita delicata, talvolta difficile, caratterizzata da vampate di calore, secchezza vaginale e problemi alle vie urinarie, sbalzi d’umore, disturbi del sonno, palpitazioni e dolori alla schiena. Lo yoga può aiutare a ridurne i disagi, grazie anche alla possibilità di scegliere (in accordo con il proprio insegnante) posture, tecniche di respirazione o meditazione. Lo yoga non solo può aiutare a ridurre i sintomi tipici della menopausa, ma è un valido strumento per imparare a riconoscere e accettare la nuova condizione per poter ritrovare l’equilibrio.

Un nuovo equilibrio in un istante!

Parola di Hasya – Scuola Yoga “Yoga dell’Istante” 

come praticare lo yoga al mattino

Scuola Yoga Hasya Bologna

Praticare yoga al mattino è un buon metodo per creare le migliori condizioni di benessere per te e il tuo corpo. Il punto di partenza potrebbe essere l’esperienza “saluto al Sole” Una combinazione rituale di posizioni per riattivar l’energia individuale.

Il mio saluto al sole in occasione delle sessioni di Yoga dell’Istante spesso muove sorrisi e ilarità e questo mi piace!

Credo importante muovere i primi passi della giornata con il sorriso sulle labbra per questo giocosamente il mio saluto al sole è proprio un saluto… Ciaoooooo!

Breve video del mio saluto al sole lo troverete qui!!

Ora la parte seria dell’esperienza…:-))…cosa è il saluto al sole ?…una pratica…una serie di esperienze corpore che potremmo dire essere in grado di muovere ed attivare molti dei meridiani energetici del nostro corpo e i i nostri chakra conseguentemente. Portiamo cosi luce ed energia al nostro corpo riattivando quella luce e quell’energia che è già presente in noi…:-). Lo yoga al mattino potenzia tutto ciò.

 

saluto_al_sole

 

A volte il freddo  lo abbiamo dentro, a prescindere dalla stagione.

Un lutto, una ferita che riteniamo ci sia stata inferta… una separazione e  ci sentiamo abbandonati, soli, a disagio insomma con la vita.
La tristezza, l’introspezione, il raccoglimento …il corpo si raccoglie… Occasione di consapevolezza che permette di vedere e sentire le cose inutili che la nostra mente ha accumulato, per aprire, spalancare le porte al nuovo, al cambiamento, al prossimo ciclo che ricomincia.
Lo fa per preparare la rinascita che verrà….il nuovo ciclo della vita che si manifesta nell’apertura….nello spazio che creiamo spalancando le braccia al sole.

Il saluto AL SOLE

Il saluto al sole, o surya namaskara, é una pratica yogica molto antica ed è una sequenza dinamica.

12 dodici posizioniate che fluiscono come una danza per sostenere il nostro sole interiore images-1
Un benvenuto al giorno che sta nascendo, alla vita che scorre dentro di noi.

L’intento? di iniziarlo concentrati e consapevoli, in forza e in gratitudine.
Il gesto di questo saluto possiamo vederlo come un omaggio all’aspetto più elevato di noi stessi: lo spirito, intendendo il corpo come “luce solare condensata”….come espressione materiale della luce che siamo.

E’  un rituale alchemico magico che riprende e riflette tutta la potenza e l’energia del sole che nelle civiltà antiche veniva adorato e venerato come Dio. Il sole, il disco solare, in tutte le culture è sempre stato tenuto in importante considerazione per la sua energia manifesta cosi come la Luna per la sua complementarietà ed essenza introspettiva.

Se “leggiamo” il saluto al sole dal punto di vista simbolico, ogni gesto è pura poesia….noi siamo poesia.
Il movimento delle braccia come apertura, offerta, accoglienza…
Il piegamento in avanti verso il basso, accompagnato da un’espirazione, é un gesto di umiltà verso Madre Terra.
Un movimento verso l’alto e all’indietro é come una benedizione del cielo, baciati dal sole e dalla luce.

