comunicazione, psicosomatica, scuola counseling

Intervista con Giuseppe Pagliaro

ioGiuseppe non è solo uno psicologo, non è solo un counselor, non è solo un nostro docente. Ma come ve lo raccontiamo? Facciamoci raccontare Giuseppe Pagliaro da…Giuseppe Pagliaro.

Raccontami qualcosa di te, della tua attività e di come di comunicazione, disagio, depressione e non solo

Spesso quando mi viene posta la domanda “che lavoro fai?” ho un po di resistenze nel rispondere che faccio lo psicologo, perchè le persone hanno un sacco di stereotipi a riguardo ma, soprattutto, perchè non mi sento molto rappresentato da questo “titolo”. Il mio modo di lavorare è raramente simile a quello che usano la maggior parte dei miei colleghi.

A ben pensare questo mio “scollamento” dai percorsi canonici è presente fin dall’università quando, mentre i miei compagni di corso parlavano di psicoanalisi e cognitivismo, io ero attratto da approcci corporei ed olistici come la bioenergetica, la meditazione, lo yoga e la fisica quantistica.
Ed è così che mentre i miei compagni si iscrivevano ai corsi sul Rorschack (il famoso test proiettivo delle macchie) o sulla psicodiagnostica, io investivo i miei pochi soldi di studente in corsi di massaggio, training autogeno, meditazione, linguaggio del corpo, etc…

Alla fine mi laureai con una tesi sulla “Nuova scienza” in cui sottolineavo l’importanza di un approccio integrato in cui scienza e coscienza, corpo e mente, fisica e psicologia si riuniscono in una visione unitaria. Subito dopo andai a fare il tirocinio post-lauream nel principale centro italiano di Psicosomatica olistica, il Villaggio Globale di Bagni di Lucca, conducendo insieme al dott. Nitamo Montecucco ricerche sperimentali di neuro-psicologia per osservare gli effetti sul cervello della consapevolezza, della meditazione e del lavoro sul corpo e sulle emozioni.

Sempre al Villaggio Globale, nel corso dei successivi tre anni, parallelamente con le ricerche scientifiche, sperimentai in modo diretto su di me e sugli altri le più potenti tecniche di liberazione emozionale, di lavoro sulle energie e di meditazione.
Nel 2009 mi sentii pronto per mettere insieme quello che avevo sperimentato e metterlo a disposizione delle persone, così fondai a Firenze l’Associazione di Psicosomatica Kirone, una sorta di “palestra della consapevolezza”, dove ogni settimana tenevo laboratori di meditazione e di crescita personale. E’ proprio attraverso la sperimentazione nei laboratori di Kirone che ho affinato un metodo personale fondato sull’esplorazione di se attraverso l’indagine di temi specifici (ad es. specifiche emozioni o particolari aspetti della personalità). Ma di questo ve ne parlerò più avanti…

medicina psicosomatica

Questo metodo funziona, piace alle persone, ne traggono beneficio e così nell’arco di qualche anno mi sono ritrovato a fare questi laboratori in tutta Italia trattando aspetti diversi a seconda di quello che era il bisogno delle persone che lo richiedevano.

Oggi alla domanda “che lavoro fai” rispondo che “alleno le persone ad amarsi, ad essere più vere e più libere”.

Tipologie di counseling ormai ne spuntano come funghi perchè dovrei scegliere proprio questa proposta?

E’ vero, esiste oggi sul mercato una grande varietà di approcci e di metodi, alcuni validi ed efficaci, altri un po’ più lenti ed obsoleti.

La proposta di counseling umanistico Hasya, proprio nella zona di Bologna, non pretende di essere “meglio” delle altre ma sicuramente ha l’ardire di presentarsi come una modalità moderna, efficace e veloce che mette insieme il lavoro sul corpo, sulle emozioni e sui condizionamenti mentali in modo scientifico e profondo.

Fare “esperienza diretta” delle proprie risorse e delle proprie difficoltà, mettersi in gioco ed osare di manifestare il nostro reale sentire con le parole, con il movimento e con la scrittura ha degli effetti potenti ed immediati sul nostro benessere, proprio perchè il disagio nasce dal blocco delle nostre emozioni, dal giudizio sul nostro sentire….all’inibizione della nostra verità.

Non credo ci siano soluzioni universali e buone per tutti, siamo unici e diversi, quindi quello che può funzionare per una persona può non funzionare per un’altra; ancor più, quello che può essere buono in un certo momento della mia vita può non essere buono in un altro momento.

E’ per questo motivo che non posso avere l’arroganza di affermare che il nostro approcio è quello giusto ma, senza falsa modestia, posso sicuramente dire che la nostra proposta è di qualità elevata, sviluppata sulla base della personale esperienza di persone che si occupano di Crescita personale da anni e quindi che sicuramente merita di essere quantomeno provata per valutare se può o meno fare al bisogno.

counseling umanistico integrato bologna

Dato che sono rigida/o come un bastone di scopa cosa può fare la vostra proposta per liberarmi di questa sensazione di gabbia?

