comunicazione, lavoro su di sè

Come si esprime nella mente la comunicazione circolare?

Nel precedente articolo, Comunicazione circolare: di cosa stiamo parlando? abbiamo introdotto l’idea di circolarità tra corpo mente ed anima. Questi tre attori si comportano come persone che si relazionano durante la comunicazione, si influenzano reciprocamente e mutano la comunicazione.

Ora vogliamo concentrarci su uno degli attori principali della nostra comunicazione: la mente.

Cosa circola nella nostra mente?

La risposta non è molto difficile e si potrebbe per semplicità sintetizzare in un unico termine: autoreferenzialità.

La mente osserva, comprende, ragiona e… ne tira le conclusioni logiche. Tutto chiaro? Non serve altro? Nient’affatto!

Alla mente non piace essere contraddetta. Si costruisce nel tempo i propri percorsi logici che, lo dice la parola stessa, non fanno una “piega”, sono perfettamente coerenti.

È il trionfo della razionalità. Il cerchio si è chiuso nell’autoreferenzialità che la mente crea per se stessa. E va bene così, afferma la mente. Solo apparentemente però!!

Dentro di noi, pertanto, i ragionamenti stanno in piedi e difficilmente riconosciamo la necessità del confronto, se non per esternare quanto abbiamo elaborato nel nostro intimo. Col benestare della mente, l’ego si presenta in tutto il suo splendore e gli altri costituiscono la semplice cornice al nostro palcoscenico!

Purtroppo la coerenza non è necessariamente sinonimo di verità e, tanto meno, aiuta in quell’obiettivo fondamentale della comunicazione che è l’armonia tra gli individui. La razionalità, dal suo canto, potrebbe infischiarsene degli interessi di parti contrapposte, che potrebbero avere pari dignità, spingendo allo scontro un più auspicabile confronto.

Le caratteristiche della mente

Conoscere le caratteristiche della mente, perciò, è cosa essenziale ed è dimostrazione di effettiva intelligenza. Più siamo immersi nella complessità della vita, tanto più abbiamo bisogno di mettere in rete le menti delle persone coinvolte o interessate, per superare i nostri limiti e concepire livelli superiori di intelligenza.

Forse un eccesso di pregiudizio o un’interpretazione affrettata di quanto sentito da qualcun altro limitano, seppur lentamente ma inesorabilmente, la nostra crescita, il nostro senso critico. Non ci gioviamo delle intelligenze altrui, non ne sentiamo il bisogno.

Ma sappiamo che la comunicazione circolare coinvolge tutta la persona. Le istruzioni per l’uso raccomandano, guarda caso, di non dimenticare i collegamenti con gli altri attori fondamentali della comunicazione personale: il corpo e l’anima. Ma di costoro ce ne occuperemo prossimamente…

Giuseppe Salvato & Claudia Poppi

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