Il saluto al sole é considerato uno dei metodi più efficaci per conseguire una salute perfetta e per un risveglio energetico e spirituale….:-)

man standing in field

E il numero dodici?

… non é certamente casuale. La filosofia yogica era estremamente attenta alla scienza dei numeri.
Il dodici rappresenta la trinità in un’ottava maggiore e indica un grande livello di comprensione e saggezza.
Molti sistemi numerici antichi erano basati sul dodici: dodici sono le costellazioni, dodici i mesi dell’anno, dodici le ore in cui é suddiviso l’orologio, ecc…

I maestri yoga sostengono che il saluto al sole abbia un impatto psicologico profondo e importanti implicazioni spirituali perché stimola le energie sottili che conducono ad uno stato di consapevolezza superiore.
Dal punto di vista fisico, tramite questi movimenti morbidi e fluidi, tutte le articolazioni vengono sciolte e attivate in modo dolce. Il primo scopo evidente é quello di sostenere la consapevolezza del corpo e mantenerlo agile e flessibile.
I muscoli, i tendini e i legamenti del lato anteriore e posteriore del corpo vengono alternativamente mossi in una danza che vuole andare oltre la semplice distensione e contrazione e allungamento; respirazione, circolazione, sistema nervoso e ghiandole endocrine …una fluida stimolazione…

Tengo molto a questa esperienza fluida e consapevole ove l’intenzione è di evitare ogni sforzo e di godersi il movimento, il corpo e le emozioni che manifestano inuma fluire morbido di questa espressione di coerenza che offriamo alla vita stessa.

 

Claudia Poppi – Insegnante Yoga Certificato RYT 200 (RYT = Registered Yoga Teacher Insegnante Yoga Registrato, o meglio certificato).

Yoga dell’Istante

Come gestire le vacanze fra genitori e figli

Hasya scuola counseling Bologna genitori vacanze

Come ogni anno, con la fine del percorso scolastico e l’arrivo dell’estate, si ripropone una danza fra genitori e figli per ciò che riguarda le vacanze. A volte sembra semplice riproporre un modello già vissuto l’anno precedente: noi adulti restiamo in una zona di confort programmando qualcosa che ci sembra sicuro e già sperimentato.

…e i figli?

Come genitori facciamo del nostro meglio, con le migliori intenzioni, per i nostri figli e per la nostra famiglia, ma spesso aggiungiamo le nostre suggestioni personali e un pizzico di stress. Potrebbe esserci sfuggito il domandarci proprio quale è il reale bisogno rispetto alle vacanze di noi adulti, per i figli, la famiglia e…il partner….?

Qual è il bisogno di vacanza per un genitore e per un figlio?

Quante volte ci fermiamo ad osservare i cambiamenti reali dei ragazzi? Proponiamo loro una vacanza che serva alla loro crescita o diamo spazio alla leggerezza di una sana vacanza che serva a staccare?

Non c’è una regola fissa su come o dove i figli debbano trascorrere le vacanze estive, eppure, spesso, osserviamo un riproporsi di schemi familiari anche in famiglie molto differenti fra loro. Le vacanze con i nonni lontani che non si frequentano durante l’anno, le vacanze con la famiglia di amici che hanno la stessa età dei nostri figli (così hai un amico con cui giocare in vacanza…), la settimana scout o con un’associazione per riportare, in soli pochi giorni, il contatto con la natura e uno stacco dalla tecnologia, il primo viaggio all’estero (cosi imparerai a parlare inglese stando in Inghilterra … magari per 15 giorni)…vi riconoscete?

Hasya scuola counseling Bologna genitori vacanze

Genitori significa essere preposti all’organizzazione e pianificazione della vita dei figli 24 ore su 24, 365 giorni all’anno?

Perché? Cosa ci pre-occupa? Quali sono le abitudini e le aspettative sulle vacanze dei nostri figli? Quante volte ci chiediamo cosa significhi per noi “vacanza”? Di cosa un genitore ha bisogno in quei 15 giorni di ferie? 

