lavoro su di sè

7 regole del gioco per gli uomini

Sessualità, fissazione sulla realtà, repressione delle emozioni, fuga da se stessi, paura dell’autonomia, blocco della creatività e perdita dell’amore ecco i pilastri su cui si fonda il gioco per gli uomini, nella vita, secondo gli uomini.

A dirlo non siamo noi di Hasya, potremmo essere di parte vista la prevalenza femminile nel gruppo, bensì Peter Lauster.

In un suo libro ” I 7 errori maschili” riflette su queste colonne portanti del fare dell’uomo nella vita e di dove lo hanno portato fino ad ora e di dove lo potrebbero portare se non trasformano qualcosa.

Hasya Scuola Counseling Bologna

Lessi questo libro ben 20 anni addietro ed ebbi la brillante idea di proporne la lettura al mio secondo marito in occasione di un periodo di disagio interno alla coppia che si stava protraendo da tempo.

La mia riflessione fu: se non le dico io queste cose quindi, se le propone un uomo, magari, lui, mio marito, si soffermerà almeno ad una rapida scorsa?

Risposta che mi torno indietro: cosa vorresti dire, che io sono sbagliato?

Ecco la buccia di banana!! Cominciamo male e infatti è andata a finire che abbiamo preso strade divergenti.

Questa esperienza mi ha però rafforzato nell’idea che non esistono veri errori, esistono esperienze, e va bene la PNL, però se non si è in grado di apprendere dalle esperienze allora come la mettiamo?

A tutto ciò aggiungerei la soggettivizzazione del tutto. cioè “Io SONO SBAGLIATO” disse. E no!!

La riflessione al massimo è sui comportamenti e sulle loro conseguenze. Quindi approfondiamo.

7 ERRROOORRRRIIIIIII ! ORRORE!

E vediamo se a distanza di 20 anni da quel libro sono possibili nuove riflessioni. Le vostre soprattutto…sotto lo spazio c’è!

Fissazione sulla Sessualità

Sessualità ed estrema attenzione al corpo nelle varie forme.  Il corpo spalmato su copertine e manifesti, sponsorizzato e medicalizzato. Lo sport che tiranneggia il corpo e sopratutto le sue prestazioni. Questa forte attenzione al corpo accentua l’attenzione forse su una sessualità che viene resa superficiale? Tutto così viene portato a qualcosa di puramente fisico aumentando così la percezione della condivisione del far l’amore come una ginnastica da letto piuttosto che uno spazio di ascolto di se e dell’altro ove ci si dedica al piacere.

Questo approccio è ancora così? Dove è la consapevolezza maschile per prendersi uno spazio sempre maggiore di piacere senza ridurre a pochi cm il proprio piacere? Peter Lauster scrive “la felicità profonda rimane esclusa finché all’atto d’amore non partecipa il mondo emozionale.” Possibile incamminarsi per nuove vie prendendosi del tempo per ascoltare il piacere? Proprio e dell’Altro/a

Anche a me , Claudia Poppi accade, come counselor delle relazioni affettive, che uomini presenti a se stessi comunque confidino che  dopo l’orgasmo si sentano “male” e depressi.

Io domando : attorno all’orgasmo c’è un far l’amore o è tutto puntato sull’obiettivo di quel momento? Educazione sportiva che tiene il focus sul goal è forse da lasciare fuori dalle lenzuola? E ancora l’amore dentro l’uomo si può sentire solo insieme ad una donna e solo attraverso il sesso?

citando Jeremias Gotthelf “È difficile trovare la giusta via di mezzo: bisogna indurire il cuore per la vita E allo stesso tempo mantenerlo tenero per l’amore

Cosa ne dite? Possibile allenarsi in tutto ciò?

E come sarebbe se come premio di tutto questo allenamento a mollare la palla ci fosse una relazione di qualità con se stessi e con l’Altra?

Noi di Hasya agiamo mossi da questo intento.

uomo-muscoli

Fissazione sulla realtà

Di per se avere i piedi per terra e un approccio realistico è cosa sana sopratutto per quel senso di responsabilità che sostiene famiglie e figliolanze. Diventa una fissazione perché i condizionamenti sociali e culturali fanno sì che l’uomo in cui predomina il piano intellettuale, a tutt’oggi una maggioranza insieme all’uomo in cui predomina il piano fisico, pone sulla razionalità tutta la propria attenzione.

