comunicazione, Felicità, lavoro su di sè

BuonUmore nella vita di tutti i giorni

L’umorismo viene definito un “modo intelligente, sottile e ingegnoso di vedere, interpretare e presentare la realtà, ponendone in risalto gli aspetti o lati insoliti, bizzarrie divertenti” (Vocabolario ‘lo Zingarelli’, Zanichelli 1990).

Sempre perchè i vocabolari permettono di partire da ciò che viene definito dalla cultura e diffuso come sapere.

L’umorismo diviene così quell’energia dissacrante e irriverente con cui ogni problematica dell’esistenza umana trova la sua valvola di sfogo. Rivitalizza e attiva risorse che potremmo definire alla base di un buon enpowermant individuale e sociale.

I soggetti dotati di senso dell’umorismo sono capaci di evocare sentimenti di divertimento e suscitare la risata. (Rif. F.Bariaud, 1985). Io dico, e non solo io, che non esistono soggetti dotati, esistono soggetti educati all’umorismo e alla modalità creativa dell’umorismo per affrontare la vita stessa.

Quindi se riceviamo questo tipo di educazione, che fa leva sicuramente su qualcosa che potenzialmente già esiste dentro di noi, siamo dotati di risorse aggiuntive. E vuole anche dire che possiamo educarci all’umorismo e quindi a al buonUmore.

Questa intelligenza complessa ha due dimensioni fondamentali: la capacità di apprezzare le performance umoristiche degli altri e quella di saperne creare delle proprie, che differiscono tra loro anche se strettamente correlate, in quanto l’apprezzamento umoristico si riferisce alla capacità di comprendere e trarre piacere da messaggi che comportano creatività umoristica o da situazioni incongrue, mentre la creatività si riferisce alla capacità di percepire delle relazioni tra persone, cose o idee in modo incongruo, sapendo poi comunicare questa percezione agli altri (V.Raskin, 1984).

Ogni soggetto ha potenzialmente la competenza del senso dell’umorismo; questa può essere posseduta in grado diverso (per una maggiore o minore disponibilità di script o diversa conoscenza delle tecniche umoristiche) o venire compromessa tramite disturbo di pensiero o di linguaggio e non deve essere confusa con l’ironia (scontata e alla portata di tutti, tende a esagerare gli aspetti della realtà creando caricature) e il sarcasmo (talvolta originato da sentimenti negativi e spesso causa di degenerazioni dell’ambiente sociale in cui si manifesta). Il principio fondamentale dell’umorismo è “ridere con” e non “ridere di” qualcuno, se non di se stessi (insightfull.net).

Buonumore nella vita di tutti i giorni

Definirla intelligenza umoristica?

Per fare eco all’Intelligenza Emotiva di D.Goleman infatti credo proprio che si possa e debba parlare di intelligenza del buonUmore ancora più che di Intelligenza Umoristica. In quanto la capacita individuale di attivare risorse per gestire l’umore nella modalità più funzionale alla qualità della vita, relazioni affettive e professionali, è qualcosa che va oltre l’attivazione di una battuta che potrebbe far leva, erroneamente su ironia e sarcasmo, che poggiano su comportamenti di persone. Se tutto ciò infatti accadesse scivoleremmo nella sofferenza di chi viene coinvolto dalla battuta.

Il buonUmore è uno stato interiore che non viene intaccato da ciò che accade fuori, potrà vacillare però senza cadere. L’esperienza del BuonUmore è una esperienza sacra in quanto, come la parola sacra ci indica, ci mette in contatto con la parte profonda di noi. Il BuonUmore ci collega e ci permette di conoscere sempre più noi stessi.

Osserviamo come distinte le due esperienze : l’Umorismo agevola il buonUmore sicuramente . Osserviamo però come il BuonUmore sia qualcosa di autonomo che non nessuna necessità fattori esterni come fattori determinanti ed è il buon approccio alla vita che mantiene la persona in uno stato di salute complessiva. (Salute come da ultima definizione dell’OMS Otawa 2012)

Nell’accomiatarmi a voi tutti propongo una chicca semplice e nutriente, secondo me, per arricchire di buonUmore la giornata. le esperienze di Hasya mirano a tutto ciò. Eventi e perCorsi come quello della scuola del BuonUmore vogliono proprio attivare e sostenere l’attivazione delle risorse individuali per generare buon umore.

Anche con questa semplice cosa. Buona lettura.

La preghiera del buonumore

“Dammi, o Signore, una buona digestione
e anche qualcosa da digerire.
Dammi la salute del corpo,
col buonumore necessario per mantenerla.
Dammi, o Signore, un’anima santa,
che faccia tesoro di quello che è buono e puro,
affinché non si spaventi del peccato,
ma trovi alla sua presenza
la via per mettere di nuovo le cose a posto.
Dammi un’anima che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri e i lamenti,
e non permettere che io mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo invadente
che si chiama IO.
Dammi, o Signore, il senso del ridicolo.
Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo,
affinché conosca nella vita un po’ di gioia
e possa farne parte anche ad altri.
Così sia.”

Thomas Moro

0

Lascia un commento