Questi temi saranno trattati da Anna Caliri e Claudia Poppi in occasione del corso “Genitori si Diventa”-  clicca qui per approfondire e programmare la tua adesione.

Come riesci a trasmettere ad un figlio questo bisogno lasciando al figlio stesso il tempo per ascoltarsi e sperimentare quel periodo di stacco e riflessione su sé stesso, quel momento nel quale scoprire la noia o la follia, la musica fino a tarda notte o la lettura di libri scelti e non “consigliati” dall’insegnante, la serenità di lunghe chiacchierate con persone conosciute in spiaggia o le risate di un’avventura lungo sentieri di un fresco bosco di collina.

“Finalmente è finita la scuola”

Frase generalmente pronunciata da chi già non va a scuola da diversi anni, e poi, verso la fine di agosto… “Speriamo che ricominci presto la scuola così tutto torna al suo posto” …quante volte vi siete imbattuti in queste due affermazioni? La routine sta sempre più diventando la nostra zona di confort, ma quando ci rivolgiamo ai nostri figli vogliamo per loro novità e avventura (… siamo coerenti ai loro occhi?)

Se chiudiamo gli occhi e immaginiamo di tornare ragazzi, cosa avremmo voluto vivere? Come avremmo voluto trascorrere le nostre vacanze? Cosa ci è mancato che non abbiamo saputo chiedere?… E siamo certi che oggi non siamo qui a proporre ai nostri figli proprio quel completamento, quel “non avuto” della nostra infanzia?

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Impariamo ad ascoltarci e insegniamo loro a fare altrettanto nell’imitazione dei nostri comportamenti, così che possano esprimere i loro bisogni e confrontarli con quelli dei genitori, rendendo più vera e armonica anche una semplice scelta della gestione delle vacanze.

Portare consapevolezza a questi temi affinché si possano vivere meglio momenti ed aspettative è intenzione del corso  “Genitori si Diventa”-  clicca qui per approfondire e programmare la tua adesione.  Anna Caliri e Claudia Poppi . Hai già deciso? Allora sei dei nostri Per preIscriverti prosegui qui.

 

Hasya Scuola Counseling Bologna Genitori si Diventa

 

come vivere in armonia con se stessi e con gli altri secondo Lise Bourbeau

L’armonia è importante quando si parla di musica, ma lo è ancor di più per noi uomini, se vogliamo vivere una vita di elevata qualità. Come le note di un accordo, anche noi dobbiamo trovare la strada per creare armonia attorno a noi, nella società in cui viviamo, ma anche con noi stessi, per essere in equilibrio, perchè le “note” che abbiamo dentro sono forse ancor più importanti di quelle che stanno fuori di noi.

Una guida per chi vuole approfondire la conoscenza di sé e migliorare le relazioni con il prossimo. Un insegnamento che mira a far vedere il mondo con occhi nuovi, richiamandosi alla ricchezza, alla varietà e alla profondità della natura umana trovando le origini dei nostri approcci relazionali nelle nostre matrici genitoriali.

Il segreto per star bene con se stessi sta nel trovare un equilibrio interiore in tutti gli aspetti di Sé, portando armonia nel corpo, nella mente e nello spirito.

Tutto in noi è collegato, per cui l’equilibrio sul piano psicologico ed emotivo, ad esempio, ha ripercussioni anche sul corpo e su tutto il nostro essere. Infatti quando manca unequilibrio interiore viviamo momenti di disagio, difficoltà e dolore. Viceversa, se riusciamo a ristabilire l’equilibrio tra corpo, mente e spirito, riusciamo a vivere un ben-essere interiore e la nostra vita lo riflette.

Bisogna prendersi cura di sé, fisicamente, mentalmente e interiormente per ristabilire un equilibrio.
Ora voglio parlarti di alcuni aspetti sui quali puoi lavorare per stare meglio con te stesso.