Prima di “liberarti dalla gabbia” è fondamentale conoscere la gabbia e scoprire quali sono le comprensioni che porta in se.
Gli strumenti di trasformazione sono tanti, diversi ed efficaci ma il punto di partenza resta l’accoglienza e la comprensione di quello che c’è; questo atteggiamento già di per se porta “spazio interiore” dentro al quale le tensioni tendono ad allentarsi ed a lasciare il posto alla creatività ed al benessere.

A parlare o sentir parlare di emozioni già mi viene un groppo e anche qui si apre un mondo. Si dice tutto e il contrario di tutto delle emozioni come potrei avere beneficio da questo percorso che, se ho capito bene, può essere anche di un solo anno.

Il “groppo in gola”, la chiusura dello stomaco, la pesantezza sul petto e tante altre sensazioni spiacevoli che proviamo quando parliamo di emozioni non sono generate dalle stesse emozioni bensì da un loro blocco.
Non esistono emozioni “positive o negative” ma esiste un modo positivo o negativo di gestire le emozioni, infatti quando esprimiamo le emozioni (siano esse piacevoli o spiacevoli) solitamente ci sentiamo meglio, più leggeri ed aperti mentre quando le blocchiamo per paura, giudizio, imbarazzo, etc.., ci sentiamo pesanti, chiusi, depressi o angosciati.

In questo percorso cerchiamo di prendere consapevolezza dei blocchi, dei condizionamenti che li hanno generati; cerchiamo di capire come questi hanno influenzato la nostra vita e, soprattutto, cerchiamo di sviluppare modalità di espressione di noi stessi più vere e libere da paure che riguardano il nostro passato e non il nostro presente.

Questo lavoro di riconnessione con la nostra verità, la nostra Essenza, dura tutta la vita, veramente non si finisce mai di crescere e di riconoscere giudizi e paure dentro di noi, allo stesso tempo in un anno di percorso è possibile scrollarsi di dosso buona parte dei vecchi condizionamenti che ostacolano le nostre relazioni, il nostro benessere e la nostra creatività.

guarigionefb

Tra lavoro e impegni la vita sociale  se ne va alle ortiche aderendo a questa iniziativa? Quanto impegno dovrei calcolare oltre ai fine settimana e ai residenziali…secondo te?

La nostra vita è spesso piena di impegni, di cose da fare, di problemi da risolvere e c’è sempre poco tempo da dedicare a noi stessi, per questo quando ci si chiede se investire su se stessi, oltre all’investimento economico, facciamo i conti con l’investimento del tempo.

Negli anni ho personalmente imparato che il tempo investito nella crescita personale non è “tempo perso” ma “tempo guadagnato” in quanto i meccanismi, i blocchi e le convinzioni limitanti della nostra personalità creano una resistenza enorme alla realizzazione dei nostri sogni e della nostra felicità.

Dentro di noi esiste un “tempo cronologico” ed un “tempo effettivo”, il primo passa in maniera automatica, senza che noi facciamo nulla, è un tempo in cui le storie si ripetono, cambiano gli attori ma la trama è sempre la stessa….uguali difficoltà nelle relazioni, uguali tensioni nel corpo, uguale sfiducia in se stessi, uguale paura di osare, etc….

Nel “tempo effettivo” osserviamo noi stessi consapevolmente, individuiamo gli ostacoli ai nostri desideri, i blocchi alla libera espressione di quello che sentiamo, è uno spazio che richiede volontà, determinazione e delicatezza; in questo tempo possiamo realizzare cose che nel “tempo cronologico” non sarebbe possibile realizzare, perchè è una dimensione in cui ci risvegliamo alla nostra presenza ed alle nostre potenzialità.
E’ per questo che secondo me un pecorso del genere sia un guadagno e non uno spreco di tempo….è ora di mettere delle priorità nella nostra vita. E verità, libertà ed amore lo sono decisamente.

Inoltre, chi ha già intrapreso il cammino della crescita personale sa bene che non c’è un “tempo da dedicare alla consapevolezza” perchè ogni istante, ogni situazione, è buono per praticare presenza e conoscere se stessi; i momenti “formali” di crescita personale sono solo una piccola parte dell’infinita possibilità di crescita che la vita ci offre in tutto il resto del tempo.

I momenti “formali” (ad esempio i seminari del corso che proponiamo) sono dei momenti preziosi perchè ci offrono gli strumenti e le consapevolezze che utilizzeremo poi per crescere nella vita di tutti i giorni; inoltre, essere parte di un gruppo con cui condividiamo una visione di evoluzione personale sostiene la nostra motivazione a mantenerci vigili, presenti ed orientati alla scoperta di noi stessi.

Consigli per l’uso di questa esperienza ?

Per vivere al meglio l’avventura della crescita personale lascia andare tutto quello che “credi di sapere e di essere” e resta presente al modo in cui si manifesta il tuo essere in questo preciso momento, ascoltati in modo autentico senza giudicarti ma con accoglienza e curiosità. Esci fuori dall’idea di dover “cercare” ed inizia a “trovare”, non c’è niente da dover raggiugere, la felicità che desideriamo è già qui ed è proprio il paragone, il giudizio, il rifiuto e la speranza che non ci permettono di entrare nella profondità della vita. Viviamo in un “eterno adesso” e quindi il momento più opportuno per brillare, lasciarci andare nelle braccia dell’esistenza, per amarci in modo incondizionato, non può che essere adesso!

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