Mettere la razionalità al centro della propria vita potrebbe però diventare una modalità così esclusiva che fa perdere il bello della vita. Si dice che a scuola si studia per la vita, anche se sarebbe più corretto dire che si studia per la propria vita professionale e non per la vita intesa nei suoi molteplici aspetti.

Quindi se invece una parte importante della nostra vita riguarda i rapporti interpersonali, di coppia, amore potrebbe essere che ci sia una contraddizione in termini e in tutto ciò che vada rivalutato l’aspetto umano e spirituale? Non vi sono razionalità dell’uomo e nemmeno della donna… ero ripromessa di non parlare Donne in questo articolo mi e’ scappato.

La ragione è uno strumento che divide, scompone le cose e questa capacità di analisi è molto importante, certo però che diventa poco utile quando abbiamo a che fare con l’amore, la vita di coppia e la felicità, l’arte e i sentimenti. Potrebbe essere per questo che poi nascono disagi e incomprensioni, dato che dubito che si possa spiegare tutto con la ragione.

Ancora una riflessione e questa volta del nostro caro Albert nonché Einstein:

La scissione dell’atomo ha cambiato tutto ad eccezione del pensiero umano. Perciò ci avviamo verso la catastrofe di misura inimmaginabile.

Come sarebbe se gli uomini potessero accorgersi che difendere la loro razionalità è poco funzionale prima di tutto alla loro qualità della vita? Potrebbe essere utile mettere un po’ a tacere il pensiero?

Repressione delle emozioni

Altro aspetto molto interessante è proprio questo legato alle emozioni. Le emozioni non sono un pianeta a  sè proprio perché corpo anima e mente non sono tre elementi disgiunti quanto piuttosto possiamo dire che interagiscono organicamente tra loro. Certo il corpo e’ la base materiale visibile, La mente quella sovrastruttura che fa muovere azioni.

E l’anima invece? Forse un pianeta a sé? L’emozionalità che coinvolge in realtà tutto il corpo dove la mettiamo? Direi da nessuna parte perché è dappertutto. È importante iniziare ad occuparsi dell’interazione tra mente corpo.

Integrare tutto ciò  e’ quello che risulta complesso agli uomini? Vista la loro educazione e cultura tipicamente maschile? In questo cammino di integrazione l’interazione risulta essere proprio la parte complessa. Per le donne, ops è la seconda volta che le nomino mi perdonerete, da certi punti di vista è più “semplice”, perché anche nelle donne questa frammentazione esiste sempre per effetto di aspetti culturali e sociali. Torniamo però gli uomini che si domandano proprio “cos’è la vita interiore?

Vi va di esplorare questo mondo sconosciuto o quasi? È vero che siete voi cacciatori guerrieri che avanzano determinati nella savana, però in questo caso prendete a fare un passo indietro e permettetevi anche il fatto di essere accompagnati in queste nuove esplorazioni sensoriali che eviterebbero contatto con una emozionalità forse troppo intensa le prime volte, ma a cui potreste anche accedere per godervi una parte dell’esistenza ancora da scoprire?

Vorrei mettere in evidenza in realtà che l’interiorità non è maschile ne femminile, è sia privata che pubblica, semplicemente è la base della vitalità. Un senso alle azioni relazionali reali è alla base della buona salute psicologica cosicché l’amore possa dispiegare le sue ali. E non solo l’amore per l’altra bensì l’amore per la vita, per l’ambiente per ogni albero per ogni nuvola che corre in cielo. Ottimo presupposto per la conclusione di tante guerre.

Auguro a tutti gli uomini di riuscire a guardare dentro di se per compiere i passi di cui vogliono esplorare le trasformazioni in grado di generare.