Questi temi ci sono proposti da varie figure di riferimento del mondo spirituale e non solo. Tra queste figure Lise Bourbeau.

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Il segreto per star bene con se stessi sta nel trovare un equilibrio interiore in tutti gli aspetti di Sé, portando armonia nel corpo, nella mente e nello spirito.

Tutto in noi è collegato, per cui l’equilibrio sul piano psicologico ed emotivo, ad esempio, ha ripercussioni anche sul corpo e su tutto il nostro essere. Infatti quando manca unequilibrio interiore viviamo momenti di disagio, difficoltà e dolore. Viceversa, se riusciamo a ristabilire l’equilibrio tra corpo, mente e spirito, riusciamo a vivere un ben-essere interiore e la nostra vita lo riflette.

Bisogna prendersi cura di sé, fisicamente, mentalmente e interiormente per ristabilire un equilibrio.
Ora voglio parlarti di alcuni aspetti sui quali puoi lavorare per stare meglio con te stesso.

1. Non dipendere dagli altri

Dobbiamo imparare a stare bene anche da soli e non dipendere emotivamente dagli altri. E’ importante essere in armonia con se stessi. La libertà individuale è importante, anche nelle relazioni di coppia. Infatti, stare bene con se stessi è la condizione per stare bene anche con gli altri, in qualsiasi tipo di rapporto. Non dipendere dagli altri significa amare in modo incondizionato, cioè amare senza aspettarsi nulla in cambio. E’ facile a dirsi, ma per riuscirci penso ci vuole tutta una vita, o forse più!

2. Lascia andare ciò che non ti serve

Le persone che attrai nella tua vita sono quelle che “vibrano” alla tua stessa frequenza, con le quali entri in risonanza e di cui “hai bisogno” in quel momento. Però nulla è per sempre, così anche le persone che entrano ed escono dalla nostra vita. Quando succede, puoi lasciare andare le persone o le situazioni che non possono più far parte della tua vita, senza sensi di colpa o sofferenze.

Quando tu cambi, anche le persone e le situazioni intorno a te cambiano. Lascia che sia così, non ti attaccare a nulla, né alle cose né alle persone. Va bene così, accettalo, fluisci. E’ importante essere in armonia con se stessi.

3. Abbandona il senso di colpa

Quante volte ci auto-accusiamo o ci sentiamo giudicati dagli altri? Bisogna liberarsi dal senso di colpa che emerge quando cadiamo nei tranelli della mente. Anche se pensi di avere una colpa, puoi riuscire a perdonarti e sviluppare più amor proprio e una maggiore autostima, cercando di trascendere l’ego.

Stimarsi e riuscire a comprendere che tutto è perfetto così com’è, è un grande salto in avanti per riuscire a star bene con se stessi.

Ciò che pensano gli altri non deve interessarti, l’importante è quello che tu pensi di te stesso. Non sentirti giudicato, piuttosto comprendi che vai bene così come sei!

4. Abbandona il giudizio

Abbandonare il giudizio sugli altri e su se stessi è fondamentale, giudicando non fai altro che lamentarti di qualcosa che, per te, non va bene. Prova ad accettare le cose che non puoi cambiare e concentrati sul tuo cambiamento interiore.

Leggi anche:  I 101 desideri: un esercizio per scoprire cosa vuoi dalla vita

Se una situazione non ti piace e non puoi cambiarla, non starti a dannare l’anima ostinandoti e accanendoti contro, ma cerca di capire perché quella situazione è entrata nella tua vita e lavora su ciò che accade interiormente.

Ricorda che quando punti un dito ne hai altri tre puntati verso di te!

5. Sviluppa la gratitudine

La gratitudine è uno dei modi migliori per accedere alla gioia e all’abbondanza nella nostra vita. Spesso siamo distratti da ciò che non ci piace nella nostra vita e non mettiamo attenzione sulle piccole (o grandi) cose per cui essere grati ogni giorno.

