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Come genitori si diventa: dategli tempo

Dategli tempo di crescere, un passo alla volta, perchè genitori si diventa.

Non spingete! …dategli tempo come indica Emmi Parker, pedagogista e pediatra pediatra, dal 1946 al 1979 Direttrice dell’Istituto di Metodologia dell’Educazione e della Cura della Prima Infanzia a Budapest,   lasciategli scoperta, lasciategli il gioco e i momenti ludici. DATEMI TEMPO potrebbe urlare il bambino se non solo soffocasse spesso questo grido per timore di non essere amato.

Pare si stia per riproporre l’anticipo dell’“obbligo scolastico” a cinque anni. e  per altro la legge obbliga bambini speciali a mantenere il passo con l’obbligo scolastico anche se avrebbero bisogno di fermarsi un anno in più alla scuola materna oltre a quello che che la legge permette. La persona dove la mettiamo? … la persona in crescita?

Spero che non accada, perché significherebbe un ulteriore inasprimento dell’esperienza scolastica dei più piccoli, già vittime del processo di secondarizzazione non già della scuola primaria, oramai irreparabilmente colonizzata (parcellizzazione del sapere e moltiplicazione dei docenti, dei manuali, delle verifiche… con relativa tumulazione della pedagogia), bensì della stessa scuola dell’infanzia, già contaminata da schede, fotocopie, persino “libri di testo” che si sostituiscono al gioco, al movimento, all’esplorazione…

Alla domanda (molto retorica) che posi tempo fa: “Cosa accadrebbe, se fosse anticipato l’ingresso nella scuola primaria o resa obbligatoria la frequenza all’ultimo anno della scuola dell’infanzia?”, ha risposto Curzio Maltese: “…una follia, potenzialmente catastrofica per la salute mentale dei bambini. Montagne di studi scientifici certificano che anticipare l’età scolare procura ai bambini assai più danni che vantaggi, in termini di stress e di ritardi nell’apprendimento”. L’Italia è uno dei Paesi europei in cui la scuola è più precoce, come in Grecia e a Cipro, che stranamente sono i primi per abbandono scolastico, percentuale di giovani che non lavorano e non studiano, e ultimi per numero di laureati. Non meno stranamente, i paesi scandinavi, dove la primaria inizia addirittura a 7 anni, eccellono, per rendimento scolastico, reddito pro capite e occupazione giovanile.

Strano davvero … ma vero!

Teoria sul cosa porta lo stato italiano a tutti questi anticipi…?

Ecco la mia.

Punto della costituzione: “L’Italia è una nazione basata sul lavoro”

Niente da ridire sul valore del coinvolgimento delle persone , nel valore dell’autonomia economica e dei lavori socialmente utili meglio se retribuiti.

Importante il lavoro femminile, anche se qui non entro nel merito delle quote rosa, neanche ce ne dovrebbe esser bisogno, ed evito anche di entrare nel merito del disequilibrio nella retribuzione maschile e femminile, e quindi meglio che le donne possano rientrare al lavoro il prima possibile. Quindi…diamo loro strutture adeguate per questo intento di rientro al lavoro. E invece non Ci fossero adeguati servizi per i piccoli e piccolissimi! Ove vengono valorizzate le relazioni tra persone, dove di sostiene il valore delle persone fin da piccoli, ove si tutelano i più in difficolta attraverso esperienze ludiche e basate sul learning by doing. In modo che imparare facendo divenga la grande occasione di crescita per tutti fin dalla primissima infanzia. E invece…invece no…donne a casa o nonni che divengono genitori e i bambini casa a rincitrullirsi con la televisione e poi…apppena si può …a scuola…ad imparare?…neanche per idea…a informarsi …dato che oggi come oggi la scuola, in molti casi, è solo occasione per informarsi come potrebbe essere fatto solo con l’uso di internet. La scuola quella vera , quella dell’educazione alle relazioni è scomparsa…stando a casa quando con servizi opportuni, potrebbe una grande occasione vivere e sperimentarsi con altri coetanei e posticipare il più possibile l’età della scolarizzazione o meglio dell’informatizzazione.

Giusto per esprimere il mio dissenso!

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