Fuga da se stessi

E ora?  Ora la propensione che gli uomini hanno di (generalizzo sempre, non sono tutti così) darsela a gambe. A volte sembra che fuggano da una donna, da una mamma, da un figlio in arrivo, dalle responsabilità e invece se… foste in fuga da voi stessi? Rifletto così insieme sempre a Peter Lauster e al suo libro “I 7 errori maschili”

Che nessuno si innervosisca perché non stiamo dicendo che gli uomini sono dei fuggitivi davanti alle responsabilità. Direi per molti altri aspetti è esattamente il contrario, certo che la propensione a fuggire da se stessi scaturisce proprio dalla repressione del mondo emozionale e dalla fissazione sulla razionalità. Pertanto la fuga da se stessi fa sì che l’uomo, tendenzialmente, si immerga talmente tanto nelle attività professionali che perde di vista prima di tutto se stesso. E cosa accade in questo contesto? Dello voglio dire con le parole di Martin Walser:

Se dentro di me ho commesso l’errore di avere sempre pensato che prima o poi sarebbe cominciata la vita, prima che arrivasse la vecchiaia… allora arrivata solo la vecchiaia e non la vita.

Ma come si può fuggire dal proprio intimo se la vita può dispiegarsi solo lì? Perché molte persone aspettano la vita vera e hanno la sensazione di invecchiare solamente, mentre la vita è passata davanti a loro? In tutto ciao si può vedere la profonda paura della vita e delle emozioni che inevitabilmente essa porta con sé? Vogliamo invecchiare o maturare?

Volete conoscere un modo eccezionale per fuggire da se stessi? Infatti nella fuga da se stessi evitare di farsi mettere in imbarazzo È un processo comune che e’ agevolato dal comportamento di rifugiarsi nella ilarità. Certo sane risate portano solo benessere psicofisico e su questo è sia pienamente d’accordo.

Ed è anche vero e naturale che rifugiarsi nell’ilarità è più sano che fuggire nella malinconia e nei dolori universali e nel disprezzo di sé. Sdrammatizzare situazioni complesse è un’altra faccenda ancora, ma l’ilarità fine a se stessa che permette di fuggire dall’emozione importante che nasce dentro e coprirla combattute schernenti potrebbe invece essere fuga da se stessi e dal tumulto emotivo che si sta generando dentro. Allora l’ilarità può essere proprio una fuga da ciò che si sente veramente

Paura dell’autonomia

Che cosa intendo paura dell’autonomia altra parte gli uomini? Proprio per un potenziale di forza, amplificata dal loro fisico, sono perfettamente autonomi, cioè sono in grado di cambiare una gomma della macchina, usare il trapano e 1000 altre cose. Però che rifugio estremo ed estremizzato che l’uomo di sesso maschile fa nelle norme e nelle regole.

Potremmo dire che la ricerca del successo materiale, valore enormemente positivo nella nostra società, implica una componente anche aggressiva, perché bisogna scavalcare, superare, arrivando a definire che “se possiedi qualcosa, sei qualcuno“.

Questo non è forse un blocco all’autonomia della persona? Cioè ciò che uno possiede è strettamente collegato al valore della persona? Ma le proprietà sono solo un’apparenza esteriore e non rappresentano l’interiorità come Eric Fromm ha ampiamente fatto notare nel suo libro “Avere o essere“.

La maggior parte delle persone di sesso maschile si identifica con questa mentalità dell’avere. Coinvolgo anche le donne perché perlopiù partecipano questo gioco senza criticare, lasciando che gli uomini esibiscano la loro prestanza fisica, i loro simboli materiali. Forse all’inizio soccombono alla superficiale apparenza di forza, ma alla fine restano deluse quando riconoscono, dietro a questa materialità, l’uomo affannato, disperato e insicuro.

E spesso reagiscono con scherno e a questo punto nell’uomo scatta la paura di vedersi  smascherato e si dà vita all’odiosa lotta tra i sessi dove ognuno reagisce con disprezzo per la delusione della reazione dell’altro. Si generano spesso scene violente di corpo o di pensiero che aumentano la disperazione e le sofferenze interiori.

Teniamo conto che tanto più la ragione entra per risolvere il problema tanto più l’amore si ritrae.

Come sarebbe se l’uomo invece di rispettare lo stereotipo che diffonde l’idea che le donne vogliono uomini forti, adeguandosi, divenissero autonomi ed esprimessero se stessi? Questo sarebbe il passo verso l’autonomia e qui è la vera forza, dove nessuna fibra muscolare se non quella del muscolo cardiaco verrebbe coinvolta.

Che sia la paura della libertà in realtà a generare tutto ciò?