Quando sviluppiamo un senso di gratitudine profondo, la vita non fa nient’altro che proporci occasioni per cui essere ancor più grati. Prova a sperimentarlo nella tua vita. Quello che dai ti ritorna!

E ricorda che SEI VIVO!

Domanda: Quante volte hai ringraziato oggi? ?

6. Scopri chi sei veramente

Riconnetterti con te stesso è un passo fondamentale per riprenderti il tuo potere, ma prima devi scoprire chi sei veramente e assumerti la responsabilità della tua vita.

Cerca di meditare per scoprire interiormente le parti più profonde di te, tutto ciò che cerchi sta dentro di te. Scopri la tua missione nella vita, quello scopo che ti fa sentire realizzato, felice, pieno di entusiasmo, in contatto profondo con la vita.

Stare bene con se stessi forse è proprio questo: riuscire a essere la migliore espressione di sé.

Riusciamo a dare il meglio di noi quando siamo ispirati, quando abbiamo questo fuocodentro che ci spinge in avanti.
Ma che cos’è questa forza che ci spinge? Non nasce forse dalla nostra parte più profonda, dalla nostra anima?

Trovare il sogno della propria anima e perseguirlo ci rende incredibilmente felici proprio perché stiamo facendo ciò che desideriamo davvero profondamente.

Ti sei mai chiesto perché sei qui dove sei e cosa sei venuto a fare?

8. Sviluppa un atteggiamento positivo

Di questo argomento si parla tanto ma mai come oggi la scienza ci ha dimostrato come i pensieri interagiscono con la materia.
I nostri pensieri influenzano noi stessi e la realtà che ci circonda e questo legame è molto stretto, per cui potrai comprendere quanto sia importante riuscire a sviluppare un atteggiamento interiore positivo per influenzare positivamente la nostra vita.

Controllare la propria mente, invece di esserne schiavi, è importante. Come primo passo, dovresti comprendere che l’energia va dove metti l’attenzione, imparare a “spostare” l’attenzione da un pensiero ad un altro è il primo passo.

I pensieri positivi verranno da se man mano che lavorerai interiormente. Meno spazio darai alle tue paure, più ti abituerai a controllare la tua mente e a creare pensieri consapevoli, di una frequenza più elevata.
Sviluppa un modello di pensiero superiore, ma per farlo dovrai riconnetterti alla parte più autentica di te.

9. Abbandona le convinzioni limitanti

La mente, molto spesso, ci rende davvero schiavi e succubi di schemi e convinzioni dalle quali sarebbe bene liberarsi.
Riappropriarti del tuo potere ti permetterà di controllare la tua  mente e di agire con maggiore consapevolezza.

Leggi anche:  La psicologia come studio dell’anima

La mente è uno strumento molto potente e molto complesso e spesso siamo condizionati da credenze limitanti che sono radicate nel nostro subconscio. Puoi trasformarle aiutandoti anche con tecniche con il ThetaHealing e diventare co-creatore della tua realtà.

Trasformando interiormente queste parti di te così profonde che ti bloccano, vedrai accadere una meravigliosa trasformazione nella tua vita.

10. Fai ciò che ti rende felice

Cerca cosa ti rende davvero felice ed elimina le convinzioni che ti allontanano dal realizzare i tuoi sogni.
Spesso ciò che ci rende più felici è seguire le nostre passioni ed è ciò che viene dal profondo di noi ma potresti essere tu stesso a bloccarlo.

Trova un modo per esprimere i tuoi talenti e realizzare il sogno della tua anima. Ma ricorda una cosa importante: puoi essere felice ora, qui, in questo preciso istante.

La felicità c’è sempre, siamo noi che dobbiamo ri-sintonizzarci sulla giusta frequenza!

11. Apriti al cambiamento

Tutto è in continuo cambiamento e fluire in questo costante avvenire della nostra vita, ci permette di vivere più sereni e di stare bene con noi stessi.