Non preoccuparti di ciò che può venire, non piangere di quello che succede, preoccupati invece di non perdere te stesso e piangi se viene sospinto dalla corrente del tempo senza portare il cielo dentro di te.

Friedrich Schleiermacher

Blocco della creatività

Se tu preferisci ciò che è dentro di te, ciò che tu preferisci ti salverà. Se tu non preferisci ciò che è dentro di te, ciò che non preferisci ti distruggerà

Testo attribuito a Gesù

Come dire, una frase che è anche alla base della psicosomatica? Senza entrare nel merito rifletto su il valore della creatività, positiva e negativa o comunque disfunzionale. Gli stimoli sensoriali giungono nel mondo emozionale dove non vengono semplicemente registrati in modo oggettivo bensì percepiti emozionalmente.

Vogliamo fare i conti con tutto ciò o vogliamo pensare solo che siamo frutto di un ingranaggio biochimico? L’espressione è molto importante per la salute psicologica quindi è importante trovare canali di espressione che rispettino la nostra essenza. Ce ne sono tante di forme espressive, possibili a chiunque nella vita di tutti giorni. Possono diventare vere proprie forme di arte e certo che sì, si può anche arrivare a condurre una professione artistica, anche se non intendo certo che tutti debbano scrivere poesie, realizzare quadri o comporre armonia.

Tutto ciò è comunque reso possibile quando la necessità di esprimersi si unisce ad una energia creativa. Non è certo obbligatorio per tutti, tranquilli uomini, nessuno si aspetta da voi che diveniate dei nuovi Mozart , Michelangelo! Vorrei passare questo approccio creativo funzionale sano all’espressione nella vita di tutti giorni che è rappresentato principalmente dalle conversazioni, dal comunicare agli altri ciò che abbiamo vissuto, come lo abbiamo percepito e come viviamo quello che accade.

Non sto parlando di quelle chiacchiere irritanti così come spesso vengono definite le conversazione delle donne. Potrebbe essere che questa modalità un po’ sprezzante abbia la giustificazione dell’incapacità dell’uomo di esprimersi in modo veramente libero e aperto di parlare e gesticolare? L’uomo potrebbe essere che si controlli oltremisura perché pensa di dover dire qualcosa di così elevato che la paura di sbagliare lo metta in condizione di controllo razionale mentale?

L’uomo seppellisce le proprie esperienze dentro di sé e lascia uscire solo ciò che gli sembra accettabile da un presunto punto di vista o obiettivo razionale. Si richiude in se. Potrebbe essere che si rinchiude in se proprio per non assomigliarsi a quel femminile tanto demonizzato con la tipica frase ” dai non fare la femminuccia?“.

Culturalmente risulta disprezzabile naturalmente, agevolando così una lotta tra i sessi invece che un accoglimento delle reciproche componenti e caratteristiche? Vorremmo consigliare caldamente all’uomo di liberare sui blocchi espressivi infatti il controllo dell’espressione. È un controllo della propria creatività e questo si lo possiamo considerare proprio un errore perché priva l’uomo stesso e chi lo circonda di nuovi spunti, Riflessioni ed Inside. Espressione che non ha necessariamente che fare con la creatività artistica, ma il fondamento del processo creativo. Credere che la propria espressione debba essere qualcosa di così speciale da generare un terremoto cosmico per poter essere manifestata trasforma l’occasione di condivisione in una mancata condivisione.

Lasciamo andare ogni ambizione di rendimento e facciamo sì che l’espressione di sé sia un’occasione creativa a prescindere. Lasciamo andare la valutazione.

Le persone vengono considerate geniali certo però che un uomo come Pablo Picasso ha usato questa frase: se non potessi esprimermi, non potrei sopportare di vivere, diventerei pazzo.

Un uomo aperto e vitale deve esprimersi altrimenti si sentirebbe male perché verrebbe a meno di far parte di quel processo vitale che nasce dalla potenza creativa dell’essere vivente. La cosa interessante è che razionalità e creatività non dovrebbero essere viste come un dualismo disfunzionale bensì come un’occasione di liberazione emozionale proprio perché se la creatività si distacca del mondo emozionale e si unisce solo all’intelletto allora la novità creativa risulta autonoma fine a se stessa E non libererebbe l’anima. E l’espressione, teniamo ben presente, è un appagamento dell’anima che va oltre il consumo. Espressione è qualsiasi movimento del corpo ballare, gesticolare, ridere saltare in modo semplice libero. Proprio quella roba che da bambini mi dicevano cari uomini che non si doveva fare perché non stava bene. Tranquillo dicevano così anche alle donne! Quindi? Possiamo lavorarci. Libera espressione di sé potrebbe essere questo lo spunto di oggi?