Se la mente fa resistenza, o sei “rinchiuso” in schemi e abitudini dalle quali vuoi liberarti, sviluppa una maggiore forza di volontà.
Inizia con piccoli passi. Attuare anche piccoli cambiamenti nella tua vita ti porterà grandi risultati.

Se tira il vento del cambiamento non costruire un muro, ma piuttosto un mulino a vento! – Proverbio Cinese

12. Prenditi cura di te

Tutti gli aspetti di noi sono importanti, prendersi cura di sé significa farlo in tutti i sensi.
Cerca di trattare il tuo corpo nel migliore dei modi, partendo da un’alimentazione sana. Io personalmente, ti consiglio quella vegetariana o vegana e comunque l’uso di prodotti naturali e biologici per la tua alimentazione.

Se puoi pratica un po’ di movimento regolarmente e attività come lo Yoga che hanno beneficio sia sul corpo che sulla mente.
Oggi puoi praticare molte discipline olistiche e tecniche energetiche vibrazionali, che ti permettono di lavorare a livello più sottile per ristabilire l’equilibrio interiore.

Sicuramente potrai trovare molto utile anche la meditazione che è uno degli strumenti più semplici, ma allo stesso tempo più efficaci, per ritrovare te stesso e ottenere un equilibrio tra corpo, mente e spirito.

Come “ultimo” consiglio, ti direi che è sempre fondamentale l’Amore. Quindi amati e ama! …e  ricordati di passare del tempo con le persone a cui vuoi bene!

 

link libri lise?

come approcciarsi alle problematiche dei polmoni con la metamedicina

Allergie Hasya Metamedicina Bologna scuola counseling

 Con l’articolo di oggi esploreremo l’approccio della metamedicina rispetto alle problematiche di bronchi, polmoni  e diaframma nonché il tema delle allergie a cui faremo cenno.

Iniziamo dalle basi di anatomia e fisiologia: i bronchi sono deputati al trasferimento dell´aria dalla trachea agli alveoli polmonari. Sono fatti a forma di tubo semirigido e costituiti da diverse ramificazioni tanto da fargli assumere il nome di “albero bronchiale”. Ogni polmone ne possiede uno che, dopo essersi inizialmente suddiviso dalle 14 alle 17 volte, si divide ancora in ulteriori piccole ramificazioni che sviluppano i bronchioli. 

I disturbi che interessano i bronchi come la bronchite, la tosse, la broncopolmonite parlano della difficolta´ a prendere il posto che ci spetta o a mantenerlo. Spesso chi si ammala ai bronchi vive in una situazione in cui non riesce a far rispettare il proprio territorio o il proprio spazio vitale, non ne ha la capacita´ e vive in una situazione “soffocante”. 

Una mia cara amica soffriva da mesi di bronchite, che nonostante avesse curato con ogni mezzo possibile, non dava cenni di miglioramento. Parlandone insieme mi ha raccontato che viveva costantemente sotto pressione sia in famiglia che al lavoro. Si sentiva soffocare dai ripetuti interventi della madre in ogni ambito della sua vita mentre in studio, nonostante lei facesse di tutto per soddisfare i bisogni dei clienti e delle sue colleghe, spesso aveva l´impressione di non farcela dimostrando un atteggiamento di critica nei confronti di tutti. 

Lavorando sulla sua difficolta´ a prendere il  posto che le spetta nel mondo ha potuto finalmente liberarsi della brochite.

I polmoni sono l´organo principale del sistema respiratorio. Essi sono la sede dove avvengono gli scambi gassosi di ossigeno ed anidride carbonica.

E´ interessante notare la relazione tra cio´ che sta fuori e cio´che sta dentro. Essi rappresentano la Vita, il bisogno di spazio e di liberta´. Le varie sintomatologie legate ai polmoni, ci parlano di paura ossessiva di morire, di scoraggiamento per situazioni nelle quali non si vede via d´uscita e che ci portano a non voler piu´ vivere, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di senso di colpa.

Quando ero piccola ho sofferto per diversi anni di asma allergica. Al tempo non si era trovata una vera causa e francamente mai nessuno capi´  perche´ spesso fossi colpita dagli attacchi d´asma. Chi diceva fossi allergica alla polvere, chi al pelo degli animali…

Quando ho incontrato la Metamedicina ho compreso come i miei attacchi d´asma potevano essere associati a certi momenti della mia infanzia in cui ho subito la “prepotenza” di una educazione all´antica. Ho vissuto nella rabbia e nell´impotenza.. che mi creavano molta tristezza ma soprattutto mi facevano sentire sola e indifesa. Crescendo l´asma e´ andata a sparire ma non completamente. 

 Con una liberazione della memoria emozionale ho potuto meglio garantire alla mia piccola Patrizia tutto l´ascolto ed il supporto che le sono mancati, liberandomi completamente dagli attacchi d´asma.

Il Diaframma

Il diaframma e´ un muscolo situato nell´addome a forma di cupola che divide il torace dall´addome. La sua funzione principale e´ inspirare ed espirare, ma agisce svolgendo un ruolo molto importante anche in altre diverse funzioni come cantare, ridere ed espellere.  

Facendo parte dei muscoli rappresenta lo sforzo ed essendo molto legato agli atti respiratori, rappresenta lo sforzo che sia fa per vivere. 

Per sciogliere tensioni, imparare ad usare consapevolmente il diaframma e´importante e necessario. Un maggiore apporto di ossigeno ai tessuti garantisce  scambi cellulari migliori,  efficaci sia per i nutrienti che debbono entrare che per gli scarti che debbono essere eliminati.

Respirare bene e in modo consapevole aiuta a centrarsi in momenti di stress o ad avere piu´ energia in momenti di calo. Il respiro e´ la sola evidente prova del tanto ricercato “qui ed ora”!

Le Allergie

Generalmente le allergie sono provocate da situazioni che non vengono accettate o che risvegliano ricordi di emozioni dimenticate.

Adolescenza: come vivi quella di tuo figlio?

genitorialità consapevole Bologna corso

Sempre più spesso sentiamo parlare di adolescenza come di un periodo della vita dei ragazzi che si deve attraversare come una prova di “sopravvivenza”. Certo, le differenze dalla stagione precedente, ricca di spensieratezza, risate, giochi sembrano molto marcate e lo sono anche quelle dalla stagione futura apparentemente lontana proprio da quell’avventura e follia, quasi incastrata in un forte senso di responsabilità e impegno.

Ma se è questo il quadro che viene dipinto agli occhi dei ragazzi dalle figure educative che si trovano nei loro ambienti quotidiani, se questa è la musica incalzante che sentono ogni giorno a scuola, a casa, nello sport dalle voci degli adulti, forse è chiaro che diventa poco facile volere attraversare fino in fondo questo periodo.

Cosa possiamo fare?

Come possiamo essere vicini agli adolescenti e accompagnarli serenamente? Il vero nodo della questione è proprio questo: non si tratta della nostra adolescenza, ma della loro. Quello che siamo chiamati a fare è prendere consapevolezza di come sia proprio il ruolo degli adulti che deve traghettare, affinché nel nostro cambiamento ragazzi si sentano liberi di vivere il loro.

Abbiamo passato tanti anni a dare la mano ai nostri bambini ogni qualvolta ci fossimo trovati ad attraversare una strada. Quel dar loro la mano non significava “tu non sai fare”, ma era un “poni attenzione”. Ed è proprio questa attenzione che loro hanno appreso giorno dopo giorno, è proprio questo insegnamento che nell’ adolescenza si trovano a voler testare, sperimentare, contrastare.