Perdita dell’amore e la sua rinascita

Lo scopo della vita di impregnare tutti i suoi aspetti con l’amore” lo scrive un uomo… Tolstoi

Unica cosa che tendenzialmente l’amore fa paura più forse agli uomini che alle donne può sembrare un paradosso dato che sono proprio gli uomini, tendenzialmente, a venire recepiti come coloro che sono posseduti dall’istinto sessuale quindi maggiormente coinvolti dal tema della sessualità e amore.

Quindi la loro vita sembra girare intorno all’amore.

Le donne scrivono di storie d’amore, gli uomini invece scrivono libri di successo sull’amore.  Interessante osservazione potrebbe essere questa che sembra dire che le donne vivono le storie d’amore mentre gli uomini ne parlano, perché questo permette loro di prendere le distanze altrimenti esserne coinvolti potrebbe diventare pericoloso? L’amore è realizzabile, possibile anche nella vita quotidiana. Per realizzare tutto ciò potrebbe essere il caso di viverla e vederla nella sua totalità in modo che questa percezione ampia posso portarci a far nascere un amore attento e completo.

La complessità viene proprio dal fatto che non siamo stati educati ad un approccio globale bensì a frammentati aspetti logici pieni di deviazioni, pregiudizi. Spesso tutto ciò è guidato da interessi e gli uomini sono i primi a lamentarsi del fatto che le donne guardano prima tipo di macchina posseduta. Abbiamo bisogno di ribaltare questi paradigmi educativi per riappropriarci a una percezione d’Amore globale e poter così vivere un amore pieno nella vita quotidiana della persona. Sto parlando di persona sia uomo che donna, che quando trova l’amore diventa un essere integro e quindi sano. Cioè in grado di sprigionare tutto il suo potenziale personale a beneficio proprio, dell’altra persona e della comunità. Qui richiamo proprio la definizione di salute dell’organizzazione mondiale della sanità Ultima recente del 2012 che fa proprio riferimento a questo aspetto per definirsi sano una persona È importante che sia integro in tutte le sue sfaccettature.

 

L’amore è realizzabile? Come si fa se il pensiero è sempre rivolto fuori dalla relazione?

L’Argomento lavoro, spesso viene dato come responsabile di disattenzioni e frettolosità e tutto ciò , anche se ce chi dice che il lavoro nobilita,  non nobilita, in realtà, ne l’uomo e nemmeno la donna. Quindi?

Cambiamo regole del gioco. Ne ho illustrate 7,  Monopoli ne ha di più e tutti noi abbiamo giocato a Monopoli almeno una volta cambiando le regole del gioco.E se iniziassimo a far girare tutto intorno alla relazione e tenessimo il lavoro come contorno? Non sto dicendo di smetter di andare a lavorare , impossibile per i più, quanto piuttosto di approcciarsi al giorno nuovo con una domanda che potrebbe essere:

Come posso oggi rendere la mia giornata, e quella della persona con la quale condivido quest’esperienza d’amore più interessante, amorevole, condivisa?

Lasciando andare i pensieri di quante pratiche sono appoggiate sulla scrivania tanto quel è un dato di realtà che non possiamo cambiare soltanto applicarci con metodo è gioia per ridurre il suo peso.

Tutto ciò che scrivo e che rifletto qui in queste pagine si rivolge si effettivamente e prettamente alle persone di sesso maschile, di genere maschile, anche perché le riflessioni partono proprio dal libro di Peter lauster “I sette errori maschili”. D’altra parte l’energia maschile è all’interno di ogni persona uomo /donna che sia quindi, come sarebbe se anche le donne riflettessero su questi aspetti di sé?

Perché negli ultimi decenni le donne sono state portate da se stesse e dalle proprie convinzioni e rivendicazioni a voler assumere ruoli maschili dove sono state messe in campo energie maschili quindi, potrebbe anche essere che tutto ciò riguardi e coinvolga anche le donne?

 

 

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