La storia e l’evoluzione dell’umanità si ripete anche in quel microcosmo che sono gli adolescenti: “Sarò in grado di riprendere e applicare ciò che ho visto fare?”, “Sono sicuro che sia l’unico modo per ottenere quel risultato?”…ma soprattutto 

“E’ veramente ciò che io voglio?”

Queste, come tante altre, sono le domande che i ragazzi si fanno e che, se chiudiamo gli occhi e andiamo indietro con la mente, ci siamo fatti anche noi.

A volte sembra quasi che con il voler gestire la vita degli adolescenti cerchiamo di correggere le nostre piccole mancanze o imperfezione di quegli anni. E se la frase dovesse essere corretta da “Come vivi l’Adolescenza di tuo figlio” a “Come vivi l’essere genitore mentre tuo figlio vive la sua adolescenza?”

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Quanto ti senti impotente di fronte suoi silenzi, estraneo al suo mondo fatto di nuove frasi mai ascoltate, di musica, di risate lontane dal tuo essere adulto …Non è forse sano che il mondo vada avanti nel continuo cambiamento dell’evoluzione? E’ proprio la serenità e la tranquillità degli adulti che permetterà un approccio rassicurante, protettivo e al tempo stesso propositivo ed esplorativo.

Questi temi saranno trattati in occasione del corso “Genitori si Diventa”–  clicca qui per approfondire e programmare la tua adesione.

Come vivi l’Adolescenza di tuo figlio?

Quando i bambini hanno pochi mesi e iniziano a muovere i primi passi, siamo tutti propensi a far fare loro questa splendida esperienza del “perdere l’equilibrio” per trovarne uno nuovo. Possono cadere più e più volte e troveranno sempre la voce tranquilla di chi ripete “Trova il tuo equilibrio, so che ce la farai a camminare presto”.

I bambini imparano a camminare in modi differenti fra loro e spesso differenti da come abbiamo fatto noi, ma non per questo vengono condizionati e giudicati. Eppure, chissà perché, quando crescono sembra che gli adulti perdano quelle loro sicurezze del ruolo che hanno. A volte sembra che fare i genitori di un bambino sia più semplice dell’essere genitore di un adolescente….

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E se fossimo noi quelli che fanno fatica ad attraversare questa fase?

Lasciamoci guidare dalla consapevolezza e dal confronto, lasciamoci guidare dall’ascolto continuo dei ragazzi dando loro un punto fermo, una guida, una fune a cui potersi riposare, un porto in cui sapere di poter rientrare senza essere giudicati o colpevolizzati o obbligati a restare. I conflitti con noi stessi diventano conflitti con loro e questo rischia di scatenare guerre senza né vincitori né vinti. Le navi attraversano le tempeste se ogni membro dell’equipaggio si preoccupa di mantenere il proprio ruolo e trasmettere agli altri proprio la tranquillità di quel ruolo, pur sapendo che la tempesta fa paura a tutti e che le incertezze di quel mare, di quel cielo burrascoso, sono tante. Quando parliamo di tranquillità non vogliamo nascondere la testa sottocoperta e far finta che ci sia sempre il sole, ma è la tranquillità di chi si fida del suo ruolo e del suo equipaggio, pronto e preparato ai vari imprevisti di ogni navigazione.

 

Molliamo gli ormeggi?

Durante la loro navigazione in mare aperto adeguiamo il nostro abbraccio affinché i giovani equipaggi che partono con piccole imbarcazioni possano sapere di avere un porto che li accoglie, sia che rientrino con una zattera o con una grande nave, come un abbraccio presente, ma non per questo imposto.

Impariamo ad amare in loro il non essere noi e in noi il non essere loro.

 

Di tutto ciò e di molto altro parleremo insieme in occasione dell’iniziativa “Genitori si diventa” organizzato e promossa dall’Ass. Hasya con il patrocinio della Città Metropolitana di Bologna e del Comune di Modena.

Vieni a Conoscere la nostra proposta, disponibili per chiarimenti e domande in occasione del corso “Genitori si diventa”

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